Comunic@re per vivere

&

Vivere per comunic@re

 

I MIEI "DESIDERATA"

Autore dell’opera

Pankaj Mahajan

Titolo dell’opera

“Yin & Yang - Ghiaccio & Fuoco”

Link dell’immagine:

https://www.shutterstock.com/it/image-illustration/yinyang-symbol-ice-fire-146573666

 

 

 

 

YIN & YANG - IMMAGINE CLASSICA

 

YIN & YANG - GHIACCIO & FUOCO

 

MY SOCIAL-NOTE-BOOK

Capitolo primo

Terzo paragrafo - Parte seconda

Comunic@re per vivere

&

Vivere per comunic@re

I MIEI "DESIDERATA"

 

 

Segue da parte prima...

I MIEI "DESIDERATA”

cioè i miei desideri,

quello che vorrei "fare da grande”;

il mio obiettivo finale;

lo scopo di queste deliranti confessioni,

che rivolgo a tutti voi,

mie carissime amiche e carissimi amici social,

il messaggio che vorrei lasciare ai posteri,

esattamente come un "IDEALE"

del pensiero filosofico di Platone è questo:

"Comunic@re per vivere

&

Vivere per comuni@re".

Credo sia arrivato il momento che io sveli questo mio motto, questo gioco di parole che per me ha un significato importante, una sorta di regola di vita, una specie di magia… e come non citare i fantastici Queen, con il loro stupendo, meraviglioso ed indimenticabile brano:

"It's a Kind of Magic"

Ma ritornando al tema centrale, voglio assolutamente ricordare tre grandi uomini, che hanno lasciato un segno nella storia dell’umanità:

Martin Luther King aveva un grande sogno: “I HAVE A DREAM…”;

Mahatma Gandhi con la sua “NON VIOLENZA” è riuscito a piegare l’immenso Impero britannico;

John Lennon ha scritto e cantato “Imagine” e  “Give Peace a Chance”, che considero le canzoni con il testo più importante a livello comunic@tivo che siano mai state scritte a favore della PACE NEL MONDO.

L’elenco potrebbe tranquillamente continuare a lungo,

ma stranamente quelli che ho citato,

nonostante i loro messaggi di pace, sono

TUTTI STATI UCCISI IN MODO VIOLENTO!!!

e finisco in bellezza

semplicemente ricordando che

Gesù Cristo è morto in croce!!!

Adesso, facendo gli opportuni scongiuri,

è mia intenzione svelare il mio sogno,

rappresentare il mio disegno,

rivelare il mio progetto,

insomma raccontare quali sono

I MIEI "DESIDERATA”

cioè i miei desideri…

i miei propositi…

le mie folli idee…

DA REALIZZARE CON IL VOSTRO PREZIOSO AIUTO

ED IL VOSTRO FONDAMENTALE SUPPORTO.

Mie care amiche e miei cari amici social,

vi tengo ancora un attimo sulle spine

e parto da una premessa, che giuro,

vi aiuterà a capire meglio tutto il mio discorso.

Ultimamente sono venuto a conoscenza del grave stato di depressione che ha colpito una persona che conosco ed alla quale cui da poco è venuto a mancare il padre, mentre alla madre, solo da pochi giorni, hanno diagnosticato un cancro maligno e devastante.

Questa persona di cui vi sto parlando,

anche lui, come me, è affetto da

"sindrome bipolare".

Perdere un genitore per chiunque rappresenta un trauma, ma per una persona con Sindrome bipolare, perdere il padre e rischiare di rimanere orfano a breve tempo, costituisce un vero e proprio “attacco missilistico” alla propria sanità mentale.

Conosco questa persona nel senso che ho avuto modo di vederla solo alcune volte, pur abitando nella stessa piccola città di provincia, ma in realtà solo in due o tre occasioni, ci siamo confrontati sui nostri rispettivi sintomi di questa malattia che ci accomuna ed abbiamo avuto molto di discuterne amabilmente e proficuamente per entrambi.

Questa malattia, infatti,

è come una "nebulosa",

in quanto i sintomi non sono sempre gli stessi,

ma possono variare da persona a persona.

Cosa intendo dire usando la similitudine "NEBULOSA"???

