Comunic@re per vivere
&
Vivere per comunic@re
IL MIO RITORNO A
PALERMO
Architetto progettista dell'opera
Giovan Battista Filippo Basile
Titolo dell’opera architettonica
“Il Teatro Massimo di Palermo”
Sul frontone della facciata del teatro è scolpita la scritta:
"L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita.
Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire”
Link dell’immagine:
https://www.theworldofsicily.com/luoghi-di-interesse/palermo/

MY SOCIAL-NOTE-BOOK
Capitolo primo
Sesto paragrafo
Comunic@re per vivere
&
Vivere per comunic@re
IL MIO RITORNO A PALERMO
Mie care amiche e cari amici social,
solo pochi giorni fa e precisamente tra il 15 ed il 18 luglio del 2026, sono ritornato a visitare la città di Palermo, che mi ha ospitato durante tutto il mio percorso accademico, fino al conseguimento della laurea in Architettura - Indirizzo Urbanistico.
Faccio un passo indietro di diversi anni, solo per specificare meglio l’umore ed i sentimenti con i quali ho affrontato questo viaggio in compagnia di mia moglie Silvia.
Silvia ed io, fin da quando ci siamo conosciuti, abbiamo cambiato diversi lavori e ci siamo impegnati duramente per superare le enormi difficoltà economiche in cui, nostro malgrado, ci siamo sempre trovati.
Alla morte di mia madre, avvenuta il 9 gennaio del 2025, e dopo l’improvviso decesso di mio padre, avvenuto per infarto cardiaco già nel lontano 20 agosto del 2015, sono diventato proprietario a pieno titolo della mia quota di eredità; nello specifico metà della casa dove sono nato e cresciuto e che è sempre stata di proprietà della mia famiglia, essendo stata costruita da mio nonno paterno, dopo una vita di duro lavoro nei campi.
Nel marzo di quest’anno, sono finalmente riuscito a vendere la mia quota della casa di Donnalucata, per cui d’un tratto i nostri problemi economici si sono volatilizzati “come rugiada al sole”.
Fin dal momento in cui la vendita è andata a buon fine, ho espresso il desiderio di tornare in Sicilia, per rivedere ancora una volta la città di Palermo... questa volta non più da solo, ma in compagnia di mia moglie, che con ampio anticipo ed armata della sua fidata guida turistica “Lonely Planet”, ha pianificato ed organizzato l’intera vacanza.
Come ho già avuto modo di raccontarvi,
mie carissime amiche e carissimi amici social,
mi sono trasferito a Riccione nel marzo del 2005, cioè oltre 21 anni fa, ma la mia amata Sicilia l’ho sempre portata nel cuore ed ogni anno, insieme a mia moglie Silvia, abbiamo affrontato 1.250 chilometri ed oltre 14 ore di viaggio, per andare in vacanza e ritrovare i miei genitori, mio fratello Guglielmo, mia sorella Concetta e le rispettive famiglie.
Mentre mio fratello Angelo, con la sua famiglia, abita in Svizzera da oltre 35 anni ed anche lui affronta tutti gli anni questo viaggio, ma lui naturalmente è costretto a percorrere molti più chilometri e superare anche la frontiera!!!
Questo è il primo anno che decidiamo di concederci una vacanza, sempre nella mia adorata Sicilia, ma con delle mete diverse. Silvia non aveva mai visitato Palermo, mentre io ho ritrovato i luoghi che frequentavo abitualmente nella mia giovinezza.
<<Quant'è bella giovinezza
che si fugge tuttavia
chi vuol esser lieto sia
di doman non v'è certezza>>...
questi sono i celebri versi che costituiscono l'incipit del Trionfo di Bacco e Arianna, conosciuto anche come "Canzona di Bacco", un componimento poetico scritto intorno al 1490 da Lorenzo di Piero de' Medici, meglio noto come
"Lorenzo il Magnifico",
che fu "Signore di Firenze" dal 1469 al 1492
e che con il suo mecenatismo trasformò
la città Firenze nel "cuor pulsante" del
"Rinascimento italiano".
