Comunic@re per vivere

&

Vivere per comunic@re

 

"SENTIRE LE VOCI"

Autore della foto

Anonimo

Titolo della foto

“Oslo, Norway, June 20, 2023:

Tourists…”

Link dell’immagine:

https://www.shutterstock.com/it/image-photo/oslo-norway-june-20-2023-tourists-2326732949

 

 

MY SOCIAL-NOTE-BOOK

Capitolo primo

Quinto paragrafo

Comunic@re per vivere

&

Vivere per comunic@re

"SENTIRE LE VOCI"

 

Mie care amiche e cari amici social,

ho già avuto modo di sottolineare che non essendo uno psichiatra, non ho certo la pretesa di spiegare in termini scientifici i sintomi della mia malattia (Sindrome bipolare familiare), pertanto cercherò, in questa "PAGINA", di esporvi in modo schietto e diretto cosa significa per me

"SENTIRE LE VOCI",

condividendo con voi, in assoluta franchezza, cosa ho provato e quali sono state le mie esperienze durante questi, seppur brevi, ma estremamente intensi periodi della mia "sgangherata vita", vissuta sempre e comunque da persona affetta da "Bipolarismo".

Iniziamo citando la breve definizione fornita da Google:

<<Sentire le voci (allucinazioni uditive verbali) è un’esperienza in cui si percepiscono parole o suoni senza una fonte esterna. Le cause variano dallo stress intenso o la stanchezza, fino a condizioni mediche o psicologiche>>.

Questa definizione è chiara, ma non risulta esaustiva, per cui provo ad approfondire la ricerca, immettendo sul mio fidato motore di ricerca Google la semplice frase:

“Schizofrenia - Sentire le voci”

ottenendo il seguente risultato:

<<Nella schizofrenia, le "voci" sono allucinazioni uditive reali ed involontarie. Possono commentare le azioni, dialogare tra loro o dare ordini. Spesso si associano ad altri sintomi della psicosi come deliri o alterazioni del pensiero.

Questi fenomeni possono manifestarsi in diverse forme:

1) Voci commentanti: spesso descrivono le azioni od i pensieri del paziente in terza persona.

2) Voci imperative: danno ordini diretti, a volte spingendo la persona a compiere atti specifici o potenzialmente pericolosi.

3) Voci dialoganti: più persone immaginarie che parlano tra loro facendo riferimento al soggetto.

Le allucinazioni uditive rappresentano il sintomo positivo più diffuso della schizofrenia e derivano da un'anomala elaborazione dei segnali neurali e dei processi di pensiero. Tuttavia, udire voci non è un'esperienza esclusiva di questa patologia; può presentarsi in altri disturbi psichiatrici, a seguito di forti traumi od in condizioni di stress estremo>>.

Questa definizione spiega in termini tecnici

che “Sentire le voci” è un chiaro sintomo di

“SCHIZOFRENIA”,

ma nella parte finale si fa riferimento

alla possibilità che il sintomo in oggetto

possa essere legato anche a patologie di altro genere.

 

Mi preme sottolineare che la "Schizofrenia" e la "Sindrome bipolare" sono due patologie nettamente distinte tra loro:

a) la "schizofrenia" appartiene allo spettro delle psicosi croniche ed è caratterizzata da una profonda alterazione del pensiero e della percezione;

b) il "disturbo bipolare" o "bipolarismo" risulta essere una patologia dell'umore, definita da oscillazioni estreme tra episodi depressivi e maniacali.

Per rendere più comprensibile quest’ultima affermazione (che è ciò che mi sta veramente a cuore, essendone coinvolto in prima persona), provo a ricorrere ad una metafora, che spero possa essere il più possibile descrittiva ed al contempo suggestiva ed evocativa:

la vita di chi soffre di "bipolarismo"

equivale ad essere costantemente intrappolati

su un'inarrestabile e travolgente

“MONTAGNA RUSSA EMOTIVA”.

Inoltre, per quanto mi riguarda, essendo una “persona affetta da sindrome bipolare” e non soffrendo di alcuna forma di “schizofrenia”, non saprei definire cosa significa “Sentire le voci” per uno schizofrenico, né tanto meno è mia intenzione farlo, in quanto, sinceramente, non ne ho la minima idea.