La Sindrome bipolare è come una nebulosa, nel senso che, proprio come una vera nebulosa, non si riesce a stabilirne in modo netto e chiaro i confini, sia quelli temporali, sia quelli che coinvolgono direttamente la sfera affettiva.

Certo non si può dire che siamo diventati amici, ma comunque venire a sapere del recente lutto che lo ha colpito ed in più scoprire che sua madre, come la mia, purtroppo, defunta madre, è malata di cancro, mi ha costretto ad una "profonda ed attenta riflessione".

Mi sono chiesto che cosa posso fare io nella mia posizione e con la mia esperienza, per aiutare in qualche modo questa persona, con la quale condivido così tanto e che purtroppo dovrà affrontare, come me, la futura ed imprescindibile dipartita della madre?

Forse dovrei semplicemente andare a trovarlo e cercare di stabilire un confronto, allo scopo di alleviarne la sofferenza?

Certo, umanamente, sono spinto a fare qualcosa, ma poi ho ripensato ad un'altra esperienza che mi è capitato di vivere e condividere con una persona che chiameremo “Leonardo”, che è chiaramente un nome di fantasia, ma in questo caso il riferimento all'attore Leonardo DiCaprio è d’obbligo, in quanto anche la persona di cui vi sto per parlare, esattamente come il famoso attore e produttore cinematografico statunitense, è affetta da “Disturbo Ossessivo-Compulsivo” (DOC).

A seguito del mio secondo "TSO" (Trattamento Sanitario Obbligatorio) del 2012, per circa un anno e mezzo, ho frequentato il “Centro Diurno di Salute Mentale di Riccione”, allo scopo di tentare di tirarmi fuori dal profondo stato di depressione in cui mi trovavo, a causa dei potenti farmaci assunti durante la mia forzata permanenza all'Ospedale Psichiatrico di Rimini.

I “CENTRI DIURNI” sono strutture di cura che, attraverso l’organizzazione di varie attività di riabilitazione che si svolgono durante il giorno, offrono accoglienza ed aiutano le persone con "disagi mentali" a vivere con più autonomia.

Tra le diverse persone “parcheggiate” al centro diurno, che per intenderci potrei definire semplicemente “ritrovo di matti”, mi è capitato di conoscere un una persona in particolare, che abbiamo già detto che chiameremo “Leonardo”.

Le persone ospiti, come me, della struttura, manifestavano tutte disagi mentali differenti ed ognuna di loro aveva la sua storia e la sua “speciale patologia”.

Da parte mia devo dire che non ho legato con nessuna di queste persone, in quanto in realtà mi recavo presso questa “gabbia di matti”, controvoglia, partecipando al minimo indispensabile alle attività che giorno dopo giorno venivano proposte, dai, devo dire, molto bravi e competenti operatori sanitari.

Con Leonardo, classe 1984, ci siamo rincontrati alcuni anni dopo ed abbiamo iniziato a sentirci, prima tramite Facebook e poi abbiamo cominciato ad uscire insieme e frequentarci abitualmente.

Oltre a comporre interminabili brani rap, Leonardo aveva una vera fissazione per il "Karaoke" e dopo tante insistenti pressioni, alla fine ha avuto la meglio ed io ho ceduto lasciandomi coinvolgere nel suo svago preferito, pertanto nei giorni prefissati si finiva regolarmente nei vari locali della zona a cantare.

Io non mi sono mai cimentato nel canto, ma mi piaceva ascoltare questa “fiera delle vanità” di aspiranti ed altrettanto improbabili cantanti.

Io non so se è semplicemente un caso o meno, ma fatto sta che le persone che incontravo e che ho avuto modo di conoscere durante queste serate, organizzate in luoghi diversi e da locali diversi, erano sempre le stesse e costituivano una sorta di "strana comunità".

Io mi limitavo ad osservare “questi personaggi” e più li frequentavo e più mi rendevo conto che anche tutte queste persone erano in buona sostanza un “circo di matti”, che agognavano il loro momento di celebrità.