Ed è esattamente così!!! La gioventù ci scorre tra le dita e non ci accorgiamo della sua bellezza, ma quando l’età avanza, ritornano alla mente dolci ricordi e tutto svanisce come un bellissimo sogno, che al risveglio del mattino ricordi solo vagamente...
... e la malinconia subito ti assale.
Allo stesso modo, ritornare a Palermo dopo così tanti anni ha significato davvero tanto per me!!!
Non mi aspettavo di certo di ritrovare Palermo, così come l’avevo lasciata ormai parecchi anni fa ed inoltre sapevo benissimo che negli ultimi tempi il centro storico è diventato molto turistico, ma le sorprese che mi ha riservato il capoluogo di regione della Sicilia sono state davvero tante!!!
Solo per fare un esempio, l’antico mercato rionale
così come rappresentato nella famosa opera
di Renato Guttuso - "La Vucciria",
PURTROPPO NON ESISTE PIU'!!!
Al posto delle antiche “putie” (i piccoli negozi a gestione familiare) trovi le grandi catene commerciali internazionali ed al posto delle antiche macellerie, sono comparsi tanti piccoli ristoranti, che si fanno la guerra per accaparrarsi il prossimo cliente.
Il termine "Vucciria" deriva appunto dal termine francese "boucherie", che in italiano significa macelleria ed infatti, questo antico mercato rionale nacque intorno al XII secolo sotto il dominio dei Normanni ed era quasi esclusivamente un mercato della carne.
Per fortuna esistono ancora i
“Quattro Canti”, “La Cattedrale”,
“Il Palazzo dei Normanni” e via dicendo,
ma ad ogni angolo di strada
trovi un piccolo commerciante
che ti vende “gadget” di ogni genere.
Tutto è in vendita ed i tanti bambini che importunano i turisti, chiedendo l’elemosina, hanno in tasca addirittura uno "smartphone" (telefono cellulare) per farsi accreditare un piccolo sostegno economico, anche tramite i moderni "sistemi telematici" di pagamento.
Chissà se ai nostri giorni anche Telemaco, il figlio di Ulisse, accetterebbe un contributo “telematico”, pur di riuscire a riportare a casa suo padre e scacciare per sempre da Itaca i tanto odiati Proci, che insidiavano quotidianamente la madre Penelope.
Perdonate il gioco di parole...
... in questo caso non è per nulla casuale,
ma puramente voluto e ricercato!!!
A parte l’assonanza tra il termine “telematico” ed il nome proprio “Telemaco”, analizzando l’origine etimologica dei due vocaboli, che hanno radici diverse, infatti “telematico” deriva dalla contrazione i due termini francesi, vorrei comunque far notare che “Telemaco”, deriva dal greco antico e significa “colui che combatte da lontano”.
Proprio come la stragrande maggioranza dei ragazzi di oggi, sempre attaccati al loro cellulare, incapaci di godersi il momento e sempre proiettati verso qualcosa che sta al di fuori del contesto reale e che si svolge in un mondo parallelo.
Questo "mondo virtuale" che, purtroppo, oramai fa parte costante delle vite di tutti noi, giovani, adulti ed anziani compresi.
Solo per chiarire meglio il concetto, mi permetto di far notare che "i ragazzi di oggi" non sono più gli stessi ragazzi di cui cantava Luis Miguel nel 1985, nella celeberrima "Noi, ragazzi di oggi".
Infatti i ragazzi di oggi (ma anche parecchi adulti), anche quando si trovano in vacanza in posti incantevoli, scattano continuamente “selfies” da postare sui social, noncuranti della bellezza del mondo che li circonda.
Mentre quando non esistevano ancora gli “smartphone”,
le foto, magari scattate con la mitica “Polaroid”,
avevano tutto un’altro sapore e spesso
unico protagonista incontrastato degli scatti era
lo spettacolo del panorama naturalistico
ed architettonico dei luoghi.
