Comunic@re per vivere
&
Vivere per comunic@re
LA MIA FAMIGLIA
DI ORIGINE
Autore della foto
Rino Concialdi
Titolo della foto
“La famiglia Seragusa Bernardo”
Link dell'immagine:
https://www.assarca.com/public/sicilia/Rosangela_Seragusa

MY SOCIAL-NOTE-BOOK
Capitolo primo
Ottavo paragrafo
Comunic@re per vivere
&
Vivere per comunic@re
LA MIA FAMIGLIA DI ORIGINE
Mie carissime amiche e miei carissimi amici social,
in questa pagina intendo parlare della composizione e della storia della mia famiglia di origine.
Non mi vergogno affatto di dire che i miei genitori erano degli umili contadini, che hanno lavorato la terra per quasi l’intera loro vita.
Comincio nel nome del padre…
Mio padre, scomparso il 20 agosto del 2015, si chiamava Giuseppe (come suo nonno) ed aveva, quindi, un nome molto comune in Sicilia, soprattutto ai tempi in cui è nato (classe 1935).
Il nome di mia madre, deceduta il 9 gennaio 2025, invece, era particolare e poco diffuso:
essendo nata il primo giorno del mese di novembre del 1943, fu chiamata "Santa" e come secondo nome i miei nonni scelsero per lei l’appellativo di “Gemma”.
Tuttavia lei preferiva farsi chiamare “Santina”, poiché detestava quel secondo nome che io, al contrario, ho sempre considerato straordinario, in quanto vi trovavo dentro una radiosità ed una luminosità tali da renderlo ai miei occhi affascinante e profondamente evocativo.
Anche mio padre, a sua volta, apparteneva ad una famiglia di agricoltori e, come me, era il più piccolo (“u cacaniro”) di tre fratelli. La primogenita si chiamava Angela, mentre la secondogenita si chiamava Giovanna, purtroppo morte entrambe.
Mio nonno paterno morì nel 1974, quando io avevo appena due anni e, purtroppo, non ne conservo alcun ricordo, ma mio padre mi raccontava sempre che ad ogni fine mese, non appena riceveva la pensione, comprava le caramelle per tutti i suoi nipoti, ai quali era legatissimo e che amava profondamente.
Mia nonna paterna, purtroppo, è morta di cancro prima ancora che i miei genitori si frequentassero, per cui nemmeno mia madre ha avuto modo di conoscere sua suocera.
Mio padre mi raccontava spesso
del carattere forte di sua madre
ed io mi rammarico di non aver avuto
la fortuna di conoscere questa
"donna ardimentosa dal cuor di leone”.
Per quanto riguarda i miei nonni materni, pur avendo avuto la possibilità di conoscerli e frequentarli per diversi anni, purtroppo, non ne ho ricevuto il benché minimo affetto.
Mio nonno materno, durante la sua gioventù era emigrato in Argentina, per trovare lavoro come muratore a Buenos Aires ed una volta tornato in Sicilia, con i soldi guadagnati col duro lavoro e con la sua esperienza, si costruisce da solo la casa dove nascerà nel 1943, in piena Seconda guerra mondiale, mia madre, terza di cinque sorelle.
Purtroppo mio nonno ancora in giovane età si ammala gravemente e rimane allettato praticamente fino alla sua morte, avvenuta nel 1986, quando io ero poco più che adolescente.
Fin da quando ero piccolo mi ricordo che ogni domenica si andava a trovare i miei nonni materni, ma mio nonno, praticamente sordo e sempre molto dolorante, non mi ha mai nemmeno rivolto la parola ed in più non faceva altro che imprecare, bestemmiare e maledire Dio.
Per quanto riguarda mia nonna materna ha sempre dimostrato di preferire a mia madre le altre sorelle e di conseguenza, anche io venivo considerato il meno preferito tra gli altri suoi numerosi nipoti.
In sostanza sono cresciuto senza ricevere alcun affetto da parte dei nonni, pertanto posso tranquillamente affermare di non aver avuto nessuna fortuna nel rapporto con i miei avi, ma anche tra i miei genitori ed i miei zii, non correva buon sangue e le liti sono state frequenti e durature.