A parte queste considerazioni sul mondo che girava allora intorno al “Karaoke”, Leonardo ed io avevano in comune alcuni aspetti delle nostre rispettive malattie mentali e mentre io, come ho già ripetuto più volte, sono affetto da "Sindrome bipolare",  Leonardo è affetto da “Disturbo Ossessivo-Compulsivo” (DOC).

Inoltre Leonardo, pur avendo oltre quaranta anni, non è mai stato fidanzato e penso che non abbia mai nemmeno avuto un rapporto completo con una donna; l’unica donna della sua vita è l’onnipresente madre, mentre il padre, da cui la madre si era ben presto separata, è purtroppo scomparso quando Leonardo era ancora poco più che adolescente.

Per fare un quadro completo

della situazione psichiatrica di Leonardo,

come non ricordare il celebre film

di Alfred Hitchcock “Psycho”...

con la sola differenza che la madre

di Leonardo è ancora viva e vegeta.

Bene... dopo aver dato un'idea, se volete anche un poco eccessiva ed esagerata, della situazione di Leonardo, vi confesso che tra noi è nata un’amicizia, anche se un poco complicata e pesante da reggere, almeno da parte mia, poiché Leonardo aveva preso l’abitudine di telefonarmi a qualsiasi ora, per raccontarmi le sue “interminabili storie”.

Alla lunga mi sono reso conto che questo tipo di amicizia era “a senso unico”, in quanto Leonardo, durante le nostre lunghissime telefonate, raramente mi lasciava parlare, ma soprattutto quello che contava veramente erano i suoi problemi, mentre io rimanevo sempre in secondo piano.

Insomma, ad un certo punto mi sono reso conto che la nostra amicizia era alquanto deleteria per il mio stato d’animo, per cui con immenso dispiacere, ho deciso di prendere le opportune distanze da Leonardo e dalla sua “agghiacciante e super invadente” madre, almeno per salvaguardare la mia stessa salute mentale, ma non trascuro di informarmi, per vie traverse, del suo stato di salute e dei pasticci che combina!!!

Mie care amiche e cari amici social,

perché vi ho raccontato di questo “Leonardo”???

L’ho fatto perché intendo azzardare un paragone:

Leonardo, non aveva alcun bisogno del mio aiuto, in quanto lui, ancora oggi, non vuole essere aiutato e lo dimostra il fatto che, non solo rifiuta di prendere qualsiasi tipo di farmaco, ma si rifiuta persino di farsi vedere da uno psichiatra del “Centro di Salute Mentale di Riccione”.

La persona di cui vi ho parlato prima, al contrario, ha bisogno di aiuto e per questo motivo lui stesso ha specificamente chiesto di intensificare i propri incontri con il suo psichiatra di riferimento, proprio perché si rende conto che sta attraversando un periodo difficile della sua vita e vuole uscire da uno stato di depressione che lo “sta massacrando psicologicamente”.

Con Leonardo la mia reazione è stata "l’allontanamento preventivo", allo scopo di evitare di rimanere risucchiato dai suoi problemi, che obiettivamente, erano e sono tutt'ora, più grandi dei miei.

La questione che mi son posto è la seguente:

come posso aiutare una persona che,

non solo ha bisogno di aiuto,

ma lo chiede anche a gran voce!!!

Ho riflettuto molto su tutto ciò e non vi nego che la tentazione di muovermi per fare qualcosa era veramente grande per ben tre motivi:

a) questa persona ha da poco perso il padre, mentre io ho perso mio padre nel 2015 e non sono riuscito a piangere per diversi mesi, fino a quando un giorno, ascoltando una canzone, mi sono commosso e, ripensando al mio adorato “babbo”, sono scoppiato in lacrime e non ho smesso di piangere per parecchi giorni. Evidentemente ognuno affronta il lutto a modo suo ed io non riuscivo ad accettare la morte di mio padre.

b) adesso questa persona si trova nella condizione di poter perdere la madre da un momento all’altro, mentre io ho perso mia madre solo dopo due mesi che le era stato diagnosticato un tumore al pancreas.

c) senza trascurare il fatto che entrambi siamo “persone bipolari” e che quando è capitato di parlarne, lo scambio di idee e sofferenze è stato proficuo per entrambi, a differenza di Leonardo, che non ascoltava mai i miei problemi.

