Comunic@re per vivere

&

Vivere per comunic@re

 

IL MIO ULTIMO VIAGGIO IN

BRASILE

Autore della foto

Anonimo

Titolo della foto

“Canoa Quebrada”

Link dell’immagine:

https://blog.123milhas.com/o-que-fazer-em-canoa-quebrada-ce-

pontos-turisticos-e-passeios/

 

 

MY SOCIAL-NOTE-BOOK

Capitolo primo

Settimo paragrafo - Parte seconda

Comunic@re per vivere

&

Vivere per comunic@re

IL MIO ULTIMO VIAGGIO IN

BRASILE

Segue da parte prima ...

Mie care amiche ed amici social,

vi posso garantire che l’aurora equatoriale è una sorta di magia, che si ripete tutto l’anno, ogni giorno in modo diverso ed è uno spettacolo scenografico con colori caleidoscopici che variano in modo impressionante e strabiliante, dai primi attimi fino allo spuntare del sole, in poche parole vi posso giurare che lo spettacolo dell’aurora equatoriale è davvero una

“Una specie di Magia”

“ It's a Kind of Magic"

come cantava il mitico

Freddy Mercury.

Avevo anche preso l’abitudine di ascoltare il concerto mattutino degli uccelli, guardavo i pescatori tirare a riva le loro imbarcazioni cariche di pesce fresco e rimanevo ammaliato nell'osservare i pescatori adoperarsi nell'arte di pulire il pesce fresco appena pescato.

Dormivo praticamente in mezzo alla “rua” (la strada), non sempre riuscivo a mangiare a sufficienza (in sei mesi e mezzo sono dimagrito quasi 27 chili), ma la mia coscienza e la mia conoscenza si allargavano sempre più, come se il mio cervello fosse in grado di fagocitare l’intero universo conosciuto!!!

Un giorno al ritorno dal mio solito bagno, rientro nel pertugio che la prefettura mi aveva concesso di occupare e scopro che qualcuno mi ha rubato il computer portatile che mi ero portato dall'Italia e che conservavo gelosamente.

Il portatile era un vecchissimo “notebook” che, però, conteneva nella sua memoria e nella memoria esterna, praticamente tutto il lavoro della mia vita. Tutto ciò che nel corso degli anni avevo trascritto in forma digitale, foto e ricordi di ogni specie.

Disperato mi reco presso la stazione di polizia locale, per sporgere denuncia, ma sono quasi le 13:00 ed i poliziotti sono in pausa pranzo, per cui non mi risponde nessuno.

Decido di chiedere aiuto a qualcuno e mi capita di incontrare un cameriere, con il quale avevo scambiato qualche parola nei giorni precedenti.

“Pernambuco”, questo era il nome con cui si faceva chiamare, comprende la mia situazione ed all'istante invia un messaggio vocale sulla "chat WhatsApp della comunità locale di Canoa Quebrada".

Quello stesso pomeriggio mi viene restituito il portatile e solo qualche giorno dopo scopro che il boss della “facção local” (“fazione locale” o, per intenderci meglio, il gruppo criminale locale) si era interessato personalmente per farmi riavere quanto mi era stato sottratto.

Da quel momento in poi, entro a far parte ufficialmente della comunità di Canoa Quebrada, in quanto “protetto direttamente dal boss facção”, cioè la piccola organizzazione mafiosa tipica della cultura

“BRASILEIRA”.

Da straniero considerato da tutti un po’ matto, divento “Max, l'italiano”, come mi chiamavano tutti in paese.

Da Ulisse, sbarcato in questa piccola cittadina, dopo essere diventato “NESSUNO”, vivendo per strada senza alcuna prospettiva futura, vengo accettato dalla comunità locale ed in tantissimi mi aiutano, ciascuno come può ed offrendo ciò che ha in casa.

Da “Niguein”, che è circa la pronuncia del termine “Nessuno” in lingua "portoghese brasiliano", divento una persona degna di “rispetto” ed il 29 di dicembre, mi viene finalmente offerto lavoro come cameriere tuttofare, in una pizzeria in centro e così finalmente vedo realizzarsi il mio sogno di vivere in modo libero ed autonomo.

L'analogia tra la storia di “Ulisse” che ci viene tramandata dai racconti di Omero, comincia a farsi spazio nella mia mente e così, felice della mia nuova vita e del ruolo che mi ero conquistato all'interno di questa ristretta comunità di persone, che mi apprezzano per quello che ero e che son diventato, comincio a

“sentirmi veramente a casa”.

Mi sento pienamente realizzato nonostante il mio umile lavoro e le tante difficoltà superate per giungere alla meta, alla fine di un lungo viaggio, che io considero la mia vita precedente, la mia vita vissuta in Italia, piena di sacrifici e tanto scarna di soddisfazioni personali e professionali.

