COMUNIC@RE PER VIVERE

&

VIVERE PER COMUNIC@RE

 

 

A Silvia,

a tutti i miei nipoti,

alle persone che amo, che ho amato

e che amerò per sempre,

alle persone che porto nel mio cuore,

alle persone che conosco, che ho conosciuto

e che spero di conoscere in futuro…

Infine a tutti voi, care amiche ed amici,

che mi seguite con affetto sui social…

 

Autore dell’opera

Pankaj Mahajan

Titolo dell’opera

“Yin & Yang - Ghiaccio e Fuoco”

Link dell’immagine:

https://www.shutterstock.com/it/image-illustration/yinyang-symbol-ice-fire-146573666

 

 

MY SOCIAL-NOTE-BOOK

Capitolo primo

Terzo paragrafo

COMUNIC@RE PER VIVERE & VIVERE PER COMUNIC@RE

“I miei Desiderata”

Mie care amiche ed amici social,

sono certo che molti conoscano già il simbolo dello “Yin e Yang” e magari qualcuno ne conosce ed apprezza anche il suo significato intrinseco, che detto in parole semplici, si può riassumere in questi termini:

Nel “bene” c’è sempre un po’ di MALE,

come nel “male” c’è sempre un po’ di BENE.

Questa celebre immagine è la rappresentazione classica di un concetto cardine del “Taoismo”, una filosofia millenaria radicata nella cultura orientale e che porta con sé un’intera visione del mondo.

Come potete osservare, nella parte bianca è presente un punto nero e, viceversa, nella zona nera campeggia un punto bianco; inoltre l’intera rappresentazione è dinamica, perché si chiude in un cerchio che, a seconda delle interpretazioni, può simboleggiare:

la perfezione, l’universo, il ciclo della vita o, persino la nostra “coscienza” ed il nostro intero “spazio interiore”.

Anche nella cultura occidentale il cerchio rappresenta la perfezione e, citando il padre della psicoanalisi, Sigmund Freud, il nostro "Io", la nostra “coscienza” o, se vogliamo, la nostra “psiche”, è suddivisa in tre aree distinte:

a) Il Conscio - la nostra parte consapevole e razionale;

b) Il Preconscio - cioè l’area di confine che contiene “ricordi” non sempre pienamente coscienti, ma che è possibile richiamare facilmente alla memoria con un piccolo sforzo;

c) L’Inconscio - Il livello più profondo ed inaccessibile, che raccoglie pulsioni, traumi e desideri rimossi, che influenzano il nostro comportamento senza che ce ne rendiamo conto e, persino, al di là della nostra stessa volontà.

Il principio taoista dello “Yin e Yang”, invece, descrive l’esistenza di due entità opposte ed al tempo stesso complementari, la cui unione costituisce l’intero universo e l’equilibrio tra queste due “forze” garantisce l’armonia del cosmo:

  • lo “YIN” rappresenta la parte femminile, l’ombra, il riposo e la notte;

  • lo “YANG” rappresenta la parte maschile, la luce, l’attività ed il giorno.

Nella cultura cinese, “Yin e Yang” simboleggiano l’armonia della natura ed il benessere si ottiene quando queste due energie sono bilanciate ed in perfetto equilibrio, proprio per questo motivo, questo principio si ritrova, anzi, è alla base della medicina tradizionale cinese.

Recentemente ho scoperto un'ulteriore e più intrigante rappresentazione dello “Yin e Yang”, in quanto originata da un pensiero filosofico ancora più complesso ed articolato.

Questa variante della rappresentazione grafica classica arricchisce la forma originaria con una vivace palette cromatica, dove ogni tonalità di colore assume un significato specifico e ben determinato.

L’immagine di cui stiamo parlando è nota come “Yin & Yang - Ghiaccio e Fuoco” e ricorda vagamente il disegno classico dello “Yin e Yang”, ma con l’aggiunta dei colori, che, come ho già detto, anch’essi esprimono un loro proprio significato:

Interrogando Google sul principio “Yin & Yang - Ghiaccio e Fuoco” ho trovato questa definizione, che vi propongo esattamente così com’è:

<<Nella filosofia taoista, il freddo estremo è l’essenza dello Yin (l’energia del riposo, dell’oscurità e dell’acqua). Il ghiaccio rappresenta il blocco totale, ma custodisce il potenziale per una nuova rinascita, simboleggiato dal seme Yang (calore/luce) presente all’interno del simbolo.

L’equilibrio tra questi elementi regola la vita.

Il Freddo ed il Ghiaccio nello Yin e nello Yang:

a) Yin - Acqua ed energia: nella medicina tradizionale cinese, la stagione invernale e l’acqua sono considerate il massimo dello Yin. Il freddo contrae, rallenta e conserva le energie.

b) Il principio di mutamento: quando lo Yin (il freddo) raggiunge il suo apice, si trasforma in Yang (calore/movimento). È il ciclo della natura in cui il ghiaccio si scioglie per far rifiorire la primavera.

c) Armonia nel corpo: un corpo sano mantiene un equilibrio dinamico tra l’energia fredda e calda. Un eccesso di freddo interno indica un deficit di Yang, mentre un calore eccessivo indica un vuoto di Yin.

d) Origine reciproca: il caldo ed il freddo si definiscono a vicenda. Non potremmo comprendere il calore senza l’esperienza del freddo, e viceversa>>.