Queste tre cose che, sebbene con modalità diverse,

ci accomunano, mi spingerebbero ad osare un confronto

o cimentarmi in un dialogo, ma subito dopo mi son chiesto:

<<Se dovessi dire o fare qualcosa di sbagliato

rischierei certamente di far star male

questa persona senza volerlo>>.

A tutti gli effetti, non si può dire che tra noi due sussista un rapporto di amicizia, in quanto ci siamo visti davvero poche volte, ma soprattutto, a che titolo posso azzardarmi ad aiutare una persona che sta veramente male psicologicamente?

Non sono uno psichiatra, né tanto meno ho frequentato corsi di specializzazione che trattassero l’argomento in oggetto, pertanto la cosa migliore che posso fare è quella di non far nulla e tenermi semplicemente informato sul susseguirsi degli eventi, come del resto faccio anche nello specifico nei confronti di Leonardo.

Mi sono dilungato anche troppo, me ne rendo conto, ma vorrei che il mio pensiero risultasse "limpido e cristallino come acqua che scorge da una sorgente di montagna" ed è per questo motivo che torno a parlarvi, questa volta per davvero, dei miei

“DESIDERATA”.

Parto iniziando a spiegare il significato del mio pseudonimo “Ulisse”, il "nickname" che ho scelto per comunic@re con tutti voi,

mie carissime amiche e carissimi amici social:

Omero nella sua “Odissea”, uno dei più importanti capolavori della letteratura greca antica, ci ha raccontato le avventure e le varie peripezie e le tante vicissitudini dell’eroe “Ulisse”, nel suo viaggio di ritorno verso la sua patria Itaca, dopo la fine della guerra di Troia.

Il viaggio di Ulisse durò ben dieci lunghi anni e fu disseminato di ostacoli, mostri mitologici e divinità avverse, che intralciarono in tutti i modi il rientro di Ulisse a casa.

Così come per Ulisse, la cui meta era la sua tanto amata patria Itaca, azzardo un paragone affermando che la mia destinazione finale è un'utopia o, per meglio dire, la mia meta finale è proprio

“UTOPIA”

nel suo significato letterale del termine, che trascrivo direttamente da Google:

<<Il termine utopia definisce un ideale, un progetto od un modello politico e sociale perfetto che però non trova riscontro nella realtà o risulta irrealizzabile. Più in generale, nel linguaggio comune indica una fantasticheria, un’aspirazione nobile, ma impraticabile nel presente.

Origine ed etimologia

La parola fu coniata dal filosofo e umanista inglese Tommaso Moro, che nel 1516 pubblicò il celebre romanzo intitolato appunto “Utopia”.

Il termine deriva dal greco antico ed è un gioco di parole basato sulla pronuncia simile di due diversi prefissi:

  • ou-topos (οὐ-τόπος): letteralmente «non-luogo», un luogo che non esiste da nessuna parte.

  • eu-topos (εὐ-τόπος): «luogo felice» o «il luogo migliore».

Nel libro di Tommaso Moro, “Utopia” è descritta come un’isola ideale caratterizzata da una società pacifica, tollerante, egualitaria e priva di proprietà privata.

Evoluzione del concetto

Fin dalla sua nascita, l’utopia non è solo una evasione fantastica, ma svolge una funzione critica e pedagogica. Immaginare una società perfetta serve a denunciare i mali e le ingiustizie del presente, offrendo un modello, un traguardo verso cui tendere per migliorare la realtà. Esempi storici si ritrovano già nella Repubblica di Platone o nelle città del sole descritte nel pensiero filosofico rinascimentale.

Il suo opposto concettuale è la distopia, che descrive una società futura o immaginaria indesiderabile, oppressiva o spaventosa, nata da utopie degenerate>>.

Come ho già avuto modo di esprimermi parlando della teoria elaborata da Platone circa 2.400 anni fa, la mia personale “UTOPIA” è un “IDEALE” realizzabile solo grazie alla collaborazione, al supporto ed all’appoggio concreto di tutti voi,

mie carissime amiche e carissimi amici social,

ed è proprio per questo motivo che Vi chiamo in causa, sperando nel vostro aiuto tangibile ed in un vostro favorevole e propizio riscontro.