È davvero triste osservare come spesso i giovani seduti a consumare ai tavolini di un locale, piuttosto che conversare normalmente, siano tutti quanti “persi dentro il proprio cellulare", vicini fisicamente, ma proiettati in un mondo lontano, ciascuno intento a “combattere guerre lontane”, esattamente come il significato della radice del nome greco "Telemaco" a cui facevo riferimento prima!!!
Così facendo ognuno
rimane chiuso dentro
il suo mondo e come sempre,
aveva già previsto tutto
il GRANDE VASCO ROSSI:
... e forse non ci incontreremo mai,
ciascuno perso dentro i propri guai...
Trascrivo direttamente da Google:
<<La citazione appartiene a uno dei capolavori assoluti di Vasco Rossi: "Vita Spericolata", presentata al Festival di Sanremo nel 1983. Il testo originale cita: "O forse non ci incontreremo mai, ognuno a rincorrere i suoi guai". È un inno intramontabile che mescola sogni di ribellione, malinconia e la consapevolezza che ciascuno affronta il proprio percorso di vita >>.
Ma tornando alla nostra visita... Palermo è una città che da sempre accoglie “lo straniero”, anzi il periodo storico che vede i Normanni al potere, prima con il re Ruggero II e, successivamente, sotto il governo di Federico Secondo di Svevia, costituisce l’apice del periodo storico più florido in assoluto della storia della Sicilia.
Federico Secondo di Svevia, uomo di cultura, capace di "parlare correntemente" addirittura 7 diverse lingue, accoglie alla sua corte ebrei e musulmani e, grazie alla sua profonda lungimiranza, lascia gli ebrei al potere economico e gli arabi al potere amministrativo, favorendo per di più la collaborazione e lo sviluppo di ogni settore e di ogni aspetto della vita pubblica e privata.
Purtroppo, oggi, dopo oltre 800 anni,
non si riesce a comprendere
questo semplice ed alquanto
efficace concetto:
<<La diversità porta ricchezza>>.
Mie care amiche ed amici social,
consentitemi una piccola divagazione… durante la campagna referendaria, io, che non mi sono mai occupato di politica, sono sceso in campo per dare il mio modesto piccolo contributo.
Ho iniziato a commentare sui social alcuni post, che consideravo “oltraggiosi” nei confronti dell’intelligenza persino dell’italiano medio, anzi direi proprio nei confronti dell’intelligenza di qualsiasi essere vivente, animali e vegetali compresi.
Pertanto sono intervenuto
spiegando con educazione
e rispetto delle idee altrui,
ma difendendo con forza e coraggio
i diritti sanciti dalla
Nostra Costituzione.
Spesso le persone soprattutto su Instagram, ma anche su altri social, sono avvezze ad usare un linguaggio volgare, offensivo ed a volte persino oltraggioso, mentre io rispondevo sempre con gentilezza ed educazione.
Chi ha seguito attentamente la scorsa campagna referendaria si ricorderà di certo che, spesso alcuni avvenimenti di cronaca quotidiana venivano strumentalizzati da una certa parte politica per "promuovere le ragioni del SI".
Inoltre il magistrato Nicola Gratteri, uomo che apprezzo in modo particolare per la sua dedizione nella lotta contro la ‘Ndrangheta, veniva frequentemente attaccato ed a volte persino offeso ed insultato a livello personale da utenti Instagram che, io credo, non conoscono o fanno finta di ignorare quale sia l’effettiva importanza delle indagini svolte da questo magistrato, “Servitore dello Stato”, alla stregua di tanti altri magistrati, quali Giovanni Falcone, Paolo Borsellino ed altri ancora.
Nel mio piccolo, ho iniziato a scrivere commenti, man mano sempre più lunghi ed approfonditi, proprio per motivare la mia scelta di libero cittadino, che lotta per difendere le proprie idee ed i diritti di tutti, che in quel momento vedevo minacciati.
Così facendo smontavo una per una le tante strumentalizzazioni, solo per fare un esempio cito una per tutte la vicenda nota come “La famiglia nel bosco”, cercando di motivare razionalmente le mie idee.