Ho davvero trovato interessante questa teoria che arricchisce con nuovi significati il principio tradizionale dello “Yin e Yang” che conoscevo prima ed a tal proposito, mi è venuta in mente la storiella dell’uccellino che cade dal nido.

Quando ero ancora un giovane ragazzo, una persona mi ha raccontato la storiella dell'uccellino caduto dal nido:

<<Un uccellino, rimasto tutto da solo nel suo nido, ha fame ed aspetta con ansia il ritorno dei suoi genitori, per potersi finalmente rifocillare, ma la fame è tanta e l’ansia cresce sempre più, pertanto il piccolo pennuto decide di sporgersi dal nido e, disgraziatamente, finisce per cadere giù a terra.

L’inverno è molto freddo ed il povero uccellino, fuori dal suo nido, rischia di morire assiderato.

In quel momento passa da lì una mucca, che lo vede infreddolito ed impietosita, gli fa la cacca addosso.

Il povero uccellino tira fuori la testolina ed una volta riscaldatosi inizia a cantare tutto felice.

A questo punto un gatto affamato, udendo il cinguettio, si avvicina e con le sue zampette lo tira fuori, lo ripulisce per bene e se lo mangia in un sol boccone>>.

L’insegnamento che ci lascia questa sciagurata ed infausta storia è questo:

a) Non sempre chi ti mette nella merda lo fa perché ti vuole MALE;

b) Non sempre chi ti tira fuori dalla merda lo fa perché ti vuole BENE.

Come potete vedere, tutto è relativo e dipende tutto sempre dai punti di vista!

Ed è esattamente quello che sostiene ed esprime il pensiero taoista riassunto nell’immagine che propongo alla vostra attenzione e che, ripeto, si chiama:

“YIN & YANG - GHIACCIO E FUOCO”:

<<Nel male c'è nascosto sempre un po’ di Bene

e bene nel c'è nascosto sempre un pizzico di Male>>

Parlando di “BENE” e “MALE” come ideali assoluti, non posso fare a meno di citare il pensiero filosofico di Platone, che ritorna alla mia mente dagli studi di filosofia del liceo, esattamente come un salmone ormai adulto, che risale la corrente del fiume per potersi riprodurre.

Platone è forse il più importante tra gli allievi di Socrate, che viene considerato il padre fondatore del pensiero filosofico occidentale.

In ogni modo, Platone ha elaborato la sua teoria, basando il suo pensiero su quello che Platone stesso chiama il mondo dell’IPERURANIO (dal greco “al di là del cielo”).

Secondo la teoria di Platone gli "IDEALI" esistono solo nell’IPERURANIO, questo mondo irraggiungibile che va “al di là del cielo”, cioè che si trova su una sorta di realtà parallela.

Tutto quanto esiste nel mondo terreno, compresi pensieri ed idee propri degli uomini, hanno un corrispettivo nel mondo dell’IPERURANIO ed in più gli ideali sottostanno ad una scala gerarchica, al cui vertice risiede

L’IDEALE DEL SOMMO BENE.

Secondo Platone c'è una grande differenza tra il concetto di idea e quello di “IDEALE”:

le idee sono frutto del pensiero degli uomini e quindi esistono sulla terra, in quanto risiedono nella nostra coscienza, mentre gli ideali non dipendono dall’attività dell’uomo e pertanto, sebbene tu abbia tutte le migliori intenzioni di questo mondo, non riuscirai mai a realizzare concretamente e realisticamente un “IDEALE”.

A meno che, aggiungo io, non chiedi aiuto ad altre persone e grazie allo sforzo ed all’impegno comune, riesci nel tuo piccolo, faticoso ed alquanto impegnativo, intento.

Pertanto riassumendo:

mentre sulla terra, cioè nella realtà quotidiana, noi umani siamo in grado di elaborare pensieri ed idee, l’“IDEALE”, cioè quello che rappresenta un’idea perfetta, esiste solo in questo mondo che Platone chiama “IPERURANIO”.

In questo mondo immaginario gli IDEALI sottostanno ad una scala gerarchica ed al vertice di questa scala di ideali Platone pone l’ideale del “SOMMO BENE”.

È mia ferma intenzione spiegare bene questo concetto filosofico:

Platone sostiene che nel mondo dell’IPERURANIO esistono parecchi IDEALI, se nella terra esiste, solo per fare un esempio, un tavolo od un qualsiasi oggetto comune, nel mondo dell’Iperuranio esiste “IL TAVOLO PERFETTO, cioè l’idea di tavolo, che abbiamo noi umani qui sulla terra, nel mondo dell’Iperuranio, si trasforma nell’idea perfetta di tavolo, cioè diventa il TAVOLO IDEALE, o, se vogliamo, << L’IDEALE DI TAVOLO >>.