Il mio zio preferito è stato senza alcun dubbio il marito della sorella primogenita di mia mamma:
mio zio Giorgio, mi narrava spesso tante storie di vita vissuta e, solo per darvi un’idea, lo faceva a modo di Andrea Camilleri ed io rimanevo ogni volta estasiato ed ammaliato dai suoi innumerevoli ed avvincenti racconti.
Ma adesso voglio iniziare a parlarvi dei miei tre fratelli in ordine di grandezza:
mio fratello Guglielmo, il primogenito ed in quanto tale, preferito da mio babbo;
mio fratello Angelo, secondogenito e figlio preferito da mia madre;
infine mia sorella Concetta, unica figlia femmina.
Mio fratello Guglielmo, il cui nome di battesimo deriva dal nome di mio nonno paterno (come vuole la tradizione), è nato il due di novembre del 1963, il giorno dei morti.
Mia madre quel giorno aveva per l’esattezza 20 anni ed un giorno, essendo nata il primo di novembre del 1943, il giorno di “Tutti i santi”, da cui il nome “Santina”.
Mio fratello Angelo, nato il 27 ottobre del 1965, è l'unico membro della mia famiglia d’origine con il quale mantengo tuttora normali rapporti e più avanti vi spiegherò anche il perché.
Per quanto riguarda la mia unica sorella, il suo nome completo all’anagrafe risulta essere:
CONCETTA, in ricordo della nonna paterna;
MARIA, in omaggio alla Madonna;
PINA, in onore di mia nonna materna, che si chiamava Giuseppina Iapichino, lo stesso cognome della ben nota campionessa di salto in lungo, Larissa.
Come nella tradizione italiana, ed in particolar modo nella cultura fortemente patriarcale della Sicilia dello scorso secolo, entrambi i miei fratelli portano il nome dei nonni, mentre mia sorella, che era la tanto desiderata figlia femmina, ha fatto “l’en plein” con il nome di entrambe le nonne ed in mezzo il nome di Maria, la Madre di Gesù Cristo.
Per quanto mi riguarda, io sono nato quattro anni dopo mia sorella come una sorta di incidente di percorso, ovvero il mio concepimento non era stato assolutamente programmato ed a questo punto i nomi delle nonne e dei nonni erano terminati, per cui bisognava trovare un nuovo nome per l’ultimo arrivato.
Considerato che io sono nato il 18 marzo, sotto il segno dei pesci (come canta Venditti) ed in un’ottima annata, il 1972, così come si dice di un buon vino, in quel periodo ha inizio la fortunata carriera del bravissimo Massimo Ranieri, artista tanto gradito a mia madre.
Per cui il mio nome deriva proprio da questa particolare combinazione di eventi, mentre da piccolo, specialmente mia madre mi aveva affibbiato il soprannome di “Cacaniro”, che tradotto in italiano si riferisce all’ultimo uccellino della nidiata, che essendo il più piccolo dà fastidio agli altri fratelli e sorelle.
In realtà da bambino ero davvero molto tranquillo e per nulla irrequieto ed anche durante la mia adolescenza non ho mai creato grossi problemi, al contrario degli altri miei fratelli e mi riferisco, in particolar modo, ad Angelo.
Fino all’incontro con Claudia, Angelo aveva un carattere indocile, indisciplinato e piuttosto birichino ed, in una sola parola, si comportava come un vero e proprio “monello”.
Ma Claudia, che nel 1990 sarebbe diventata sua moglie, è riuscita a compiere il miracolo di trasformare un “diavoletto” combinaguai in un vero e proprio “angelo”.
Infatti, da quando Claudia è entrata nella sua vita, mostrandogli il calore della sua famiglia sempre unita ed affettuosa in netto contrasto con la “nostra sgangherata famiglia”, Angelo è cambiato radicalmente, trasformandosi nel mio personale “angelo custode”.
A partire dal matrimonio con Claudia e nel corso di tutti questi anni fino a oggi, mio fratello Angelo non ha mai smesso di interessarsi a tutto ciò che mi accadeva, proteggendomi e occupandosi di me sempre meticolosamente, diligentemente e con tanto amore, esattamente come dovrebbe fare un
“vero fratello maggiore”.
