COMUNIC@RE PER VIVERE

&

VIVERE PER COMUNIC@RE

 

 

A Silvia,

a tutti i miei nipoti,

alle persone che amo, che ho amato

e che amerò per sempre,

alle persone che porto nel mio cuore,

alle persone che conosco, che ho conosciuto

e che spero di conoscere in futuro…

Infine a tutti voi, care amiche ed amici,

che mi seguite con affetto sui social…

 

Autore dell’opera

Foto anonima

Titolo dell’opera

“Oslo, Norway, June 20, 2023: Tourists…”

Link dell’immagine:

https://www.shutterstock.com/it/image-photo/oslo-norway-june-20-2023-tourists-2326732955?trackingId=2d43c9ab-39f8-4be9-a001-bc61fb2e8999&listId=searchResults

 

 

MY SOCIAL-NOTE-BOOK

Capitolo primo

Quinto paragrafo

COMUNIC@RE PER VIVERE & VIVERE PER COMUNIC@RE

“Sentire le voci”

Mie care amiche ed amici social,

ho già avuto modo di sottolineare che non essendo uno psichiatra, non ho la pretesa di spiegare in termini scientifici i sintomi della mia malattia(la Sindrome Bipolare), pertanto cercherò, in questo post, di spiegare cosa significa per me

"SENTIRE LE VOCI".

Cominciamo dalla definizione fornita da Google:

<<Sentire le voci (allucinazioni uditive verbali) è un’esperienza in cui si percepiscono parole o suoni senza una fonte esterna. Le cause variano dallo stress intenso o la stanchezza, fino a condizioni mediche o psicologiche>>.

Questa definizione è chiara, ma non risulta esaustiva, per cui provo ad approfondire la ricerca, immettendo sul motore di ricerca Google la semplice frase:

“Schizofrenia - sentire le voci”

ottenendo il seguente risultato:

<<Nella schizofrenia, le "voci" sono allucinazioni uditive reali ed involontarie. Possono commentare le azioni, dialogare tra loro o dare ordini. Spesso si associano ad altri sintomi della psicosi come deliri o alterazioni del pensiero.

Questi fenomeni possono manifestarsi in diverse forme:

1) Voci commentanti: spesso descrivono le azioni od i pensieri del paziente in terza persona.

2) Voci imperative: danno ordini diretti, a volte spingendo la persona a compiere atti specifici o potenzialmente pericolosi.

3) Voci dialoganti: più persone immaginarie che parlano tra loro facendo riferimento al soggetto.

Le allucinazioni uditive rappresentano il sintomo positivo più diffuso della schizofrenia e derivano da un'anomala elaborazione dei segnali neurali e dei processi di pensiero. Tuttavia, udire voci non è un'esperienza esclusiva di questa patologia; può presentarsi in altri disturbi psichiatrici, a seguito di forti traumi od in condizioni di stress estremo>>.

Questa definizione spiega in termini tecnici che “sentire le voci” è un chiaro sintomo di

“SCHIZOFRENIA”,

ma nella parte finale si fa riferimento alla possibilità che il sintomo in oggetto possa essere legato a patologie di altro genere.

Mi preme sottolineare che la “Schizofrenia” e la “Sindrome Bipolare” sono due patologie molto diverse, in primo luogo la differenza riguarda l’intensità e la pericolosità della patologia stessa:

mi sembra evidente che non ci sia bisogno di specificare che la “Schizofrenia” costituisce una patologia molto più grave ed intensa rispetto alla “Sindrome bipolare”.

Per quanto mi riguarda, io sono una “persona bipolare” e, non soffrendo di “Schizofrenia”, non saprei definire cosa significa “sentire le voci” per uno schizofrenico, né tantomeno è mia intenzione farlo.

Ciò che, invece, mi interessa personalmente

mie care amiche ed amici social,

è tentare di spiegare, sempre dal mio personale punto di vista, cosa intendo dire affermando che in alcuni brevi periodi della mia vita, mi è capitato di

“SENTIRE LE VOCI”.

Comunque, non ho nessuna remora nel confessarvi che in determinati e brevi periodi della mia vita, anche a me è capitato di “sentire le voci”.

Naturalmente questo strano fenomeno, che cercherò di spiegare più approfonditamente, mi capita quando mi trovo nei momenti "UP" delle mie crisi psicotiche.