Gli ideali non sono soggetti alle leggi degli uomini, in quanto risiedono in un luogo che Platone chiama mondo dell’IPERURANIO, dove insieme a tutti gli ideali esiste infine ed al di sopra di tutto e tutti

Il SOMMO BENE”.

Spero di essere stato chiaro, ma il concetto non è semplice da spiegare ed io ci ho provato, senza l’aiuto dell’intelligenza artificiale, per cui vi chiedo anticipatamente scusa per eventuali imprecisioni presenti nel mio testo ed anche nella mia testa!!!

Ma non è questo che mi preme, in quanto ciò che effettivamente voglio comunic@re e che occorre considerare che Platone è vissuto tra il V ed il IV secolo a.C., cioè nel periodo più importante e florido dello sviluppo della cultura greca.

Ai tempi di Platone la religione ufficiale era in pratica basata sulla mitologia e si raccontavano tante piccole storie legate all’esistenza di una variegata pluralità di dei, che vivevano per lo più in cima al Monte Olimpo (Zeus, Era, Poseidone, Atena, Ermes, Afrodite, Apollo, eccetera, eccetera, eccetera)…

Ma se volessimo fare un confronto tra la mitologia, propria della cultura greca di quel tempo, con la cultura religiosa cattolica contemporanea, potremmo dire che “IL SOMMO BENE” di cui parla Platone, corrisponde senza alcun dubbio all’idea di “DIO”, origine e fine di tutte le cose e, come mi piace dire, “Architetto dell’universo”, attributo che ben identifica la concezione di Dio come

SOMMO CREATORE”.

Per quanto mi riguarda, in realtà, personalmente mi definisco un semplice “cristiano” e non cattolico, nel senso che credo in Dio, ma credo soprattutto nella figura di Gesù Cristo e non posso definirmi cattolico praticante, in quanto non vado quasi mai in chiesa (se non per battesimi, matrimoni e, purtroppo, sempre più spesso per funerali).

Non posso definirmi cattolico a maggior ragione, in quanto non sempre ho apprezzato, né tantomeno condiviso, l’operato della Chiesa sia nel corso della storia, sia per certi dogmi, che sono stati introdotti nella religione cattolica e sia per alcune posizioni retrograde che spesso i cosiddetti “uomini di chiesa” esprimono tanto veemente.

In più direi che la Chiesa, essendo una congregazione di uomini, può sbagliare così come può sbagliare qualsiasi persona, persino l’individuo più intelligente del mondo, a volte può lanciare in orbita migliaia di “satelliti del terzo tipo”*, ma non per questo essere “un essere umano perfetto”, mi scuso per il gioco di parole e vi invito a leggere il paragrafo successivo, dove spiego il significato della perifrasi usata parlando di satelliti artificiali del terzo tipo.

Mi riferisco nello specifico ad Elon Musk, che possiede e gestisce ben oltre 10.000 satelliti artificiali, che gravitano nell’orbita terrestre e con i quali controlla praticamente l’intero sistema di comunicazione mondiale, considerato che l’Unione Europea gestisce, tramite l’ESA (Agenzia Spaziale Europea), solo 30 satelliti artificiali, ad oggi operativi nello spazio.

Vi ho promesso di chiarire il concetto di “satellite artificiale del terzo tipo” ed a parte queste mie solite divagazioni, mi rifaccio prendere dai ricordi di gioventù, quando il mio bravissimo professore di matematica e fisica del liceo scientifico, che ho frequentato nel millennio ormai trascorso, diceva che esistono tre tipi di satelliti:

1) i satelliti naturali, tipo la Luna o, per esempio, i 16 satelliti di Giove;

2) i satelliti artificiali, tipo quelli lanciati in orbita ed utilizzati per le telecomunicazioni;

3) i satelliti, che a volte uscivano fuori direttamente dalla bocca di qualche studente e che anch’essi finivano direttamente in orbita sotto forma di “stronzate megagalattiche”.

Si fa per ridere e scherzare ed anche per alleggerire un poco l’atmosfera e cercare di non risultare troppo pedanti, ma quello che mi interessa scrivere su questo post, che ho intitolato:

“I MIEI DESIDERATA”

cioè i miei desideri, quello che vorrei fare “da grande”, il mio obiettivo finale, lo scopo di queste deliranti confessioni, che rivolgo a tutti voi,

mie carissime amiche e carissimi amici social,

il messaggio che vorrei lasciare ai posteri, esattamente come un IDEALE del pensiero filosofico di Platone è questo:

Comunic@re per vivere

&

Vivere per comuni@re.

