Comunic@re per vivere
&
Vivere per comunic@re
I MIEI "DESIDERATA"
Autore dell’opera
Pankaj Mahajan
Titolo dell’opera
“Yin & Yang - Ghiaccio & Fuoco”
Link dell’immagine:
https://www.shutterstock.com/it/image-illustration/yinyang-symbol-ice-fire-146573666

YIN & YANG - IMMAGINE CLASSICA
YIN & YANG - GHIACCIO & FUOCO
MY SOCIAL-NOTE-BOOK
Capitolo primo
Terzo paragrafo - Parte prima
Comunic@re per vivere
&
Vivere per comunic@re
I MIEI "DESIDERATA"
Mie care amiche e cari amici social,
certamente molti di voi conoscono già il celebre simbolo dello “Yin & Yang” e magari qualcuno ne apprezza anche il suo significato intrinseco, che enunciato con parole semplici può essere così sintetizzato:
Nel “bene” c’è sempre un po’ di MALE,
come nel “male” c’è sempre un po’ di BENE.
Questa celebre immagine, che ho inserito subito dopo la copertina di questa pagina, costituisce la rappresentazione classica di un concetto cardine del “Taoismo”, una tradizione millenaria radicata nella cultura orientale e che sottintende una vera e propria "concezione della vita" o, per meglio dire, una particolare e ben determinata
"visione del mondo".
Come potete osservare, nella parte bianca è presente un punto nero e, viceversa, nella zona nera campeggia un punto bianco; inoltre l’intera rappresentazione è dinamica, perché si chiude in un cerchio che, a seconda delle interpretazioni, può simboleggiare:
a) la perfezione;
b) l’universo;
c) il ciclo della vita;
d) la nostra “coscienza”;
e) la nostra "psiche";
f) la nostra “interiorità”.
Mediante una rapida ricerca su Google, risulta che anche nella cultura occidentale il cerchio rappresenta la perfezione e, come teorizzato dal padre della psicoanalisi Sigmund Freud,
il nostro 'Io',
la nostra "coscienza"
e la nostra "psiche"
sono suddivisi in tre aree
ben distinte e separate tra loro:
<<Secondo Sigmund Freud, la psiche non si riduce alla sola coscienza, ma è un sistema complesso dominato in gran parte dall'inconscio, ovvero una dimensione nascosta che guida pensieri, desideri e comportamenti. [1, 2]
Per spiegare il funzionamento della mente, Freud ha elaborato due modelli descrittivi chiamati topiche (da topos, luogo). [1, 2]
La Prima Topica
Suddivide la psiche in tre livelli di consapevolezza: [1, 2]
-
Conscio: la parte diurna e razionale, di cui siamo immediatamente consapevoli.
-
Preconscio: la zona intermedia che raccoglie ricordi e pensieri non attivi al momento ma facilmente richiamabili alla memoria.
-
Inconscio: il serbatoio profondo dei contenuti rimossi, come traumi o desideri inaccettabili, che continuano a influenzare l'individuo. [1, 2, 3]
La Seconda Topica
Rappresenta il modello strutturale della personalità, diviso in tre istanze in conflitto tra loro: [1, 2, 3]
-
L'Es: la forza pulsionale primitiva e irrazionale, guidata unicamente dal principio del piacere immediato.
-
Il Super-Io: la coscienza morale, formata dalle regole e dai divieti morali interiorizzati durante l'infanzia.
-
L'Io: la componente razionale e mediatrice che cerca di bilanciare le richieste pressanti dell'Es, i severi giudizi del Super-Io e la realtà esterna>>.
Cerco di semplificare il complesso pensiero appena esposto, focalizzando l'attenzione sugli aspetti più confacenti al mio personale modo di vedere le cose o, per meglio dire, alla mia "personale prospettiva", della quale vi ho ampiamente parlato nella
PAGINA 03 - IL MIO COMUNIC@LIBRO.
a) Il Conscio - rappresenta la nostra parte consapevole e razionale;
b) Il Preconscio - cioè l’area di confine che contiene “ricordi” non sempre pienamente coscienti, ma che è possibile richiamare facilmente alla memoria con un piccolo sforzo;
c) L’Inconscio - costituisce il livello più profondo ed inaccessibile, in quanto raccoglie pulsioni, traumi e desideri rimossi, che influenzano il nostro comportamento senza che ce ne rendiamo conto e, persino, al di là della nostra stessa volontà.
Il principio taoista dello “Yin & Yang”, invece, descrive l’esistenza di due entità opposte ed al tempo stesso complementari, la cui unione costituisce l’intero universo e l’equilibrio tra queste due “FORZE DELLA NATURA” garantisce l’armonia del cosmo:
-
lo “YIN” rappresenta la parte femminile, l’ombra, il riposo e la notte;
-
lo “YANG” rappresenta la parte maschile, la luce, l’attività ed il giorno.