Adesso mi sento finalmente in pace con me stesso e mi "autoconvinco" che le medicine non mi occorrono per essere un uomo libero e felice.

D’un tratto mi rendo conto di aver trovato la mia patria, così come Ulisse, dopo mille peripezie e dopo aver affrontato l’ira di Poseidone, a cui Ulisse aveva ucciso con l’inganno il figlio Polifemo, riesce finalmente a tornare ad Itaca, allo stesso modo io avevo trovato la mia pace interiore, dopo aver combattuto per anni i miei mostri interiori.

Mi godevo la vita e lavoravo sempre con il sorriso sulla bocca ed accogliendo i clienti della pizzeria come ospiti graditi di quella che consideravo come fosse “casa mia”.

In breve tempo il mio modo cordiale ed educato di ricevere i clienti fa aumentare notevolmente gli introiti della pizzeria, tanto che il proprietario mi offre oltre alla paga, anche vitto ed alloggio.

Insomma, in breve tempo la mia vita comincia ad assomigliare a quella di un "vero brasiliano".

In più imparo velocemente la lingua... Sono in una “Fase UP” della sindrome bipolare e tutto mi risulta estremamente semplice, dato che la mia mente viaggia a mille all'ora.

I turisti che si recano in vacanza a Canoa Quebrada sono per lo più brasiliani, ma ci sono anche parecchi francesi, statunitensi, olandesi, tedeschi e via dicendo.

Con una facilità che impressiona persino me stesso, inizio a parlare inglese, francese e spagnolo, in poche parole, non mi ferma più

“NESSUNO”!!!

Solo me stesso!!! Purtroppo…

Ho già ribadito che prima di partire alla volta del Brasile avevo organizzato tutto, compreso portare con me una buona scorta di medicine, che ho continuato a prendere regolarmente finché non sono finite.

A quel punto avrei potuto rivolgermi al servizio sanitario locale, ma non l’ho mai fatto proprio perché mi sentivo bene e più passava il tempo e più mi sentivo a mio agio con le persone e con il mondo che mi circondava.

Purtroppo, mi sono lasciato ingannare

dalla mia stessa mente:

pensavo di stare bene ed invece

stavo "cavalcando" la peggiore crisi

di tutta l'intera mia esistenza.

Questo è stato il mio terribile

ERRORE!!!

Questa volta non ho visto arrivare

la mia tremenda e terrificante

"crisi interiore”.

Soffrire di “Sindrome bipolare”, al di là di tutti i termini tecnici che non mi compete spiegare, significa semplicemente che il mio cervello, a differenza di una "persona normale”, non produce "litio" a sufficienza, per cui le medicine che prendo regolarmente servono a compensare questa carenza cronica del mio organismo.

Ad inizio marzo del 2024, avendo terminato le mie scorte di medicine a metà dicembre del 2023, erano già circa tre mesi che il mio corpo stava andando in deficit di litio, ma io mi sentivo un

“Super Uomo”,

o per meglio dire

mi sentivo come

"Charles Xavier" - Il professore degli X-Men.

La mia mente girava come un uragano e cominciavo a vedere cospirazioni da parte di tutti nei miei confronti, pertanto mi comportavo in modo strano e dopo aver perso inevitabilmente il lavoro, mi sono ritrovato nuovamente in mezzo ad una strada.

Ho iniziato a prendermela con le persone che prima erano mie amiche e poi ho dato fastidio a persone “importanti”, legate alla “facção local”.

Quindi qualcuno ha deciso di “allontanarmi forzatamente” da Canoa Quebrada, in quanto ero persona sgradita alla piccola malavita locale.

Quindi sono tornato a vivere nuovamente nella “rua”, cioè vivevo per strada alla stregua di un "homeless" (senzatetto) e senza nessuna "protezione" sono stato picchiato e derubato di tutto, persino del mio passaporto.

Ero nel bel mezzo della mia fase delirante più acuta ed ho deciso di tornare a Fortaleza, dove ho iniziato a frequentare le “favelas”, i quartieri poveri e malfamati che sorgono soprattutto nelle periferie delle città metropolitane.

Le favelas brasiliane sono tra i posti più pericolosi che possano esistere sulla faccia della terra, ma paradossalmente, se sai come comportarti, trovi delle persone accoglienti ed ospitali.

Si dice che se ti azzardi ad entrare in una qualsiasi

"favelas di Rio de Janeiro",

difficilmente ne esci vivo,

ma le favelas di Fortaleza,

per mia fortuna,

non sono così pericolose.

Una sera mi addentro in una favelas di Fortaleza e trascorro una delle più intense ed indimenticabili nottate della mia vita; naturalmente devi saper rispettare le regole, ma solo all'interno di una favelas scopri il

"Vero cuore pulsante del Brasile".