Credo sia arrivato il momento che io sveli questo mio motto, questo gioco di parole che per me ha un significato importante, una sorta di regola di vita, una specie di magia… e come non citare i Queen, con il loro fantastico…

“ It's a Kind of Magic”

Ma ritornando al tema centrale, voglio assolutamente ricordare tre grandi uomini, che hanno lasciato un segno nella storia dell’umanità:

Martin Luther King aveva un sogno: “I HAVE A DREAM…”;

Mahatma Gandhi con la sua “NON VIOLENZA” è riuscito a piegare l’Impero britannico;

John Lennon ha cantato “Imagine” e  “Give Peace a Chance”, che considero le canzoni con il testo più importante a livello comunic@tivo che siano mai state scritte.

L’elenco potrebbe tranquillamente continuare, ma stranamente quelli che ho citato, nonostante i loro messaggi di pace, sono

TUTTI STATI UCCISI IN MODO VIOLENTO!!!

e finisco in bellezza semplicemente ricordando che Gesù Cristo è stato crocifisso!!!

Adesso, facendo gli opportuni scongiuri, è mia intenzione svelare il mio sogno, rappresentare il mio disegno, rivelare il mio progetto, insomma raccontare quali sono

“I MIEI DESIDERATA”

cioè i miei desideri… i miei propositi… le mie folli idee…

DA REALIZZARE CON IL VOSTRO PREZIOSO AIUTO

ED IL VOSTRO FONDAMENTALE SUPPORTO.

Mie care amiche e miei cari amici social,

vi tengo ancora un attimo sulle spine

e parto da una premessa, che giuro,

vi aiuterà a capire meglio tutto il mio discorso.

Ultimamente sono venuto a conoscenza del grave stato di depressione che ha colpito una persona che conosco, a cui da poco è venuto a mancare il padre, mentre alla madre, solo da pochi giorni, hanno diagnosticato un cancro maligno e devastante.

Questa persona di cui vi sto parlando anche lui, come me, è affetto da "sindrome bipolare".

Perdere un genitore per chiunque rappresenta un trauma, ma per una persona bipolare, perdere il padre e rischiare di rimanere orfano a breve tempo, costituisce un vero e proprio “attacco missilistico” alla propria sanità mentale.

Conosco questa persona nel senso che ho avuto modo di vederla solo alcune volte, pur abitando nella stessa piccola città di provincia, ma in realtà solo in due o tre occasioni, ci siamo confrontati sui nostri rispettivi sintomi di questa malattia che ci accomuna ed abbiamo avuto molto di discuterne amabilmente e proficuamente.

Questa malattia, infatti, è come una nebulosa, in quanto i sintomi non sono sempre gli stessi, ma possono variare da persona a persona.

Cosa intendo dire usando la similitudine con la nebulosa???

La sindrome bipolare è come una nebulosa, nel senso che, proprio come una vera nebulosa, non si riesce a stabilirne in modo netto e chiaro i confini, sia quelli temporali, sia quelli che coinvolgono direttamente la sfera affettiva.

Certo non si può dire che siamo diventati amici, ma comunque venire a sapere del recente lutto che lo ha colpito ed in più scoprire che sua madre, come la mia, purtroppo, defunta madre, è malata di cancro, mi ha costretto ad una riflessione.

Mi sono chiesto che cosa posso fare io nella mia posizione e con la mia esperienza, per aiutare in qualche modo questa persona, con la quale condivido così tanto e che purtroppo dovrà affrontare, come me, la futura ed imprescindibile dipartita della madre?

Forse dovrei semplicemente andare a trovarlo e cercare di stabilire un confronto, allo scopo di alleviarne la sofferenza?

Certo, umanamente, sono spinto a fare qualcosa, ma poi ho ripensato ad un'altra esperienza che mi è capitato di vivere e condividere con una persona che chiameremo “Leonardo”, che è chiaramente un nome di fantasia, ma in questo caso il riferimento all’attore Leonardo DiCaprio è d’obbligo, in quanto la persona di cui vi sto per parlare, esattamente come il famoso attore e produttore cinematografico statunitense, è affetto da “Disturbo Ossessivo-Compulsivo” (DOC).

A seguito del mio "TSO" (Trattamento Sanitario Obbligatorio) del 2012, per circa un anno e mezzo, ho frequentato il “Centro Diurno di Salute Mentale di Riccione”, allo scopo di tirarmi fuori dal profondo stato di depressione in cui mi trovavo, a causa dei potenti farmaci assunti durante la mia forzata permanenza all'Ospedale Psichiatrico di Rimini.

I “CENTRI DIURNI” sono strutture di cura che, attraverso l’organizzazione di varie attività di riabilitazione che si svolgono durante il giorno, offrono accoglienza ed aiutano le persone con disagi mentali a vivere con più autonomia.

Tra le diverse persone “parcheggiate” al centro diurno, che per intenderci potrei definire semplicemente “ritrovo di matti”, mi è capitato di conoscere un una persona in particolare, che abbiamo già detto che chiameremo “Leonardo”.