La prima volta che mi è successo, mi trovavo a Palermo, durante il mio corso di studi presso la facoltà di architettura e, probabilmente lo stress dovuto al gravoso impegno di studio, ha contribuito a rendermi particolarmente nervoso e suscettibile al comportamento del mio prossimo.

In questo stato “alterato” della mia coscienza, vagavo senza una ben determinata per le strade di Palermo e “sentivo le voci”.

E' mia ferma intenzione spiegare bene questa mia ultima affermazione, quindi partiamo dalla considerazione che il palermitano medio è particolarmente avvezzo ad urlare e per le strade di Palermo c'è sempre una gran quantità di persone che creano una gran “caciara”, se mi permettete di usare un termine non proprio del dialetto palermitano.

Bene... in questo contesto ed a causa del mio stato evidentemente e palesemente alterato, come ho già detto, mi sentivo perseguitato e giudicato dalle persone che casualmente incontravo per strada. Proprio per questo motivo la mia ansia era accresciuta da questa sensazione che tutte le persone mi urlassero contro rimproveri ed improperi.

Anche quando, sfinito da interminabili passeggiate, che erano quasi una “Marcialonga” tornavo a casa ed accendevo la TV, le notizie del telegiornale o qualsiasi altra trasmissione, che fosse un film o qualcos’altro, era interpretata dalla mia mente confusa e delirante, come direttamente rivolta nei miei confronti.

Inevitabilmente tutto questo non faceva altro che accrescere il mio malessere, ma in quel periodo non avevo ancora ricevuto la diagnosi di “Sindrome Bipolare Familiare”, per cui non mi rendevo conto della grave situazione in cui mi trovavo.

Ci tengo a precisare che sto parlando del mio specifico caso e non del

“SENTIRE LE VOCI”

quale sintomo di “SCHIZOFRENIA”, che è tutta un’altra questione.

Quando una persona “schizofrenica” afferma di “SENTIRE LE VOCI”, nella maggior parte dei casi sostiene di avere un contatto diretto con Dio o con il Demonio, a seconda dei casi.

Vorrei precisare che non è quello che accade a me in questi contesti.

Nel mio caso, mi sento continuamente osservato dalle persone che mi stanno intorno, la mia sensazione di mania di persecuzione, mi spinge a reagire con comportamenti strani e, proprio per questo, le persone mi guardano in modo strano ed in sostanza, come si dice in questi casi:

<<È UN CANE CHE SI MORDE LA CODA>>!!!

Il secondo episodio di questa particolare esperienza del “sentire le voci” mi è capitato nel 2008, quando la mia famiglia, terrorizzata dal mio strano comportamento, ha chiesto aiuto al medico di base, che ha optato per la richiesta di procedere con un “TSO” (Trattamento Sanitario Obbligatorio), per cui mi sono ritrovato rinchiuso all’interno del Reparto Psichiatrico dell’Ospedale di Scicli e ne sono uscito circa un mese dopo, con la benedetta

“Diagnosi di Sindrome Bipolare Familiare”,

della quale ho già avuto modo di parlarvi.

Come da mia oramai consolidata abitudine, per spiegare in termini tecnici che cosa è e come funziona un “TSO”, mi rivolgo ad internet, e come nel famoso quiz televisivo “Il Milionario”, chiedo "l’aiuto da casa" ed interpello direttamente Google.

<<Il Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) è una misura sanitaria e legale disposta quando una persona con gravi alterazioni psichiche necessita di cure urgenti, ma rifiuta il trattamento, ponendo a rischio la propria incolumità o quella altrui. Esso prevede il ricovero forzato presso un Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC).

La Legge n° 833 del 23 dicembre 1978, che ha istituito in Italia il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), prevede che il “TSO” sia attivato seguendo un iter rigoroso per tutelare i diritti della persona e che si articola in quattro punti.

1) Proposta medica: un medico redige un certificato motivato che attesta la necessità del “TSO” (Trattamento Sanitario Obbligatorio).

2) Convalida: un secondo medico, solitamente dipendente dal Servizio Sanitario Nazionale, convalida la proposta.

3) Ordinanza del Sindaco: i certificati sono trasmessi al Sindaco del comune di residenza (o dove si trova la persona), che emette l’ordinanza di ricovero.

4) Notifica al Giudice Tutelare: entro 48 ore dal ricovero, l’ordinanza deve essere inviata al Giudice Tutelare, che ha ulteriori 48 ore per convalidarla>>.

Come potete facilmente comprendere, oltre ad essere una procedura complessa che viene applicata in casi del tutto specifici, comporta il ricovero in una struttura specializzata.