Ciò che, invece, mi interessa personalmente,

mie carissime amiche e carissimi amici social,

è tentare di illustrare e rendere chiaro ed immediatamente comprensibile (sempre dal mio "PERSONALE PUNTO DI VISTA"), cosa intendo dire affermando che in alcuni brevi, ma estremamente intensi periodi della mia vita, mi è capitato di

“SENTIRE LE VOCI”.

Allo scopo di chiarire il significato del disturbo da "Sindrome bipolare", faccio riferimento ancora una volta a Google, chiedendo delucidazioni sulla definizione della mia patologia:

<<Il disturbo bipolare è una malattia psichiatrica cronica caratterizzata da gravi ed intense variazioni dell'umore, dell'energia e dell'attività, che oscillano tra due poli opposti: la mania (o ipomania) e la depressione.

Tipi principali

  • Disturbo bipolare di tipo 1: caratterizzato da almeno un episodio di mania piena, spesso accompagnato da depressione e potenziali sintomi psicotici.

  • Disturbo bipolare di tipo 2: caratterizzato da episodi di ipomania (una forma meno grave di esaltazione) alternati a episodi di depressione profonda.

Sintomi principali

  • Fase maniacale/ipomaniacale: umore euforico o fortemente irritabile, iperattività, ridotto bisogno di sonno, autostima grandiosa, pensieri accelerati e comportamenti impulsivi o rischiosi (come spese folli o promiscuità).

  • Fase depressiva: tristezza profonda, perdita di interesse o piacere nelle attività, stanchezza cronica, sensi di colpa, alterazioni del sonno o dell'appetito e pensieri negativi o di morte.

Trattamento

Il trattamento richiede l'intervento di uno specialista (psichiatra e psicoterapeuta) e si basa in genere su farmaci stabilizzatori dell'umore, associati a un percorso psicologico per gestire la quotidianità e prevenire le recidive>>.

Chiarito questo concetto, comunque ed in ogni caso, non ho nessuna remora nel confessarvi che in determinati e brevi periodi della mia vita, anche a me è capitato di “SENTIRE LE VOCI”.

Naturalmente questo "strano ed inspiegabile fenomeno", si verifica "solo ed esclusivamente" quando mi trovo nella "Fase UP" delle mie "CRISI PSICOTICHE".

Nelle prossime righe cercherò di illustrarvi (al meglio delle mie facoltà) le sensazioni e le emozioni che provo durante questi periodi in modo più approfondito e, spero, più chiaro rispetto alle "fredde" definizioni precedentemente fornite consultando Google.

Come già ho avuto modo di far presente nelle "PAGINE" precedenti, il mio punto di vista o, per meglio dire, la mia "PARTICOLARE PROSPETTIVA" di persona affetta da "Sindrome bipolare", mi consente di approfondire l'argomento in modo schietto e del tutto avulso da termini tecnici, spesso comprensibili solo agli "addetti ai lavori" (Psicologi e psichiatri).

Aver vissuto "sulla mia stessa pelle" questa esperienza, spero possa consentirvi di calarvi per 5 minuti (in fondo non chiedo poi tanto) nei miei panni, in modo da rendervi partecipi, per quanto possa essere possibile, di questo fenomeno che ho già definito "strano ed incomprensibile".

Ebbene, a costo di contraddirmi, vi garantisco che il fenomeno che a me personalmente mi è capitato di vivere "TRE VOLTE" nel corso di tutta la mia vita, e sì strano, ma non del tutto "INSPIEGABILE".

Se la vostra innata curiosità (propria dell'essere umano) vi spingerà a continuare la lettura, avrò modo di essere più chiaro e meno enigmatico di quanto sia stato finora.

"PROMESSA DA SCOUT",

anche se non ne ho mai fatto parte!!!

(Si fa solo per ironizzare ed al tempo stesso

smorzare la tensione su un argomento fin troppo serio).

Intendo partire richiamando alla vostra cortese attenzione l'immagine riprodotta nella "COVER DI QUESTA PAGINA".

L'avete osservata bene??? Volete tornare indietro per rivederla ancora??? Vi anticipo già che non è necessario, ma voglio ad ogni modo testare la vostra capacità mnemonica e, soprattutto, concedervi ancora qualche istante per mettere a fuoco la foto che ho scelto come "COVER", che detto in italiano suona anche meglio!!!