Le persone ospiti, come me, della struttura, manifestavano tutte disagi mentali differenti ed ognuna di loro aveva la sua storia e la sua “speciale patologia”.

Da parte mia devo dire che non ho legato con nessuna di queste persone, in quanto in realtà mi recavo presso questa “gabbia di matti”, controvoglia, partecipando al minimo indispensabile alle attività che giorno dopo giorno venivano proposte, dai, devo dire, molto bravi e competenti operatori sanitari.

Con Leonardo, classe 1984, ci siamo reincontrati alcuni anni dopo e tramite i social, abbiamo iniziato, dapprima a sentirci tramite Facebook e poi abbiamo cominciato ad uscire insieme e frequentarci abitualmente.

Leonardo, oltre a scrivere canzoni rap interminabili, aveva la passione per il “Karaoke” e, dopo molte insistenti pressioni, è riuscito a coinvolgermi e così, in determinate sere, si usciva per locali che organizzavano serate dedicate appunto al “Karaoke”.

Io non mi sono mai cimentato nel canto, ma mi piaceva ascoltare questo “circo” di aspiranti ed altrettanto improbabili cantanti.

Io non so se è semplicemente un caso o meno, ma fatto sta che le persone che incontravo durante queste serate, organizzate in luoghi diversi e da locali diversi, erano sempre le stesse e costituivano una sorta di comunità.

Io mi limitavo ad osservare “questi personaggi” e più li frequentavo e più mi rendevo conto che anche tutte queste persone erano in buona sostanza un “circo di matti”, che agognavano il loro momento di notorietà.

A parte queste considerazioni sul mondo che girava allora intorno al “Karaoke”, Leonardo ed io avevano in comune alcuni aspetti delle nostre rispettive malattie mentali e mentre io, come ho già ripetuto più volte, sono bipolare, Leonardo è affetto da “Disturbo Ossessivo-Compulsivo” (DOC).

Inoltre Leonardo, pur avendo oltre quaranta anni, non è mai stato fidanzato e penso che non abbia mai nemmeno avuto un rapporto completo con una donna; l’unica donna della sua vita è l’onnipresente madre, mentre il padre, da cui la madre si era ben presto divorziata, è purtroppo scomparso quando Leonardo era ancora adolescente.

Per fare un quadro completo della situazione psichiatrica di Leonardo, come non ricordare il celebre film di Alfred Hitchcock “Psycho”... con la sola differenza che la madre di Leonardo è ancora viva e vegeta.

Bene... dopo aver dato un'idea, se volete anche un po' esagerata, della situazione di Leonardo, vi confesso che tra noi è nata un’amicizia, anche se un poco complicata e pesante da reggere, almeno da parte mia, infatti, Leonardo aveva preso l’abitudine di telefonarmi a qualsiasi ora, per raccontarmi le sue “interminabili storie”.

Alla lunga mi sono reso conto che questo tipo di amicizia era “a senso unico”, in quanto Leonardo raramente mi lasciava parlare, ma soprattutto quello che contava veramente erano i suoi problemi, mentre io rimanevo sempre in secondo piano.

Insomma, ad un certo punto mi sono reso conto che la nostra amicizia era alquanto deleteria per il mio stato d’animo, per cui con immenso dispiacere, ho deciso di allontanarmi da Leonardo e la sua “agghiacciante madre”, almeno per salvaguardare la mia stessa salute mentale, ma non trascuro di informarmi, per vie traverse, della sua salute e di quello che combina!!!

Mie care amiche ed amici social,

perché vi ho raccontato di questo “Leonardo”???

L’ho fatto perché intendo azzardare un paragone:

Leonardo, non aveva alcun bisogno del mio aiuto, in quanto lui, ancora oggi, non vuole essere aiutato e lo dimostra il fatto che, non solo rifiuta di prendere qualsiasi tipo di farmaco, ma si rifiuta persino di farsi vedere da uno psichiatra del “Centro di Salute Mentale di Riccione”.

La persona di cui vi ho parlato prima, al contrario, ha bisogno di aiuto e per questo motivo ha specificamente chiesto di intensificare i propri incontri con il suo psichiatra di riferimento, proprio perché si rende conto che sta attraversando un periodo difficile della sua vita e vuole uscire da uno stato di depressione che lo “sta massacrando psicologicamente”.

Con Leonardo la mia reazione è stata l’allontanamento per non rischiare di rimanere risucchiato dai suoi problemi, che obiettivamente sono più grandi dei miei.

Ma come posso aiutare una persona che, non solo ha bisogno di aiuto, ma lo chiede anche a gran voce!!!