Sarebbe davvero complicato spiegare la magia di quella nottata, ma mi basta aggiungere che ad un certo punto mi sono ritrovato seduto in compagnia di tanti veri ed autentici brasiliani, che raccontavano le loro storie.

All'inizio certo io non avevo diritto di parola, ma dopo un po’ il “boss” mi ha posto una domanda diretta, per cui da quel momento in avanti ho acquisito il diritto di partecipare a quello che in Brasile si chiama

“brincadeira”,

che è un modo tutto loro

di prenderti e prendersi in giro

e se non conosci la cultura

“BRASILEIRA”

non lo puoi capire.

Insomma ad un certo punto mi viene offerto di bere un bicchiere di “Cachaça”, un’acquavite, ottenuta dalla distillazione del succo di canna da zucchero; mi sono sentito a casa e c’ho preso gusto!!! Così ho imparato ad entrare ed uscire “vivo” dalle "favelas brasiliane".

Un giorno, durante le mie lunghissime passeggiate alla scoperta della città di Fortaleza, mi sono stranamente ritrovato in una piccola cittadina dell’area metropolitana, in cui ero già stato nei miei viaggi precedenti in Brasile, risalenti ai primi anni del 2000, cioè oltre vent'anni fa.

Era un assolato pomeriggio ed io vagavo in giro per la cittadina, cercando di ricordare cosa era rimasto uguale e cosa invece, era totalmente cambiato.

Verso le “cinco de la tarde” (Le ore 17:00), concedetemi di fare riferimento al celebre poemetto scritto nel 1935 da Federico García Lorca, dicevo, nel pomeriggio inoltrato, dato che nei pressi dell’equatore il sole tramonta tutto l’anno intorno alle 18:00, dopo aver perlustrato praticamente tutta la zona, mi viene voglia di bere un bel "caffè brasiliano", ma sono davvero sfinito e quando trovo in una stradina un marciapiede leggermente rialzato, ne approfitto per sedermi.

Voi siete liberi di non crederci, ma io vi posso garantire che neanche tre minuti dopo vedo arrivare un uomo con un bicchiere di caffè ed una confezione di gallette, cioè la tipica

“merenda brasileira”.

Man mano che questa strana figura viene avanti, si avvicina sempre più a me, che resto seduto su quel marciapiede, ecco che arriva la

“pura magia”...

... quest'uomo comparso dal nulla mi offre il caffè ed il pacco di gallette che porta con sé ed io accetto di buon grado il caffè, mentre per quanto riguarda le gallette, ringrazio e rifiuto la cortese offerta, spiegando sempre gentilmente che quel giorno avevo già mangiato a sufficienza.

La cosa davvero strana ed inconsueta è che lui mi lascia il caffè e prosegue per la sua strada ed in un attimo, sparisce dalla mia vista.

Ma la cosa ancora più strana è che il caffè offertomi era contenuto in un “bicchiere di vetro”!!!

Pertanto io ho sorseggiato con gusto questo "caffè brasiliano in vetro", come vuole la tradizionale cultura brasiliana, ma non ho potuto fare a meno di riflettere sulla “STRANEZZA” di questo gesto del tutto inaspettato ed inusuale.

Non appena mi ero seduto avevo finito di bere una bibita in bottiglia, quindi una volta terminato il caffè, ripongo il bicchiere di vetro sulla bottiglietta di plastica, in modo che sia ben visibile alla persona che così gentilmente me lo aveva offerto.

In Brasile queste “stranezze” non dico che siano all'ordine del giorno, ma di certo possono capitare, data la famosa accoglienza tipica dei brasiliani.

Ma in quel momento di “DELIRIO TOTALE” io ho pensato che il caffè mi fosse stato offerto direttamente da Dio, sceso in terra in carne ed ossa, proprio come accadeva a volte nelle tragedie greche:

il “Deus ex machina”, letteralmente il “dio uscito dalla macchina”, l’espediente inventato dal drammaturgo Euripide per sbloccare trame complesse ed ingarbugliate, che i mortali non sapevano più come risolvere.

Siete liberi di giudicarmi “pazzo stralunato” alla stregua dell’Orlando Furioso, ma io continuo a pensare che Dio abbia, in qualche modo, voluto comunic@rmi qualcosa, o  magari farmi un

semplice saluto!!!

Ho cercato di raccontare al meglio il “succo” di questa mia avventura in Brasile, ma sono perfettamente consapevole di non essere riuscito ad esprimere al meglio questo mio "groviglio di emozioni".