Fin da piccolo a scuola mi sono sempre impegnato con profitto ed in occasione degli incontri tra insegnanti e genitori, mia madre ogni volta si sentiva dire:
<<Signora, cosa è venuta a fare? Non sa che suo figlio è bravissimo e noi non abbiamo nulla da aggiungere se non che speriamo che continui così>>.
Ed in effetti era proprio così... a scuola brillavo sia per il comportamento, sia per il rendimento e, con il senno di poi, mi spiego questo mio smisurato impegno scolastico con il mio bisogno recondito di essere apprezzato e lodato dalla mia famiglia ed in particolare da parte di mia madre, che era una donna praticamente anaffettiva, almeno e soprattutto nei miei confronti.
Mia madre ha sempre avuto come figlio preferito mio fratello Angelo, anche se lui a partire dall’adolescenza fino alla maturità, come ho già avuto modo di raccontare, ha sempre dimostrato una spiccata capacità di ficcarsi nei guai.
Da bambino, a causa della differenza di età, i miei fratelli maggiori non mi consideravano nemmeno e, mentre i miei genitori erano impegnati con il lavoro in campagna, io venivo affidato alla cura di mia sorella Concetta, che avendo quattro anni in più di me, mi manipolava a suo piacimento ed in sostanza ero il
“suo personale giocattolo preferito”.
Oggi si direbbe che durante la mia infanzia e parte della mia adolescenza, sono stato “bullizzato” dalla mia “cara sorellina”.
I miei genitori, dal canto loro, erano sempre impegnati a lavorare e comprare sempre più terreni, su cui costruire sempre più case, in sostanza, per fare riferimento a Giovanni Verga, mio padre era esattamente come il personaggio di “Mastro Don Gesualdo”.
Mentre il mio bisogno di attenzioni veniva completamente trascurato, poiché i tanti soldi guadagnati in un periodo in cui ancora la coltivazione di “primaticci in serra” (prodotti agricoli che maturano prima del tempo), dava buoni profitti, venivano sistematicamente investiti nell’acquisto di nuovi appezzamenti di terreno, da mettere a loro volta in coltura, in un ciclo che sembrava non avere mai fine!!!
Il risultato è stato che sia i miei fratelli, sia io, durante la nostra infanzia ed adolescenza non abbiamo visto nemmeno una semplice torta per festeggiare i nostri compleanni, non siamo mai stati in vacanza e si andava in un ristorante solo in rare occasioni, come, ad esempio, il matrimonio di qualche parente.
Per avere a disposizione qualche soldo da spendere in autonomia, ho iniziato presto a lavorare e con i soldi guadagnati con il sudore della mia fronte, all’età di soli 14 anni mi sono concesso il mio primo regalo: uno stereo “Grundig”, perfetto per ascoltare la mia musica preferita e, magari, organizzare qualche festa danzante.
Per quanto riguarda la storia dei miei fratelli maggiori Guglielmo ed Angelo, quando io avevo poco meno di 4 anni, hanno rischiato di morire annegati, a causa di un improvviso vortice creatosi nel mare. Questo episodio, dal quale sono fortunatamente sono usciti entrambi illesi, ha influenzato in modo determinante il corso della mia vita.
Mio padre, infatti, traumatizzato dal pericolo di perdere in un sol colpo ben due figli, mi ha sempre proibito di fare il bagno al mare, se non in sua compagnia.
Ancora oggi, alla veneranda età di 54 anni, non so nuotare e sebbene ami il mare profondamente, il mio rapporto con l'acqua è tuttora complicato.
Mi spiego meglio, a Riccione vado tranquillamente a fare il bagno al mare o nella piscina comunale, ma solo dove si tocca, in quanto mi riesce difficile nuotare tranquillamente in acque profonde.
All'età di circa 6 o 7 anni ho visto litigare e menarsi di santa ragione Guglielmo ed Angelo e da quell'episodio i miei due fratelli hanno smesso di parlarsi ed anche oggi, a distanza di quasi 50 anni, la situazione è rimasta immutata.
Mie care amiche e cari amici social,
nel post dedicato alla vera cultura mafiosa in Sicilia, vi ho già parlato del mio impegno per aiutare mio fratello Guglielmo nella gestione della sua attività, ma non vi ho sufficientemente illustrato il carattere e l’indole del mio fratello maggiore, che un giorno mi ha persino “confessato” di considerarsi alla stregua del mio secondo padre.