Ho riflettuto molto sulla questione e non vi nego che la tentazione di muovermi per fare qualcosa era veramente grande per ben tre motivi:

a) questa persona ha da poco perso il padre, mentre io ho perso il mio padre nel 2015 e non sono riuscito a piangere per diversi mesi, fino a quando un giorno, ascoltando una canzone, mi sono commosso e ripensando al mio caro “babbo” sono scoppiato in lacrime e non ho smesso di piangere per parecchi giorni. Evidentemente ognuno affronta il lutto a modo suo ed io non riuscivo ad accettare la morte di mio padre.

b) adesso questa persona si trova nella condizione di poter perdere la madre da un momento all’altro, mentre io ho perso mia madre solo dopo due mesi che le era stato diagnosticato un tumore al pancreas.

c) senza trascurare il fatto che entrambi siamo “persone bipolari” e che quando è capitato di parlarne, lo scambio di idee e sofferenze è stato proficuo per entrambi, a differenza di Leonardo, che non ascoltava mai i miei problemi.

Queste tre cose che, sebbene con modalità diverse, ci accomunano, mi spingerebbero ad osare un confronto o cimentarmi in un dialogo, ma subito dopo mi son chiesto:

<<Se dovessi dire o fare qualcosa di sbagliato

rischierei certamente di far star male

questa persona senza volerlo>>.

A tutti gli effetti, non si può dire che tra noi due sussista un rapporto di amicizia, in quanto ci siamo visti davvero poche volte, ma soprattutto, a che titolo posso azzardarmi ad aiutare una persona che sta veramente male psicologicamente?

Non sono uno psichiatra, né tantomeno ho frequentato corsi di specializzazione che trattassero l’argomento in oggetto, pertanto la cosa migliore che posso fare è quella di non far nulla e tenermi semplicemente informato sul susseguirsi degli eventi, come del resto faccio anche con Leonardo.

Mi sono dilungato anche troppo, me ne rendo conto, ma vorrei che il mio pensiero fosse limpido come acqua che scorge da una sorgente di montagna ed è per questo motivo che torno a parlarvi, questa volta per davvero, dei miei “DESIDERATA”.

Parto iniziando a spiegare il significato del mio pseudonimo “Ulisse”, il nickname che ho scelto per comunic@re con tutti voi,

mie carissime amiche e carissimi amici social:

Omero nella sua “Odissea”, uno dei più importanti capolavori della letteratura greca antica, ci ha raccontato le avventure dell’eroe “Ulisse” nel suo viaggio di ritorno verso la sua patria Itaca, dopo la fine della guerra di Troia.

Il viaggio di Ulisse dura ben dieci anni ed è disseminato  di ostacoli, mostri mitologici e divinità avverse, che ostacolano in tutti i modi il rientro di Ulisse a casa.

Così come per Ulisse, la cui meta era la sua tanto amata patria Itaca, azzardo un paragone affermando che la mia destinazione finale è un’utopia o, per meglio dire, la mia meta finale è

“UTOPIA”

nel suo significato letterale del termine, che riprendo da Google:

<<Il termine utopia definisce un ideale, un progetto od un modello politico e sociale perfetto che però non trova riscontro nella realtà o risulta irrealizzabile. Più in generale, nel linguaggio comune indica una fantasticheria, un’aspirazione nobile, ma impraticabile nel presente.

Origine ed etimologia

La parola fu coniata dal filosofo e umanista inglese Tommaso Moro, che nel 1516 pubblicò il celebre romanzo intitolato appunto “Utopia”.

Il termine deriva dal greco antico ed è un gioco di parole basato sulla pronuncia simile di due diversi prefissi:

  • ou-topos (οὐ-τόπος): letteralmente «non-luogo», un luogo che non esiste da nessuna parte.

  • eu-topos (εὐ-τόπος): «luogo felice» o «il luogo migliore».

Nel libro di Tommaso Moro, “Utopia” è descritta come un’isola ideale caratterizzata da una società pacifica, tollerante, egualitaria e priva di proprietà privata.

Evoluzione del concetto

Fin dalla sua nascita, l’utopia non è solo una evasione fantastica, ma svolge una funzione critica e pedagogica. Immaginare una società perfetta serve a denunciare i mali e le ingiustizie del presente, offrendo un modello, un traguardo verso cui tendere per migliorare la realtà. Esempi storici si ritrovano già nella Repubblica di Platone o nelle città del sole descritte nel pensiero filosofico rinascimentale.

Il suo opposto concettuale è la distopia, che descrive una società futura o immaginaria indesiderabile, oppressiva o spaventosa, nata da utopie degenerate>>.

Come ho già avuto modo di esprimermi parlando della teoria elaborata da Platone circa 2.400 anni fa, la mia “UTOPIA” è un “IDEALE” realizzabile solo grazie alla collaborazione, al supporto ed all’appoggio concreto di tutti voi,

mie carissime amiche e carissimi amici social,

ed è proprio per questo motivo che vi chiamo in causa, sperando nel vostro aiuto tangibile ed in un vostro favorevole e propizio riscontro.

VOGLIO” condurvi per mano incontro ad un uragano per farvi scoprire che all'interno del suo occhio regna la calma assoluta. L’uragano è esattamente quello che “sento di essere” durante le mie fasi Up, mentre l'occhio del ciclone è la mia vita da “persona normale” che vivo tutti i giorni, sempre però in compagnia della mia più cara amica: l'amica speciale con cui convivo da sempre e che io chiamo “amica Deliria”.