“VOGLIO” condurvi per mano incontro ad un uragano per farvi scoprire che all'interno del suo occhio regna la calma assoluta. L’uragano è esattamente quello che “sento di essere” durante le mie "Fasi UP", mentre l'occhio del ciclone è la mia vita da “persona normale” che vivo tutti i giorni, sempre però in compagnia della mia più cara amica:

l'amica speciale con cui convivo da sempre

e che ho imparato a chiamare

“amica Deliria”.

Spesso mi ritrovo a parlare con chiunque mi si presenti davanti, specialmente con persone che non ho mai visto prima, affrontando vari argomenti e spaziando tra vari pensieri e ricordi, che mi frullano nella mente, proprio come un uragano e succede quasi sempre che le persone, disgraziate vittime designate, finiscano per rimanere incantate, nel senso originario del termine e proprio come nella favola del "Pifferaio magico", queste persone seguono i miei "DELIRIA", cioè i miei deliranti discorsi e ne rimangono "incredibilmente affascinati".

Ma al contrario del "Pifferaio magico", che conduce i topi alla loro morte, il mio “flauto magico” ha il potere di abbattere ogni barriera e darmi la possibilità di entrare in armonia ed in confidenza con queste persone.

In questo semplice modo, come quando un domatore di leoni riesce a stabilire un contatto con la “belva feroce” e la trasforma in un docile ed amabile animale domestico, le persone restano ammaliate dalle mie parole perché la prima regola è che bisogna rispettare il prossimo, soprattutto se sta lavorando, mentre tu sei uscito di casa magari per divertirti o semplicemente sei entrato in un bar per fare colazione e prendere il tuo caffè della mattina (in portoghese si direbbe "café da manhã").

 

 “PERCHÉ HO DECISO DI SCRIVERE”

 

Ho deciso di scrivere queste mie pagine,

ricche di pensieri che affollano la mia mente,

di allucinanti divagazioni ed assurde farneticazioni,

confessioni, fantasie deliranti e tanto altro ancora,

per diversi motivi, eccone alcuni:

 

1) Scrivere mi aiuta ad affrontare giorno per giorno la mia malattia ed il prodigioso potere taumaturgico della scrittura mi spinge ad andare avanti, "guardando al futuro con rinnovata speranza";

2) "Comunic@re aiuta a vivere": se ti presenti educato ed usi un linguaggio appropriato, le persone ti “percepiscono” come un soggetto degno della loro attenzione e di tutto il loro riguardo;

3) "Comunic@re per vivere & Vivere per comunic@re": nella vita di tutti i giorni cerco sempre di guardarmi attorno, osservando con attenzione persone e cose, portando rispetto nei confronti di tutti e tutto, in modo particolare dell’ambiente che mi circonda. Comportarsi bene con il tuo prossimo e rispettare l'ambiente ti arricchisce l’animo e ti fa stare in pace con te stesso e con il mondo intero.

 

Queste sono, in sintesi, le mie “REGOLE DI VITA”...

le regole che mi sono imposto di seguire giorno per giorno…

le regole che mi fanno stare bene con me stesso e con il mio prossimo.

 

“COS’È CHE VOGLIO”

Semplice, prima di tutto “VOGLIO” stare bene, perché non posso rischiare di ricadere nella prossima crisi che la mia "Sindrome bipolare cronica" mi prospetta, per cui devo evitare ad ogni costo di trovarmi nuovamente in uno stato "alterato della mia coscienza".

Per questo motivo cerco la pace con l’universo e con chi mi sta accanto; in particolare mia moglie Silvia, che è una “SANTA DONNA”, ma anche con le persone che incontro per caso ogni giorno.

Ho vissuto tantissime esperienze che voglio raccontarvi,

mie carissime amiche e miei carissimi amici social,

nella mia vita ho iniziato a lavorare che ero poco più che un bambino e da allora ho cambiato davvero tanti lavori, che volta per volta hanno arricchito la mia esperienza e

“VOGLIO CONDIVIDERLI CON TUTTI VOI”.