La verità che posso confessarvi oggi è che nella sua vita Guglielmo è sempre stato bravissimo a comandare, ma non si può dire la stessa cosa per quanto riguarda il suo impegno nel fare materialmente le cose.
Mio fratello Guglielmo, a suo modo, è una persona molto intelligente, ma non ha preso nulla del carattere di mio padre, sempre dedito al lavoro.
A differenza di mio fratello Guglielmo, che ha sempre “sfruttato” a suo piacimento la mia debolezza, mio fratello Angelo, soprattutto dopo aver conosciuto mia cognata Claudia, mi ha sempre protetto ed anche a distanza si è sempre interessato a tutto ciò che mi capitava.
Sicuramente Claudia, nata a Kriens, nella svizzera interna, da una famiglia in cui l’amore e la comprensione reciproca era il pane quotidiano, lo ha spinto ad avvicinarsi a me, aiutandomi soprattutto nei momenti più difficili della mia vita.
Per quanto riguarda mia sorella potrei scrivere un’intera enciclopedia per spiegare quanto MALE mi ha fatto, ma mi limiterò a dire che la “mia cara sorella” Concetta, con la bara di mia madre ancora aperta, come una navigata attrice professionista mi ha mentito riguardo all’eredità ed al testamento olografo lasciato da mia madre.
Per questo motivo non ho più contatti con lei, né tantomeno con mio fratello Guglielmo.
L'unico membro della mia famiglia d'origine che mi è rimasto, dopo la morte di entrambi i miei genitori, è mio fratello Angelo.
Il lavoro estenuante per accumulare ricchezza, portato avanti per tutta la vita da parte dei miei genitori alla fine ha condotto il nucleo familiare ad una spaccatura totale e definitiva.
“Attenzione,
non stiamo parlando di un patrimonio di miliardi di euro,
ma semplicemente di poche migliaia di euro”.
Mi spiego meglio, negli ultimi anni di vita mia madre ha avuto la demenza senile e mia sorella è stata in grado di manipolare la mia povera mamma, spingendola a redigere un testamento olografo in cui Concetta viene nominata erede universale dei beni di famiglia, cioè alcuni terreni agricoli parzialmente edificabili.
Naturalmente la perfidia, non saprei come altro definirla, ha spinto Concetta a manovrare mia madre, che nei suoi deliri continuava ad accusare Angelo di averla derubata.
Il rancore che adesso provo nei confronti di mia sorella non è dovuto a tutto il male che ho subito da parte sua nei miei confronti, nel corso di tutta la mia vita, ma sono profondamente deluso dal comportamento di mia sorella, in quanto al fine di perseguire i propri interessi è stata in grado di separare mio fratello Angelo dall’affetto della propria madre proprio negli ultimi anni di vita.
Il risultato dell’agire sconsiderato e malvagio di mia sorella è stato quello di strappare la possibilità per mio fratello Angelo di condividere gli ultimi anni di vita di una mamma, malata di demenza senile e Concetta non ha dimostrato nessuno scrupolo.
Pertanto mio fratello Angelo ed io, ci siamo accordati e tramite la Giustizia, sono certo che avremo la nostra soddisfazione, a costo di aspettare anni ed anni.
Mie carissime amiche e miei carissimi amici social,
spero di essere stato chiaro nella mia esposizione, nonostante l’esigenza di sintetizzare vari accadimenti che hanno caratterizzato la storia della mia famiglia di origine.
Il quadro non è completo, ma avremo modo di approfondire altri temi a riguardo nelle prossime pagine.
… ma questa è tutta un'altra pagina!!!
info@ulisse-niguein-noprofit-profuture.org
Come traccia sonora
di questa pagina ho scelto il brano
“My Sister”,
composto dal gruppo musicale
"The Juliana Hatfield Three",
in quanto nel testo della canzone si affronta
il rapporto complesso e contraddittorio
di amore ed odio con la propria sorella.
Gruppo autore del brano - The Juliana Hatfield Three
Titolo del brano: “My Sister”
Album: “BECOME WHAT YOU ARE”
Anno di pubblicazione - 1993
URL video della traccia sonora
https://youtu.be/D-SHecsO2Y8?list=RDD-SHecsO2Y8