Spesso mi ritrovo a parlare con chiunque mi si presenti davanti, specialmente con persone che non ho mai visto prima, affrontando vari argomenti e spaziando tra vari pensieri e ricordi, che mi frullano nella mente, proprio come un uragano e succede quasi sempre che le persone, disgraziate vittime designate, finiscano per rimanere incantate, nel senso originario del termine e proprio come nella favola del Pifferaio magico, queste persone seguono i miei "DELIRIA", cioè i miei deliranti discorsi e ne rimangono affascinati.

Ma al contrario del Pifferaio magico, che conduce i topi alla loro morte, il mio “flauto magico” ha il potere di abbattere ogni barriera e dandomi la possibilità di entrare in armonia con questi individui.

In questo semplice modo, come quando un domatore di leoni riesce a stabilire un contatto con la “belva feroce” e la trasforma in un docile ed amabile animale domestico, le persone restano ammaliate dalle mie parole perché la prima regola è che bisogna rispettare il prossimo, soprattutto se sta lavorando, mentre tu sei uscito di casa per divertirti, facendo serata, o semplicemente sei entrato in un bar per prendere il tuo caffè della colazione.

 “Perché ho deciso di scrivere”

Ho deciso di scrivere queste mie pagine, ricche di divagazioni, pensieri che affollano la mia mente, confessioni e tanto altro ancora, per diversi motivi:

1) Scrivere mi aiuta ad affrontare giorno per giorno la mia malattia;

2) Comunic@re aiuta a vivere - Se ti presenti educato con le persone ed usi un linguaggio appropriato, le persone ti “percepiscono” come una persona degna della loro attenzione e di tutto il riguardo che possono offrirti;

3) Comunic@re per vivere & Vivere per comunic@re - Nella vita di tutti i giorni cerco sempre di guardarmi attorno, di osservare le persone, portare rispetto nei confronti sia delle persone, sia delle cose e dell’ambiente. Comportarsi bene ti arricchisce l’animo e ti fa stare in pace con te stesso e con il mondo.

Queste sono, in sintesi, le mie “regole di vita”...

le regole che mi sono imposto di seguire giorno per giorno…

le regole che mi fanno stare bene con me stesso e con il mio prossimo.

 

“Cos’è che voglio”

Semplice, prima di tutto “VOGLIO” stare bene, perché non posso rischiare di cadere nella prossima crisi che la mia sindrome bipolare cronica mi prospetta, per cui devo evitare ad ogni costo di trovarmi in uno stato alterato della mia coscienza.

Per questo motivo cerco la pace con l’universo e con chi mi sta accanto, mia moglie Silvia, che è una “SANTA DONNA”, ma anche con le persone che incontro per caso ogni giorno.

Ho vissuto tantissime esperienze che voglio raccontarvi,

mie carissime amiche e miei carissimi amici social,

nella mia vita ho iniziato a lavorare che ero poco più che un bambino e da allora ho cambiato davvero tanti lavori, che volta per volta hanno arricchito la mia esperienza e

“VOGLIO CONDIVIDERLI CON TUTTI VOI”.

La mia “Sindrome bipolare familiare” mi ha sempre accompagnato in tutto quello che ho fatto e che ho vissuto ed io “VOGLIO” condividere con voi sintomi, stati d’animo ed emozioni.

“Quali sono in ultimo i miei desideri”

VORREI” lasciare un segno, “incidere sulla pietra” il mio sogno;

VORREI” aiutare le persone che manifestano un qualsiasi disagio mentale;

VORREI” sensibilizzare le persone cosiddette “normali” sul tema sempre più diffuso del disagio psicologico degli individui, che spesso si nascondono per la vergogna di essere additati come “matti”.

“Quali sono gli IDEALI che perseguo”

Il mio “IDEALE” è un mondo perfetto, in cui non esistono conflitti, la pace regna sovrana e le persone si amano e si vogliono bene, nel rispetto reciproco e nel rispetto dell’ambiente che ci circonda.

Il mio “IDEALE” è la fondazione di un’organizzazione no profit, che possa rendere fattibili questi miei sogni, perché come ho già spiegato parlando della teoria di Platone, un “IDEALE” è realizzabile solo grazie alla collaborazione di tante

PERSONE DI BUONA VOLONTÀ”.

Il mio “IDEALE” è realizzare un mondo migliore, in cui sia ancora possibile pensare al futuro, ai nostri figli, ai nostri nipoti ed a chi verrà dopo di noi!!!

Per tutto ciò che ho francamente espresso, non avendo avuto la fortuna di avere figli (ma in compenso ho tanti nipoti che “amo alla follia”) e non avendo bisogno dei vostri soldi, in quanto non è certo mia intenzione “speculare” sulla mia malattia, né, tantomeno, lucrare “sfruttando” i disagi e le difficoltà  delle persone che, come me, soffrono di una qualsiasi malattia mentale.