Nella cultura cinese classica, “Yin & Yang” simboleggiano l’armonia della natura: il benessere si ottiene quando queste due energie sono bilanciate ed in perfetto equilibrio, proprio per questo motivo.
Questo principio si ritrova,
anzi, è alla base della
medicina tradizionale cinese.
Solo recentemente ho scoperto un'ulteriore e più intrigante rappresentazione del classico concetto dello “Yin & Yang”, in quanto originata da un pensiero filosofico, se vogliamo, ancora più complesso ed articolato.
Questa variante della rappresentazione grafica classica arricchisce la forma originaria con una vivace "palette cromatica", dove ogni tonalità di colore assume un significato specifico e ben determinato.
L’immagine di cui stiamo parlando è nota come “Yin & Yang - Ghiaccio & Fuoco” e ricorda vagamente il disegno classico dello “Yin & Yang”, ma con l’aggiunta dei colori, che, come ho già detto, anch'essi esprimono un loro proprio significato:
Interrogando Google sul principio “Yin & Yang - Ghiaccio & Fuoco” ho trovato la seguente definizione:
<<Nella filosofia taoista, il freddo estremo è l’essenza dello Yin (l’energia del riposo, dell’oscurità e dell’acqua). Il ghiaccio rappresenta il blocco totale, ma custodisce il potenziale per una nuova rinascita, simboleggiato dal seme Yang (calore/luce) presente all'interno del simbolo.
L’equilibrio tra questi elementi regola la vita.
Il Freddo ed il Ghiaccio
nello Yin e nello Yang:
a) Yin - Acqua ed energia: nella medicina tradizionale cinese, la stagione invernale e l’acqua sono considerate il massimo dello Yin. Il freddo contrae, rallenta e conserva le energie.
b) Il principio di mutamento: quando lo Yin (il freddo) raggiunge il suo apice, si trasforma in Yang (calore/movimento). È il ciclo della natura in cui il ghiaccio si scioglie per far rifiorire la primavera.
c) Armonia nel corpo: un corpo sano mantiene un equilibrio dinamico tra l’energia fredda e calda. Un eccesso di freddo interno indica un deficit di Yang, mentre un calore eccessivo indica un vuoto di Yin.
d) Origine reciproca: il caldo ed il freddo si definiscono a vicenda. Non potremmo comprendere il calore senza l’esperienza del freddo, e viceversa>>.
Ho davvero trovato interessante questa teoria, in quanto arricchisce con nuovi significati il principio tradizionale dello “Yin & Yang” che conoscevo prima ed a tal proposito, mi è venuta in mente
"la storiella dell’uccellino
che cade dal nido".
Quando ero ancora un giovane ragazzo, una persona mi ha raccontato questa affascinante storia:
<<Un uccellino, rimasto tutto da solo nel suo nido, ha fame ed aspetta con ansia il ritorno dei suoi genitori, per potersi finalmente rifocillare, ma la fame è tanta e l’ansia cresce sempre più, pertanto il piccolo pennuto decide di sporgersi dal nido e, disgraziatamente, finisce per cadere giù a terra.
L’inverno è molto freddo ed il povero uccellino, fuori dal suo nido, rischia di morire assiderato.
In quel momento passa da lì una mucca, che lo vede infreddolito ed impietosita, gli fa la cacca addosso.
Il povero uccellino tira fuori la testolina ed una volta riscaldatosi inizia a cantare tutto felice.
A questo punto un gatto affamato, udendo il cinguettio, si avvicina e con le sue zampette lo tira fuori, lo ripulisce per bene e se lo mangia in un sol boccone>>.
L’insegnamento o la morale che ci lascia questa
triste, sciagurata ed infausta storia
è il seguente:
a) Non sempre chi ti mette nella merda
lo fa perché ti vuole MALE;
b) Non sempre chi ti tira fuori dalla merda
lo fa perché ti vuole BENE.
Come avrete certamente compreso:
tutto è relativo e dipende sempre dai punti di vista!
Ed è esattamente quello che sostiene ed esprime il pensiero taoista riassunto nell'immagine che ho inserito all'inizio di questa pagina e che propongo alla Vostra attenzione e che, ripeto, si chiama:
“YIN & YANG - GHIACCIO & FUOCO”:
<<Nel male c'è sempre nascosto un po’ di Bene
e nel bene nel c'è sempre nascosto un pizzico di Male>>.
Parlando del “BENE” e del “MALE” come "CONCETTI ASSOLUTI", non posso fare a meno di citare il pensiero filosofico di Platone, che ritorna alla mia mente dagli studi del liceo, esattamente come un salmone, ormai adulto, risale la corrente del fiume per potersi tranquillamente riprodurre.