Nel mio caso, un gruppo di circa 10 o 12 vigili urbani, coordinati direttamente dal Comandante del Corpo di Polizia Locale ed in stretta collaborazione con un’équipe medica sanitaria, mi hanno prelevato dall’abitazione dei miei genitori in cui mi trovavo, mi hanno sedato tramite un’iniezione e mi hanno trasportato contro il mio volere, direttamente all'interno del reparto psichiatrico dell’Ospedale di Scicli.

Come potete ben capire, tutta questa “operazione” comporta il coinvolgimento di un numero impressionante di persone, che comunque svolgono al meglio il loro lavoro, al fine di tutelare il paziente, oltre alla propria personale sicurezza ed incolumità.

Una volta giunto all'interno di questa struttura, un padiglione distaccato ed isolato dal resto dell’ospedale, erano naturalmente presenti, oltre a me, anche altri pazienti, ciascuno con la propria specifica patologia.

Alcuni di questi pazienti si dimostravano relativamente tranquilli, ma non mancavano individui strani ed alcuni anche particolarmente agitati o, per meglio dire

“scalmanati ed esagitati”.

Questa è stata per me la prima esperienza di ricovero psichiatrico, ma nella mia vita, fino ad oggi, ho subito in totale la “bellezza” di “TRE TSO”.

A questo proposito, mi viene in mente Massimo Troisi ed uno dei suoi capolavori, per cui consulto nuovamente Google:

<<Nel suo celebre film d’esordio “Ricomincio da tre” (1981), Massimo Troisi sostiene di voler “ricominciare da tre” per via di una filosofia di vita molto semplice:

Nella vita non si può mai ripartire davvero da zero quando si decide di cambiare tutto o di scappare da una situazione, ci si porta sempre dietro il proprio vissuto, gli errori e le esperienze.

Nel film, il protagonista Gaetano decide di trasferirsi da Napoli a Firenze per dare una svolta alla propria esistenza, ma anziché azzerare il suo passato, preferisce fare tesoro delle poche cose positive che è riuscito a costruire fino a quel momento.

Rispondendo in modo ironico alle classiche pressioni di chi gli chiede di dare un taglio netto al proprio passato, Massimo Troisi spiega che, su tutto ciò che ha vissuto, almeno tre cose buone le avrà pur fatte, e proprio da quelle riparte>>.

Dopo il mio terzo “TSO”, che ho subito in Brasile e del quale non mancherò di raccontervi in uno dei prossimi “post”, anche io posso tranquillamente affermare, come “Gaetano”, il protagonista del celebre film d’esordio di Massimo Troisi:

<<Ricomincio da tre>>.

Tre sono le volte che ho rielaborato l’intera mia esistenza, partendo dalle esperienze pregresse, cercando una nuova soluzione per affrontare la complicata convivenza con la “sindrome bipolare”.

Tre è il mio numero preferito e costituisce il numero a cui, in modo maniacale, riconduco l’intera mia esistenza.

Tre rappresenta la Trinità, cioè la parte religiosa del mio essere umano e del mio modo del tutto personale di relazionarmi con il prossimo.

Naturalmente l’elenco potrebbe tranquillamente continuare ancora a lungo, ma, come potete notare, mi fermo al TERZO PUNTO e non aggiungo null’altro...

Mie carissime amiche e carissimi amici social,

vi ho raccontato di come io personalmente “sento le voci” e del mio primo “TSO”, ma vi prometto che presto parlerò anche delle altre due crisi psichiche, che mi hanno costretto a subire altrettanti “Trattamenti Sanitari Obbligatori”.

Vi racconterò nello specifico, anche di quanto mi sia costato in termini di “sforzo psicologico” riuscire ad ritornare a vivere una “vita normale”, poiché in entrambi i casi l’impegno da me sostenuto per uscire dallo stato depressivo, troppo spesso consegue un “TSO”, mi ha “indaffarato parecchio” emotivamente e psicologicamente in modo ogni volta diverso, sia nella tempistica, sia nell’intensità emotiva e sentimentale.

Potrei tranquillamente affermare che la mia vita è stata una vera e propria “Odissea”, che si dice fosse stata composta dal “cantore ciecoOmero e che narra il lungo viaggio di ritorno a Itaca del re Odisseo (Ulisse) dopo la guerra di Troia.