Ed infine, come canta Zaz in una delle sue più belle e significative canzoni, che vi propongo di ascoltare e leggere con attenzione il testo e della quale ho inserito a fine "post" sia il testo originale in francese, sia la traduzione in italiano,

mie care amiche ed amici social,

vi chiedo in ultimo di seguire il mio hashtag:

#ulisse-niguein-noprofit-profuture.org

Come traccia sonora di questa pagina ho scelto:

Zaz - “Je Veux”

Vi propongo di leggere con attenzione la semplicità di questo pezzo della mia cantante francese preferita.

Il suo nome d’arte è Zaz (pseudonimo di Isabelle Geffroy, nata a Tours il primo maggio 1980) ed il testo che ho scelto come colonna sonora di questa pagina si intitola “Je Veux”, con la traduzione in italiano a lato.

Il brano è un inno alla semplicità, dove l’artista dichiara di preferire l’amore e la gioia al denaro e ad ogni altro tipo di lusso e ricchezza.

Zaz

“Je Veux”

Testo originale in francese

e

traduzione in italiano

Donnez moi une suite au Ritz,

Datemi una suite al Ritz,

je n’en veux pas!

non la voglio!

Des bijoux de chez Chanel,

Gioielli di Chanel,

je n’en veux pas!

non li voglio!

Donnez moi une limousine,

Datemi una limousine,

j'en ferais quoi?

che cosa me ne farei?

papalapapapala…

papalapapapala…

Offrez moi du personnel,

Offritemi uno stuolo di servitori,

j'en ferais quoi?

che cosa me ne farei?

Un manoir a Neufchatel,

Una villa a Neuchâtel,

ce n’est pas pour moi.

non fa per me.

Offrez moi la Tour Eiffel,

Offritemi la Torre Eiffel,

j’en ferais quoi?

che cosa me ne farei?

papalapapapala…

papalapapapala…

Refrain:

Ritornello:

Je Veux d’l’amour, d’la joie,

Voglio l’amore, la gioia

de la bonne humeur,

ed il buonumore,

ce n’est pas votre argent

non sono i vostri soldi

qui f’ra mon bonheur,

a portarmi la felicità,

moi j’veux crever

voglio morire

la main sur le coeur,

con la mano sul cuore,

papalapapapala…

papalapapapala…

Allons ensemble,

Andiamo insieme,

découvrir ma liberté,

a scoprire la mia libertà,

oubliez donc tous vos clichés,

dimenticate tutti i vostri cliché,

bienvenue dans ma réalité.

benvenuti nella mia realtà.

J’en ai marre de vos

Ne ho abbastanza

bonnes manières,

delle vostre buone maniere,

c’est trop pour moi!

è troppo per me!

Moi je mange avec les mains

Mangio con le mani

et j’suis comme ça!

e sono fatta così!

J’parle fort

Parlo ad alta voce

et je suis franche, 

e sono sincera, 

excusez moi!

scusatemi!

Finie l’hypocrisie

Basta ipocrisie,

moi j’me casse de là!

me ne vado!

J’en ai marre

Ne ho abbastanza

des langues de bois!

della vuota retorica!

Regardez moi,

Guardatemi,

toute manière

comunque

j’vous en veux pas

non vi porto rancore

et j’suis comme çaaaaaaa

e sono fatta così

(j’suis comme çaaa)

(sono fatta così)

papalapapapala…

papalapapapala…

Refrain x 3:

Ritornello x 3:

Je Veux d’l’amour, d’la joie,

Voglio l’amore, la gioia

de la bonne humeur,

ed il buonumore,

ce n’est pas votre argent

non sono i vostri soldi

qui f’ra mon bonheur,

a portarmi la felicità,

moi j’veux crever

voglio morire

la main sur le coeur,

con la mano sul cuore,

papalapapapala…

papalapapapala…

Allons ensemble,

Andiamo insieme,

découvrir ma liberté,

a scoprire la mia libertà,

oubliez donc tous vos clichés,

dimenticate tutti i vostri cliché,

bienvenue dans ma réalité.

benvenuti nella mia realtà.

SOLTANI, KERREDINE / SOLANILLA, TRISTAN

Lyrics © Sony/ATV Music Publishing LLC

Lyrics powered by LyricFind.

Testo originale in francese scaricato dal sito “Angolo testi”

Link: https://www.angolotesti.it/

… ma questo è tutto un altro “post”!!!

ulisse-niguein-noprofit-profuture.org

 

Come traccia sonora di questo post ho scelto:

Autrice del brano - Zaz

(Pseudonimo di Isabelle Geffroy)

Titolo del brano: “Je Veux”

Album omonimo: “ZAZ”

Anno di pubblicazione - 2010

 

URL video della traccia sonora

https://youtu.be/0TFNGRYMz1U?list=RD0TFNGRYMz1U

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