All’inizio qualcuno mi ha fatto notare che i miei commenti erano troppo lunghi e che le persone spesso non hanno né voglia né tempo per leggere frasi e periodi troppo elaborati, ma, contrariamente alle mie stesse attese, vedevo crescere le visualizzazioni a dismisura e giorno dopo giorno, i “cuoricini” aumentavano sempre più!!!
Evidentemente le persone avevano iniziato ad apprezzare il mio modo di scrivere educato e rispettoso delle idee altrui e cominciavano a leggere e ricercare altri miei commenti.
Ad un certo punto è addirittura successo
qualcosa che ha dell’incredibile!!!
Un utente Instagram mi ha scritto
utilizzando una chat privata ed
augurandomi addirittura la morte!
Non ci volevo credere neanche io, ma questo individuo, utilizzando una chat privata, oltre ad avermi minacciato, pretendeva che io smettessi di scrivere i miei lunghi, interminabili e quasi infiniti commenti.
La prima cosa che mi è venuta in mente di fare è stata di rispondere alle sue minacce, sempre utilizzando un linguaggio educato e rispettoso, dicendo che se avessi ricevuto da parte sua ulteriori messaggi l’avrei segnalato a “Meta”, la società che gestisce oltre ad Instagram anche vari altri social.
Questo individuo, evidentemente non era a conoscenza del fatto che Meta garantisce la libertà di espressione ed inoltre, controlla e verifica eventuali messaggi che esprimono apertamente "incitamento alla violenza".
Pertanto solo dopo tre giorni dalla mia segnalazione mi arriva da parte di Meta una notifica, nella quale mi viene comunicato che l’utente in questione è stato bloccato e mi si ringrazia per la puntuale segnalazione.
Davvero non ci volevo credere, come puoi pensare di scrivere impunemente minacce di morte ad una persona che ha semplicemente espresso le sue idee, senza mai offendere nessuno???
Mi rendo conto di essermi dilungato troppo, ma penso che informare le persone, che a volte non conoscono fino in fondo i propri diritti, sia un dovere da cittadino responsabile ed io, in qualità di docente, anche se a tempo determinato, a maggior ragione mi sento chiamato in causa.
Nella vita, come ho appena scritto,
mie care amiche e cari amici social,
sono un impiegato statale, in quanto insegnante supplente di “Disegno e Storia dell’arte” ed il mio compito, quando entro in classe, non si limita a illustrare la bellezza e la profondità di un quadro di Vincent van Gogh, solo per citare un esempio a caso.
Penso piuttosto che il mio compito principale sia quello di stabilire un contatto umano con i miei studenti ed è per questo motivo che ho scelto di insegnare e certo non per il misero stipendio che ricevo dal “Ministero dell’Istruzione e del Merito”.
A mio avviso e secondo la mia modesta esperienza
l'insegnamento comporta una grande responsabilità,
pertanto per educare ed istruire al meglio le giovani generazioni
devi poter disporre di adeguate capacità comunicative
e congrue ed opportune doti relazionali.
Tutto questo è indispensabile, ma non sufficiente!!!
In quanto occorre anche la giusta sensibilità
nei confronti dei tuoi allievi e del tuo prossimo in generale,
altrimenti è meglio cambiare mestiere.
La mia piccola esperienza nell’ambito scolastico mi porta a pensare che oggi "il sistema scuola” non funziona affatto, così per come è strutturata e per questo e per tanti altri motivi, che non sto nemmeno ad elencare.
Tornando nuovamente al nostro viaggio a Palermo, devo dire che ho trovato parecchie novità positive, rispetto alla Palermo che conoscevo ai tempi dell’università.
Per esempio all'interno del centro storico risulta tutto più organizzato ed inoltre molte attività puntano sulla qualità del prodotto e sulla riscoperta dei piatti tipici della tradizione siciliana.
Mi riferisco in particolare modo alla cucina tipica palermitana e siciliana in genere e, soprattutto, alla qualità sopraffina di alcuni dei prodotti dolciari più famosi di Palermo.
Faccio un esempio per chiarire meglio il concetto:
negli anni novanta dello scorso secolo, se volevi assaporare una buona granita siciliana dovevi andarla a cercare per esempio a Catania, dove parecchie gelaterie ti consentivano di gustare delle ottime granite, mentre a Palermo la granita tipica era simile alla “Grattachecca” alla romana.