Platone rappresenta forse, anzi senza alcun dubbio, il più importante tra gli allievi del filosofo greco Socrate, che viene unanimamente considerato il "Padre fondatore" del pensiero filosofico occidentale.
In ogni modo, Platone ha elaborato la sua teoria, basando il suo pensiero su quello che egli stesso chiama il mondo dell’IPERURANIO (dal greco “al di là del cielo”).
Secondo la teoria di Platone le "IDEE" esistono solo nell'IPERURANIO, questo mondo irraggiungibile che va “al di là del cielo”, cioè che si trova su
"una sorta di realtà parallela".
Tutto quanto esiste nel mondo terreno, compresi pensieri ed idee degli uomini, hanno un corrispettivo nel mondo dell’ Iperuranio ed in più le “IDEE” in questo mondo immaginario, sottostanno ad una scala gerarchica, al cui vertice risiede
L’IDEA DEL SOMMO BENE.
Ricercando su Google la spiegazione dei principi fondamentali del pensiero filosofico di Platone, otteniamo:
<<Nella filosofia di Platone, le idee che risiedono nell'Iperuranio sono realtà oggettive, eterne e perfette che esistono indipendentemente dalla mente umana, mentre i pensieri o le "idee" degli uomini sono spesso opinioni soggettive, mutevoli ed imperfette legate al mondo sensibile>>.
In buona sostanza Platone non crede che l'uomo sia in grado di elaborare “IDEE PERFETTE”, in quanto i concetti o le opinioni che si formano nella mente umana, hanno un carattere soggettivo e sono mutevoli ed imperfette, essendo legate al mondo sensibile.
Mentre le idee nel mondo dell’Iperuranio sono realtà oggettive ed indipendenti, in quanto esistono fuori dallo spazio e dal tempo; inoltre le “IDEE” che risiedono nel mondo dell'Iperuranio, sono perfette, immutabili e costituiscono “VERITÀ ASSOLUTE” (in greco “epistéme”, vale a dire: "CONOSCENZA").
Senza nulla togliere al "pensiero platonico", da cui traggo ispirazione ed a cui ho appena fatto riferimento, sento l’esigenza di distaccarmene per introdurre e condividere con tutti voi la mia personale “interpretazione filosofica”.
Sono perfettamente concorde con Platone quando sostiene che l’idea di perfezione esiste “eventualmente” in un mondo parallelo al nostro, d'altronde già nel 1957 Hugh Everett III aveva postulato la teoria del "Multiverso", secondo la quale esistono “INFINITI UNIVERSI PARALLELI”, ma al tempo stesso non posso accettare l’idea (scusate il gioco di parole) che l’umanità non sia in grado di “PARTORIRE” qualcosa di buono e compiuto in questo mondo, che in questo preciso momento storico, purtroppo va sempre più verso una "catastrofica rovina".
Mi spiego meglio ed a tal proposito introduco il mio personale concetto di “IDEALE”, che nasce proprio da questa premessa.
Secondo la mia modesta opinione, un singolo uomo difficilmente riesce a realizzare “grandi sogni”, che io chiamo “IDEALI”, fatta eccezione per i “GRANDI UOMINI” che nella storia dell'umanità sono stati capaci di piegare e modificare positivamente il corso degli eventi (San Francesco d'Assisi - Mahatma Ghandi - Martin Luther King, solo per citarne alcuni).
Senza alcuna presunzione di paragonarmi a loro, il mio semplice concetto di “IDEALE” è il seguente:
se una singola persona, dotata di una “SENSIBILE IMMAGINAZIONE” e di un “INGUARIBILE OTTIMISMO”, riesce a "comunic@re" la propria visione a tante altre persone, lo sforzo comune che inevitabilmente ne deriva consente di realizzare un “GRANDE SOGNO”, cioè un “IDEALE CONDIVISO”, che può costituire una “VERITÀ ASSOLUTA” in grado di incidere significativamente sulla realtà, migliorandola in modo assai concreto.
Spero di essere stato chiaro, ma il concetto non è semplice da esporre e rendere perfettamente comprensibile ed io ci ho provato con tutte le mie migliori intenzioni e senza l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale, per cui vi chiedo umilmente scusa per eventuali imprecisioni presenti nel mio testo e finanche
"nella mia testa"!!!
Ma non è questo che mi preme, in quanto ciò che effettivamente voglio "COMUNIC@RVI" è che occorre considerare il contesto storico nel quale è effettivamente vissuto Platone.
L'epoca di Platone (vissuto tra il V ed il IV secolo a.C.) rappresenta il momento di massimo splendore della cultura greca.