La "cover" non sarebbe altro che la copertina, ma oggi va tanto di moda utilizzare termini che derivano direttamente da lingue straniere (mi riferisco in particolare ai termini propri della lingua inglese).

Sono certo che anche voi avete fatto caso come sempre più persone ed in special modo tantissimi professionisti, utilizzano un numero "spropositato" di termini "stranieri", che io personalmente faccio molta fatica a comprendere.

Mi spiego meglio: non comprendo per l'esattezza a cosa serva utilizzare termini "rubati" alle lingue straniere, quando esiste il corrispettivo in italiano, che sarebbe tranquillamente comprensibile a tutti!!!

Forse mi accuserete di "utilizzare" fin troppa malizia, ma vi confesso che penso proprio che lo scopo di queste persone sia proprio quello di rendere incomprensibile ciò che stanno dicendo, al fine recondito di "vendere" per eccezionale la normalità.

Mie care amiche e miei cari amici social,

perché mi permetto di "osare" questa affermazione, che potrebbe sembrare quasi una "calunnia"???

Lo faccio per il semplice motivo che da sempre sostengo che una corretta "COMUNIC@ZIONE" debba essere quanto mai limpida e trasparente.

A tal proposito vorrei far presente che,

solo ed esclusivamente per fare un esempio,

ci sono tante pubblicità che trasparenti

"NON LO SONO AFFATTO"!!!

Personalmente penso che la pubblicità, in special modo nell'ultimo decennio, possa essere considerata non solo una forma di comunicazione, ma (solo in alcuni casi, sia bene inteso) anche una vera e propria espressione artistica dei nostri tempi.

Alcune campagne pubblicitarie, infatti, riescono a cogliere le contraddizioni e le specificità che caratterizzano la nostra società contemporanea, dominata e spesso sopraffatta da una propensione sempre più accentuata verso il consumismo più sfrenato.

La tipologia di "réclame" a cui faccio riferimento, costituisce anche una sorta di "avanguardia" degli sviluppi futuri della società.

Fin dai tempi di "Carosello" (la celebre trasmissione televisiva andata in onda dal 3 febbraio del 1957 al 1° gennaio del 1977), la pubblicità si contraddistingue come una forma ben determinata di comunicazione, con un proprio "target" (dalla lingua anglosassone: obiettivo - bersaglio) ed un proprio messaggio, con scopi prettamente commerciali.

Ma se ci sforziamo di soprassedere a questi "piccoli difetti" e ci concentriamo sul messaggio che ripeto: solo alcuni spot pubblicitari contengono, possiamo tranquillamente apprezzarne la validità e non solo ...

Per meglio chiarire questa mia ultima affermazione, permettetemi di analizzare nello specifico la campagna pubblicitaria di "IDEALISTA".

Questo spot in cui prima la moglie e successivamente persino il marito "svengono" alla vista dello stupendo appartamento che si accingono a visitare, è senza alcun dubbio una pubblicità ben riuscita e di notevole impatto.

Tant'è vero che lo spot in questione è andato in onda per diverso tempo ed in seguito hanno anche provato a sostituirlo, per la verità con scarsi risultati, per cui l'azienda è ritornata a riproporre nuovamente lo spot, che potete rivedere semplicemente cliccando sulla seguente scritta blu: "Idealista", che vi consentirà di accedere con un semplice click al relativo video.

Esiste poi un altro "filone" di spot pubblicitari che "riprendono" e costituiscono una vera e propria continuazione di una vecchia pubblicità ben riuscita.

Mi riferisco alla nuova campagna pubblicitaria interpretata dal "maestoso" Massimo Lopez.

Direi che non servono ulteriori commenti per apprezzare questo tipo di spot, che vi invito caldamente a rivedere, semplicemente cliccando sopra la solita scritta in blu: "Una connessione allunga la vita".

Da appassionato osservatore e critico di qualsiasi tipo di pubblicità, posso tranquillamente affermare che, specialmente negli ultimi anni, sempre più spot pubblicitari tendono a rappresentare una realtà nella quale compaiono persone di etnia diversa.

Insomma, bisogna constatare che è passata molta acqua sotto il "Mulino Bianco", se intendete ciò di cui parlo.