Oggi i ristoranti di Palermo (tranne i grandi marchi internazionali, purtroppo molto diffusi soprattutto nel centro storico) sono a gestione familiare e nel periodo di alta stagione vengono assunti ragazze e ragazzi che hanno davvero voglia di lavorare e che fanno esperienza in fretta.
Dopo tre giorni di visita all’interno del centro storico di Palermo, ci siamo trasferiti a Trapani, bellissima città ricca del tardo-barocco tipico siciliano, per poi approdare a Favignana, nell’arcipelago delle Egadi.
A Favignana ho avuto il piacere e l’onore di conoscere Isabel, una "barlady" (barista al femminile) di poco meno di vent’anni, ma svelta come una volpe.
Io che alla sua età facevo esattamente il suo stesso lavoro, ho subito inquadrato le notevoli capacità di questa ragazza e non vi nego che ne sono rimasto ammaliato, tanto da averle confessato, scherzando, che se avessi avuto almeno 30 anni di meno, le avrei certamente fatto la corte.
L’accoglienza che questa ragazza era solita fare ai suoi clienti aveva dell’incredibile, poichè Isabel oltre ad essere una bellissima ragazza, con due occhi che ti fanno subito pensare a Domenico Modugno ed alla sua “Nel blu, dipinto di blu” (meglio nota semplicemente come “Volare”), è una ragazza sveglia, che sa fare il suo lavoro e che lo fa con tantissima gioia ed allegria.
Questa è la cosa davvero importante... qualsiasi lavoro, anche il più umile, se fatto con gioia dà soddisfazioni, mentre un lavoro affrontato controvoglia, non porta a nulla di buono.
E torno a fare il paragone con l’insegnamento:
un insegnante che lavora solo ed esclusivamente
per portare a casa lo stipendio a fine mese,
non serve la collettività e neppure lo Stato,
ma persegue solo i suoi interessi personali.
Così facendo, a rimetterci
è l’educazione dei ragazzi.
… ma questa è tutta un'altra pagina!!!
info@ulisse-niguein-noprofit-profuture.org
P.S. (Post scriptum):
In un bar in centro a Favignana, abbiamo preso un aperitivo ed ho notato una frase scritta su un pannello di piastrelle di ceramica, posto sulla parete esterna:
<<Ci sono persone che non dormono...
perché non si stancano, e perché mai?
perché sono pazzi.
E i pazzi non si stancano?
... come potrebbero>>?
Franz Kafka
Tratto da Google:
<<La frase si trova nel racconto “Bimbi sulla via maestra” di Franz Kafka. Significa che i "pazzi" non si stancano mai perché, essendo esclusi dalla logica razionale e dalle convenzioni della società borghese, non sono sottomessi all'ansia del rendimento, alle regole e alle pressioni che causano logorio mentale.
Franz Kafka>>.
Mie carissime amiche e carissimi amici social,
la vacanza, purtroppo, è finita, ma voglio ancora condividere con tutti voi alcune informazioni:
giorno 22 luglio 2026 abbiamo noleggiato una barca
che ci ha condotto a fare un giro per le
“cale più belle di Favignana e Levanzo",
godendoci una giornata stupenda,
straordinaria ed indimenticabile.
Lo skipper si chiama Nicolò ed è una persona semplice ed al tempo stesso splendida, come tante persone che abbiamo avuto modo di incontrare in quest'isola stupenda che, grazie al suo stupendo scenario naturalistico, recentemente è anche stata l'ambientazione dell'Odissea (The Odyssey), il nuovo kolossal cinematografico di Christopher Nolan.
… ma questa è tutta un'altra pagina!!!
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Come traccia sonora di questa pagina ho scelto:
Gruppo autore del brano - Måneskin
Titolo del brano: “Torna a casa”
Album: “IL BALLO DELLA VITA”
Anno di pubblicazione - 2018
URL video della traccia sonora
https://youtu.be/ZZjnfWx0cvw