Spero comunque che vi sia arrivato almeno un “sapore” (cioè un piccolo assaggio, come era solita dire una persona a me molto cara) di questa mia parte di vita che ho avuto il piacere di condividere con voi,

mie care amiche e cari amici social,

ed è per questo motivo che vi prometto che tornerò a parlare di altri aspetti e sfumature della “cultura brasileira”, che ho avuto modo di sperimentare e di toccare con mano in durante

"il mio ultimo viaggio in Brasile"

e quindi…

 

… questa sarà tutta un'altra pagina!!!

 

ulisse-niguein-noprofit-profuture.org

 

 

Come colonna sonora di questa lunga pagina

dedicata al mio breve, ma intenso,

periodo di vita vissuto in Brasile,

ho scelto due brani molto diversi tra loro.

 

Il primo brano è la leggendaria canzone dei Queen - "It's a Kind of Magic", della quale vi trascrivo la definizione fornita direttamente da Google:

<<Queen - “It’s a Kind of Magic”, scritto da Roger Taylor, era incluso nell'omonimo album del 1986, “It's a Kind of Magic”. La canzone nasce come brano portante della colonna sonora del film “Highlander - L'ultimo immortale”. Il testo riesce, magicamente, a fondere l’atmosfera fantastica della pellicola con un messaggio positivo ed universale sul potere dei sogni e del cambiamento>>.

Questo singolo: “It’s a Kind of Magic”, che tradotto in italiano diventa: “È una specie di magia”, fa parte dell’album dei Queen "A KIND OF MAGIC", che ai tempi fu anche la colonna sonora di un film iconico, visionario ed indimenticabile:

“Highlander - L'ultimo immortale”,

uscito nelle sale cinematografiche nel 1986 come primo episodio di una saga sulla quale, più avanti intendo tornare per dedicare un'intera pagina del mio Comunic@libro.

 

Il secondo brano, “My Head is a Jungle” - di Emma Louise & Wankelmut - l’ho scelto per esprimere il senso di smarrimento che ho provato durante questa mia permanenza in questo Paese stupendo e meraviglioso, eppure tanto ricco di contraddizioni, incongruenze e svariate incoerenze.

“Attenzione”

Parlo di senso di smarrimento come quello che si prova quando ci si perde nella giungla, ma io intendo “lo smarrirsi” come una "condicio sine qua non", cioè la condizione iniziale e necessaria per ritrovare la strada di casa.

Come vi ho ben raccontato,

mie carissime amiche e carissimi amici social,

questo mio smarrimento all'interno del “vero cuore pulsante” del Brasile è stato l’inizio di un'esperienza straordinaria ed indimenticabile, che porterò nel cuore come si custodisce un gioiello prezioso nello "scrigno" dei propri ricordi più cari.

Per chiarire il mio pensiero voglio riferirmi a quanto espresso da Walter Benjamin, che nel suo libro intitolato "Infanzia berlinese” ha scritto la celebre frase:

 

«Non sapersi orientare in una città non significa molto.

Ci vuole invece una certa pratica

per smarrirsi in essa come ci si smarrisce in una foresta».

Io sostengo che per poter arrivare a conoscere profondamente un luogo, non ha importanza che sia una piccola o grande città o qualsiasi altro posto, bisogna prima “perdersi”, cioè abbandonarsi e lasciarsi incantare dalle meraviglie ed al contempo reimparare ad osservare quello che ti circonda con gli occhi di un bambino.

Per questo sostengo che solo “perdendo l’orientamento”, cioè perdendo di vista la strada di casa e lasciandoti andare a nuove esperienze, puoi dire di conoscere veramente il mondo.

Consentitemi di fare riferimento ancora una volta a quanto cantato da Omero nella sua “Odissea”, che racconta i dieci anni trascorsi da Ulisse a navigare per larga parte del Mediterraneo alla ricerca della sua amata patria Itaca.

Riconosco di essermi dilungato anche troppo, per cui non aggiungo altro…

 

 

… ma questa è tutta un'altra pagina!!!

 

info@ulisse-niguein-noprofit-profuture.org

 

 

Come prima traccia sonora di questa pagina ho scelto:

Gruppo autore del brano - Queen

Titolo del brano: “It's a Kind of Magic”

Album: “A KIND OF MAGIC”

Anno di pubblicazione - 1994

 

URL video della traccia sonora

https://youtu.be/0p_1QSUsbsM?list=RD0p_1QSUsbsM

 

Come seconda traccia sonora di questa pagina ho scelto:

Autori del brano - Emma Louise & Wankelmut

Brano originale “Jungle” - di Emma Louise - 2011

Titolo del brano: “My Head Is a Jungle”

Album: “FULL HEARTS & EMPTY ROOMS”

Anno di pubblicazione - 2013

 

URL video della traccia sonora

https://youtu.be/Jaha10-onPE?list=RDJaha10-onPE