Nella pubblicità del "Mulino Bianco" degli anni '80,

veniva messa in scena "la famiglia perfetta",

CHE, PURTROPPO, NON È MAI ESISTITA NELLA REALTÀ!!!

Il fatto stesso che alcuni spot odierni rappresentino una società multietnica ed inclusiva è sicuramente un modo per far comprendere agli "italiani medi", la necessità di aprire la propria mente alla "diversità".

Per questo motivo non posso che lodare coloro i quali lavorano "nell'ombra" per realizzare questo tipo di pubblicità, che al di là del messaggio commerciale, che a me personalmente non interessa affatto, contribuisce, anche a livello inconscio (il che non è da sottovalutare) al cambiamento attualmente in atto nella nostra società.

Nonostante alcuni politici, permettetemi di definire "retrogradi" (per essere gentili e cortesi), si ostinino a demonizzare "lo straniero", io ho sempre sostenuto che la diversità etnica e soprattutto culturale porti "tanta ricchezza"!!!

Questo mio concetto verrà più ampiamente e diffusamente approfondito in una "PAGINA" che scriverò in un prossimo futuro e che ho in mente di dedicare alla storia ed alla vita dell'Imperatore Federico II di Svevia.

Ma ritornando ad affrontare

l'argomento oggetto di QUESTA PAGINA,

direi che a questo punto, posso "svelarvi l'arcano" ...

Come di certo avrete notato ogni "COVER", o meglio, ogni "COPERTINA" pubblicata in questo mio blog contiene un messaggio ben specifico e che non manca di arricchire il significato dell'argomento trattato di volta in volta.

Nello specifico, la copertina di questa pagina intitolata "SENTIRE LE VOCI" è una foto che ritrae una ragazza nell'atto di simulare un “urlo a squarciagola” per non

“SENTIRE L’URLO STRAZIANTE

DI EDVARD MUNCH”.

La ragazza, infatti, non si copre le orecchie allo stesso modo del protagonista del quadro, che tra l’altro potrebbe essere indistintamente sia uomo, sia donna, in quanto i dettagli che fornisce l’artista, non ci consentono di scartare un’ipotesi per abbracciarne un’altra!!!

Gli osservatori particolarmente attenti probabilmente avranno da obiettare su questa mia personale interpretazione della foto in oggetto, magari sostenendo che la ragazza stia semplicemente emulando il personaggio rappresentato nel quadro alla sua sinistra.

Ma vi posso assicurare che non è così, in quanto, se osservate bene, il gesto della ragazza rappresentata nella foto è “palesemente diverso” dal gesto iconico dell’urlatore rappresentato nella celebre opera di Edvard Munch.

Per chiarire meglio la "mia personale interpretazione", consentitemi di aggiungere le seguenti considerazioni:

a) il sorriso della ragazza ci consente di comprendere pienamente l'atmosfera scherzosa ed ironica, che pervade la foto;

b) la ragazza non si copre le orecchie, ma sta "fingendo di urlare";

c) la motivazione per cui "finge" di urlare è semplicemente l'intenzione di coprire con il suo grido, l'Urlo di Munch.

Ma a parte queste mie divagazioni, vi confesso che la prima volta che mi è successo di "SENTIRE LE VOCI", mi trovavo a Palermo e frequentavo il mio corso di studi presso la facoltà di architettura.

Probabilmente il forte stress dovuto al gravoso impegno di studio, ha contribuito a rendermi particolarmente nervoso e "segnatamente suscettibile" al comportamento del mio prossimo.

In questo stato “alterato” della mia coscienza,

vagavo per le strade di Palermo

senza una ben determinata meta e

“SENTIVO LE VOCI”.

E' mia ferma intenzione spiegare in modo ben chiaro questa mia ultima affermazione, quindi partiamo dalla considerazione che il palermitano medio è particolarmente avvezzo ad urlare e per le strade di Palermo c'è sempre una gran quantità di persone che determinano una "spropositata caciara”, se mi permettete di usare un termine non proprio del dialetto palermitano.

Bene... in questo contesto ed a causa del mio stato evidentemente e palesemente alterato, come ho già detto, mi sentivo perseguitato e giudicato dalle persone che casualmente incontravo per strada.

Proprio per questo motivo la mia ansia era accresciuta da questa sensazione che tutte le persone mi urlassero contro rimproveri, insulti ed improperi.