Proprio come “Ulisse”, il protagonista di questo celebre poema epico della letteratura greca antica, ho dovuto affrontare parecchie difficoltà ed aggirare mille ostacoli per tornare a riconquistare la mia “Itaca”, cioè 

“la mia sanità mentale”.

Per cui adesso,

mie care amiche ed amici social,

potete ben capire la scelta del mio nickname “Ulisse”.

Ma voglio tenervi ancora in sospeso e solo nelle prossime pagine potrete scoprire il significato del termine

“NIGUEIN”...

 

… ma questo è tutto un altro “post”!!!

ulisse-niguein-noprofit-profuture.org

 

 

P.S. (Post scriptum):

In considerazione del tema trattato, ho ritenuto opportuno inserire, oltre alla traccia sonora di Simone Cristicchi - “Ti regalerò una rosa”, anche una canzone meno conosciuta, ma altrettanto valida per chiarire alcune emozioni e sensazioni che ho provato in alcune occasioni della mia vita.

Il brano in questione si intitola “Brain Damage”, scritto dai Pink Floyd e contenuto nel famoso album “The Dark Side of the Moon”.

Questo brano in particolare, rappresenta un omaggio a Syd Barret, componente fondatore della band, che a causa del suo disagio mentale, abbandona ufficialmente il gruppo nel 1968.

Di seguito trascrivo il testo originale in inglese, con la relativa traduzione in italiano, ma lascio a voi,

mie care amiche ed amici social,

l’interpretazione del testo e del significato delle parole utilizzate per trattare un tema tanto delicato, quanto sentito da una delle band che hanno scritto intere pagine di storia della musica Rock a livello mondiale.

Pink Floyd

“Brain Damage”

Testo originale in inglese e traduzione in italiano

The lunatic is on the grass

Il pazzo è sull’erba

The lunatic is on the grass

Il pazzo è sull'erba

remembering games

ricordando giochi

and daisy chains and laughs

ghirlande di margherite e risate

got to keep the loonies on the path

devo tenere i matti sulla retta via

The lunatic is in the hall

Il pazzo è nel corridoio

The lunatic is in the hall

Il pazzo è nel corridoio

the lunatics are in my hall

i pazzi sono nel mio corridoio

the lunatics are in my hall

i pazzi sono nel mio corridoio

the paper holds

il giornale tiene

their folded faces to the floor

i loro volti piegati sul pavimento

and every day

ed ogni giorno

the paper boy brings more

il ragazzo dei giornali ne porta di più

And if the dam breaks

E se la diga cede

open many years too soon

con troppi anni di anticipo

and if there is no room upon the hill

e se non c'è posto sulla collina

and if your head explodes

e se anche la tua testa

with dark forebodings too

esplode di oscuri presagi

I’ll see you on the dark side of the moon

ci vediamo sul lato oscuro della Luna

The lunatic is in my head

Il pazzo è nella mia testa

The lunatic is in my head

Il pazzo è nella mia testa

you raise the blade,

sollevi la lama,

you make the change

fai il cambiamento

you rearrange me

mi riorganizzi 

‘ till I’m sane

finché non sarò sano di mente

you lock the door

chiudi la porta a chiave

and throw away the key

e butti via la chiave

there’s someone in my head,

c’è qualcuno nella mia testa,

but it's not me

ma non sono io

And if the cloud bursts,

E se la nuvola scoppia,

thunder in your ear

tuono nelle tue orecchie

you shout and no one seems to hear

urli e nessuno sembra sentirti

and if the band you're in

e se la band in cui suoni

starts playing different tunes

inizia a suonare melodie diverse

I’ll see you on the dark side of the moon

ci vediamo sul lato oscuro della Luna

 

Angolo Testi - Testi Canzoni Testi Musicali Testi di Canzoni...

Lyrics powered by LyricFind.

Testo originale in inglese scaricato dal sito “Angolo testi”.

Link Angolo testi: https://www.angolotesti.it

Testo tradotto dall’inglese in italiano tramite “Google Traduttore”.

 

… ma questo è tutto un altro “post”!!!

ulisse-niguein-noprofit-profuture.org

 

Come traccia sonora di questo post ho scelto:

Autore del brano - Simone Cristicchi

Titolo del brano: “Ti regalerò una rosa”

Album: “DALL’ALTRA PARTE DEL CANCELLO”

Anno di pubblicazione - 2007

 

URL video della traccia sonora

https://youtu.be/x8RiA5ZRKMs?list=RDx8RiA5ZRKMs

 

 

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