Bisogna considerare che a quell'epoca la religione ufficiale era sostanzialmente basata sulla mitologia ed i famosi "CANTORI" tramandavano oralmente le gesta e le vicende legate all'esistenza di una variegata moltitudine di divinità, che vivevano per lo più in cima al Monte Olimpo (Zeus, Era, Poseidone, Atena, Ermes, Afrodite, Apollo, eccetera, eccetera, eccetera)…
Solo a titolo di esempio basti citare il celebre "OMERO", al quale vengono attribuite l'ILIADE e l'ODISSEA, i due poemi epici del Ciclo Troiano, che costituiscono le più importanti opere della letteratura greca antica.
Ma se volessimo fare un confronto tra la mitologia, propria della cultura greca di quel tempo, con la sensibilità religiosa della cultura cattolica contemporanea, potremmo affermare che “IL SOMMO BENE” teorizzato da Platone, corrisponde senza alcun dubbio alla nostra idea di “DIO”, origine e fine di tutte le cose e, come mi è gradito definire:
“Architetto dell’universo”,
attributo che ben identifica
la concezione di Dio come
“SOMMO CREATORE”.
Per quanto mi riguarda, in realtà mi definisco un semplice “cristiano”, nel senso che credo in Dio, ma credo soprattutto nella figura di Gesù Cristo e non posso definirmi certamente "cattolico praticante", in quanto non vado quasi mai in chiesa (se non per battesimi, matrimoni e, purtroppo, sempre più spesso per funerali).
Non posso definirmi cattolico a maggior ragione, in quanto non sempre ho apprezzato, né tanto meno condiviso, l’operato della Chiesa sia nel corso della storia, sia per alcuni dogmi, che sono stati introdotti nella religione cattolica, e sia per alcune posizioni retrograde che spesso i cosiddetti “uomini di chiesa” esprimono tanto veemente.
In più direi che la Chiesa, essendo una congregazione di uomini, può sbagliare così come può sbagliare qualsiasi persona, persino l’individuo più intelligente del mondo, a volte può lanciare in orbita migliaia di “satelliti del terzo tipo”*, ma non per questo essere “un essere umano perfetto”, mi scuso per il gioco di parole e vi invito a leggere il paragrafo successivo, dove alla nota con l'asterisco chiarisco il significato della perifrasi usata parlando di "satelliti artificiali del terzo tipo".
Mi riferisco nello specifico all'imprenditore (vi giuro che non saprei come meglio definirlo, o forse sì, ma preferisco soprassedere, per non dover incorrere in un'eventuale denuncia!!!) Elon Musk, che possiede e gestisce ben oltre 10.000 satelliti artificiali, che gravitano nell'orbita terrestre e con i quali controlla praticamente l’intero sistema di comunicazione mondiale ( Vi lascio un attimo per riflettere sull'informazione appena citata, per poter fare ognuno in perfetta autonomia, le dovute considerazioni.
Bene... solo per avere un termine di paragone adeguato, aggiungo un ulteriore dettaglio:
l'intera Unione Europea gestisce, tramite l’ ESA (Agenzia Spaziale Europea), soltanto 30 satelliti artificiali, ad oggi operativi nello spazio, ci rendiamo conto dell'enormità dell'investimento del "signore" di cui prima vi parlavo e non sto nemmeno a ricordarvi l'esorbitante cifra decisamente impronunciabile del suo smisurato patrimonio.
* (Nota) Vi ho promesso di precisare il concetto di “satellite artificiale del terzo tipo” ed a parte queste mie solite divagazioni, mi rifaccio prendere dai ricordi di gioventù, quando il mio bravissimo professore di matematica e fisica del liceo scientifico, che ho frequentato nel millennio oramai trascorso, diceva che esistono tre tipi di satelliti:
1) i satelliti naturali, tipo la Luna o, per esempio, i 16 satelliti di Giove, etc.;
2) i satelliti artificiali, tipo quelli lanciati in orbita ed utilizzati per le telecomunicazioni;
3) i satelliti, che a volte uscivano fuori direttamente dalla bocca di qualche studente e che anch'essi finivano direttamente in orbita sotto forma di “stronzate megagalattiche”.
Si fa per ridere e scherzare ed anche per alleggerire un poco l’atmosfera e cercare di non risultare troppo pedanti o peggio ancora saccenti, ma quello che mi interessa scrivere su questa pagina, che ho intitolato:
I MIEI "DESIDERATA”
cioè i miei desideri,
quello che vorrei "fare da grande”;
il mio obiettivo finale;
lo scopo di queste deliranti confessioni,
che rivolgo a tutti voi,
mie carissime amiche e carissimi amici social,
il messaggio che vorrei lasciare ai posteri,
esattamente come una "IDEA"
del pensiero filosofico di Platone,
dal quale ho tratto ispirazione, è questo:
"Comunic@re per vivere
&
Vivere per comuni@re".
Continua...