Anche quando, sfinito da interminabili passeggiate, che erano quasi una  “Marcialonga Running” (meglio conosciuta come mezza maratona o Marcialonga podistica) per non dire una vera e propria "Maratona", tornavo a casa ed accendendo la TV, le notizie del telegiornale o qualsiasi altra trasmissione, che fosse un film o qualcos'altro, era interpretata dalla mia mente "confusa e delirante", come direttamente rivolta nei miei confronti.

Inevitabilmente tutto questo non faceva altro che accrescere il mio malessere, ma in quel periodo non avevo ancora ricevuto la diagnosi di “Sindrome Bipolare Familiare”, per cui non mi rendevo conto della grave situazione in cui mi trovavo.

Ci tengo a precisare che sto parlando

del mio specifico caso e non del

“SENTIRE LE VOCI”

quale sintomo di “SCHIZOFRENIA”,

che è tutta un’altra questione.

Infatti, quando una persona

affetta da disturbo “schizofrenico”

afferma di “SENTIRE LE VOCI”,

nella maggior parte dei casi

sostiene di avere un contatto diretto

con Dio o con il Demonio

e vorrei precisare che

NON È QUELLO CHE ACCADE A ME

in questi contesti.

Nel mio caso, mi sento continuamente osservato dalle persone che mi stanno intorno, la mia sensazione di "mania di persecuzione", mi spinge a reagire con comportamenti strambi e, proprio per questo, le persone mi guardano in modo ancora più strano ed in sostanza, come si dice in questi casi:

<<È UN CANE CHE SI MORDE LA CODA>>!!!

Il secondo episodio di questa particolare esperienza del “Sentire le voci” mi è capitato nel 2008, quando la mia famiglia, terrorizzata dal mio strano comportamento, ha chiesto aiuto al medico di base, che ha optato per la richiesta di procedere con un “TSO” (Trattamento Sanitario Obbligatorio), per cui mi sono ritrovato rinchiuso all'interno del Reparto Psichiatrico dell’Ospedale di Scicli e ne sono uscito circa un mese dopo,

con questa benedetta

“Diagnosi di Sindrome Bipolare Familiare”,

della quale ho già avuto modo di parlarvi.

Come da mia oramai consolidata abitudine, per spiegare in termini tecnici che cosa è e come funziona un “TSO”, mi rivolgo ad internet, e come nel famoso quiz televisivo “Il Milionario”, chiedo "l’aiuto da casa" ed interpello direttamente Google. (Si fa sempre per ridere ed ironizzare).

<<Il Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) è una misura sanitaria e legale disposta quando una persona con gravi alterazioni psichiche necessita di cure urgenti, ma rifiuta il trattamento, ponendo a rischio la propria incolumità o quella altrui. Esso prevede il ricovero forzato presso un Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (S.P.D.C.).

La Legge n° 833 del 23 dicembre 1978, che ha istituito in Italia il Servizio Sanitario Nazionale (S.S.N.), prevede che il “TSO” sia attivato seguendo un iter rigoroso per tutelare i diritti della persona e che si articola in quattro punti.

1) Proposta medica: un medico redige un certificato motivato che attesta la necessità del “TSO” (Trattamento Sanitario Obbligatorio).

2) Convalida: un secondo medico, solitamente dipendente dal Servizio Sanitario Nazionale, convalida la proposta.

3) Ordinanza del Sindaco: i certificati sono trasmessi al Sindaco del comune di residenza (o dove si trova la persona), che emette l’ordinanza di ricovero.

4) Notifica al Giudice Tutelare: entro 48 ore dal ricovero, l’ordinanza deve essere inviata al Giudice Tutelare, che ha ulteriori 48 ore per convalidarla>>.

Come potete facilmente comprendere, oltre ad essere una procedura complessa che viene applicata in casi del tutto particolari e specifici, comporta il ricovero in una struttura specializzata.

Nel mio caso, un gruppo di circa 10 o 12 vigili urbani, coordinati direttamente dal Comandante del Corpo di Polizia Locale ed in stretta collaborazione con un'équipe medica sanitaria, mi hanno prelevato dall'abitazione dei miei genitori in cui mi trovavo, mi hanno sedato tramite un’iniezione e mi hanno trasportato contro il mio volere, direttamente all'interno del reparto psichiatrico dell’Ospedale di Scicli.

Come potete ben capire, tutta questa “operazione” comporta il coinvolgimento di un numero impressionante di persone, che comunque svolgono al meglio il loro lavoro, al fine di tutelare il paziente, oltre alla propria personale sicurezza ed incolumità.

Una volta giunto all'interno di questa struttura, un padiglione distaccato ed isolato dal resto dell’ospedale, erano naturalmente presenti, oltre a me, anche altri pazienti, ciascuno con la propria specifica patologia.

Alcuni di questi pazienti si dimostravano relativamente tranquilli, ma non mancavano individui strani ed alcuni anche particolarmente agitati o, per meglio dire

“scalmanati ed estremamente esagitati”.

Questa è stata per me la prima esperienza di ricovero psichiatrico, ma nella mia vita, fino ad oggi, ho subito in totale la “bellezza” di

"TRE TSO”.

A questo proposito, mi viene in mente Massimo Troisi ed uno dei suoi capolavori, per cui consulto nuovamente Google:

<<Nel suo celebre film d’esordio “Ricomincio da tre” (1981), Massimo Troisi sostiene di voler “ricominciare da tre” per via di una filosofia di vita molto semplice:

Nella vita non si può mai ripartire davvero da zero quando si decide di cambiare tutto o di scappare da una situazione, ci si porta sempre dietro il proprio vissuto, gli errori e le esperienze.

Nel film, il protagonista Gaetano decide di trasferirsi da Napoli a Firenze per dare una svolta alla propria esistenza, ma anziché azzerare il suo passato, preferisce fare tesoro delle poche cose positive che è riuscito a costruire fino a quel momento.

Rispondendo in modo ironico alle classiche pressioni di chi gli chiede di dare un taglio netto al proprio passato, Massimo Troisi spiega che, su tutto ciò che ha vissuto, almeno tre cose buone le avrà pur fatte, e proprio da quelle riparte>>.

Dopo il mio terzo “TSO”, che ho subito in Brasile e del quale non mancherò di raccontarvi in una delle prossime pagine, anche io posso tranquillamente affermare, come “Gaetano”, il protagonista del celebre film d’esordio di Massimo Troisi:

<<Ricomincio da tre>>.

a) Tre sono le volte che ho rielaborato l’intera mia esistenza, partendo dalle esperienze pregresse, cercando una nuova soluzione per affrontare la complicata convivenza con la mia “Sindrome bipolare”.

b) Tre è il mio numero preferito e costituisce il numero a cui, in modo estremamente maniacale, riconduco l’intera mia esistenza.

c) Tre rappresenta la Trinità, cioè la parte religiosa del mio essere umano e del mio modo del tutto personale di relazionarmi con il prossimo.

Naturalmente l’elenco potrebbe tranquillamente

continuare ancora a lungo, ma, come potete notare,

mi fermo al "TERZO PUNTO" e non aggiungo null'altro...

 

Mie carissime amiche e carissimi amici social,

vi ho raccontato di come io personalmente “sento le voci” e del mio primo “TSO”, ma vi prometto che presto parlerò anche delle altre due crisi psichiche, che mi hanno costretto a subire altrettanti “Trattamenti Sanitari Obbligatori”.

Vi racconterò nello specifico, anche di quanto mi sia costato in termini di “sforzo psicologico” riuscire ad ritornare a vivere una “vita normale”, poiché in entrambi i casi l’impegno da me sostenuto per uscire dallo stato depressivo, che troppo spesso consegue un “TSO”, mi ha “indaffarato parecchio” da un punto di vista non solo psicologico; inoltre ogni volta "la crisi depressiva" si è manifestata in modo diverso, sia nella tempistica, sia nell'intensità emotiva e sentimentale.

Potrei tranquillamente affermare che la mia vita è stata una vera e propria “ODISSEA”, che si dice fosse stata composta dal “cantore cieco” Omero e che narra il lungo viaggio di ritorno ad Itaca del re Odisseo (Ulisse) dopo la guerra di Troia.

Proprio come “Ulisse”, il protagonista di questo celebre poema epico della letteratura greca antica, ho dovuto affrontare parecchie difficoltà ed aggirare mille ostacoli per tornare a riconquistare la mia “Itaca”, cioè

“la mia sanità mentale”.

Per cui adesso,

mie carissime amiche e carissimi amici social,

potete ben capire la scelta del mio nickname “Ulisse”.

Ma voglio tenervi ancora in sospeso e solo nelle prossime pagine potrete scoprire il significato del termine

“NIGUEIN”...

… ma questa è tutta un'altra pagina!!!

ulisse-niguein-noprofit-profuture.org

 

 

P.S. (Post scriptum):

In considerazione del tema trattato, ho ritenuto opportuno inserire, oltre alla traccia sonora di Simone Cristicchi - “Ti regalerò una rosa”, anche una canzone meno conosciuta, ma altrettanto valida ed adeguata per chiarire alcune emozioni e sensazioni che ho provato in alcune, seppur rare, occasioni della mia vita.

Il brano in questione si intitola “Brain Damage” (Danno Cerebrale), scritto dal gruppo leggenda del rock internazionale Pink Floyd e contenuto nel famoso album

“The Dark Side of the Moon”.

Questo brano in particolare, rappresenta un omaggio a Syd Barret, componente fondatore della band, che a causa del suo disagio mentale, abbandona ufficialmente il gruppo nel 1968.

Di seguito trascrivo il testo originale in inglese, con la relativa traduzione in italiano, ma lascio a voi,

mie care amiche e cari amici social,

l’interpretazione del testo e del significato delle parole utilizzate per trattare un tema tanto delicato, quanto sentito da una delle band che ha scritto intere pagine di storia della "musica rock" a livello mondiale.

Pink Floyd

“Brain Damage” - "Danno Cerebrale"

Testo originale in inglese e traduzione in italiano

The lunatic is on the grass

Il pazzo è sull'erba

The lunatic is on the grass

Il pazzo è sull'erba

remembering games and daisy chains and laughs

ricordando giochi e ghirlande di margherite e risate

got to keep the loonies on the path

bisogna tenere i matti sulla retta via

The lunatic is in the hall

Il pazzo è nel corridoio

The lunatic is in the hall

Il pazzo è nel corridoio

the lunatics are in my hall

i pazzi sono nel mio corridoio

the lunatics are in my hall

i pazzi sono nel mio corridoio

the paper holds their folded faces to the floor

il giornale tiene i loro volti ripiegati contro il pavimento

and every day the paper boy brings more

ed ogni giorno il ragazzo dei giornali ne porta altri

And if the dam breaks open many years too soon

E se la diga dovesse cedere con molti anni di anticipo

 

and if there is no room upon the hill

e se non c'è posto sulla collina

and if your head explodes with dark forebodings too

e se anche la tua testa dovesse esplodere per i cupi presagi

I’ll see you on the dark side of the moon

ci vediamo sul lato oscuro della Luna

The lunatic is in my head

Il pazzo è nella mia testa

The lunatic is in my head

Il pazzo è nella mia testa

you raise the blade, you make the change

tu sollevi la lama, sei tu a fare la differenza

you rearrange me ‘ till I’m sane

tu mi riorganizzi finché non sono sano di mente

 

you lock the door and throw away the key

chiudi la porta e getti via la chiave

 

there’s someone in my head, but it's not me

c’è qualcuno nella mia testa, ma non sono io

And if the cloud bursts, thunder in your ear

E se il nubifragio scoppia, il tuono ti rimbomba nell'orecchio

you shout and no one seems to hear

urli e nessuno sembra sentirti

and if the band you're in starts playing different tunes

e se la band in cui suoni inizia ad eseguire melodie diverse

I’ll see you on the dark side of the moon

ci vediamo sul lato oscuro della Luna

Angolo Testi - Testi Canzoni Testi Musicali Testi di Canzoni...

Lyrics powered by LyricFind.

Testo originale in inglese scaricato dal sito “Angolo testi”.

Link Angolo testi: https://www.angolotesti.it

Testo tradotto dall'inglese in italiano tramite “Google Traduttore”.

 

 

… ma questa è tutta un'altra pagina!!!

 

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Come traccia sonora di questa pagina ho scelto:

Autore del brano - Simone Cristicchi

Titolo del brano: “Ti regalerò una rosa”

Album: “DALL'ALTRA PARTE DEL CANCELLO”

Anno di pubblicazione - 2007

 

URL video della traccia sonora

https://youtu.be/x8RiA5ZRKMs?list=RDx8RiA5ZRKMs