La mia “Sindrome bipolare familiare” mi ha sempre accompagnato in tutto quello che ho fatto e che ho vissuto ed io “VOGLIO” condividere con voi sintomi, stati d’animo ed emozioni.

 

“QUALI SONO IN ULTIMO I MIEI DESIDERI”

“VORREI” lasciare un segno, “incidere sulla pietra” il mio sogno;

“VORREI” aiutare le persone che manifestano un qualsiasi disagio mentale;

“VORREI” sensibilizzare le persone cosiddette “normali” sul tema sempre più diffuso del disagio psicologico degli individui, che spesso si nascondono per la vergogna di essere additati come “matti”.

 

“QUALI SONO GLI IDEALI CHE PERSEGUO”

Il mio “IDEALE” è un mondo perfetto, in cui non esistono conflitti, la pace regna sovrana e le persone si amano e si vogliono bene, nel rispetto reciproco e nel rispetto dell’ambiente che ci circonda.

Il mio “IDEALE” è la fondazione di un’organizzazione no profit, che possa rendere fattibili questi miei sogni, perché come ho già spiegato parlando della teoria di Platone, un “IDEALE” è realizzabile solo grazie alla collaborazione di tante

“PERSONE DI BUONA VOLONTÀ”.

Il mio “IDEALE” è contribuire, nel mio piccolo, a realizzare un mondo migliore, in cui sia ancora possibile pensare con ottimismo al futuro, ai nostri figli, ai nostri nipoti ed a chi verrà dopo di noi!!!

Per tutto ciò che ho schiettamente ed apertamente espresso, non avendo avuto la fortuna di avere figli (ma in compenso ho tanti nipoti che “amo alla follia”) e non avendo bisogno dei Vostri soldi, in quanto non è certo mia intenzione “speculare” sulla mia malattia, né, tantomeno, lucrare “SFRUTTANDO” (uso appositamente questo verbo dalla connotazione estremamente negativa) i disagi e le difficoltà  delle persone che, come me, soffrono di una qualsiasi forma di malattia mentale.

 

Mie care amiche e cari amici social,

vi chiedo in ultimo di seguire il mio hashtag:

 

#ulisse-niguein-noprofit-profuture.org

 

Come traccia sonora di questa pagina ho scelto:

Zaz - “Je Veux”.

Vi propongo di leggere con attenzione la semplicità di questo pezzo della mia cantante francese preferita.

Il suo nome d’arte è Zaz (pseudonimo di Isabelle Geffroy, nata a Tours il primo maggio 1980) ed il testo che ho scelto come colonna sonora di questa pagina si intitola “Je Veux”, con la traduzione in italiano.

 

Il brano è un inno alla semplicità,

dove l’artista dichiara di preferire l'amore e la gioia

al denaro e ad ogni altro tipo di lusso e ricchezza.

 

Zaz

“Je Veux” - "Io Voglio"

Testo originale in francese

e seguente

traduzione in italiano del testo.

Donnez moi une suite au Ritz,

Datemi una suite al Ritz,

je n’en veux pas!

non la voglio!

Des bijoux de chez Chanel,

Gioielli di Chanel,

je n’en veux pas!

non li voglio!

Donnez moi une limousine,

Datemi una limousine,

j'en ferais quoi?

che cosa me ne farei?

papalapapapala…

papalapapapala…

Pausa

Offrez moi du personnel,

Offritemi uno stuolo di servitori,

j'en ferais quoi?

che cosa me ne farei?

Un manoir a Neufchatel,

Una villa a Neuchâtel,

ce n’est pas pour moi.

non fa per me.

Offrez moi la Tour Eiffel,

Offritemi la Torre Eiffel,

j’en ferais quoi?

che cosa me ne farei?

papalapapapala…

papalapapapala…

Pausa

Refrain:

Ritornello:

Je Veux d’l’amour, d’la joie,

Voglio l’amore, la gioia

de la bonne humeur,

ed il buonumore,

ce n’est pas votre argent

non sono i vostri soldi

qui f’ra mon bonheur,

a portarmi la felicità,

moi j’veux crever

voglio morire

la main sur le coeur,

con la mano sul cuore,

papalapapapala…

papalapapapala…

Pausa

Allons ensemble,

Andiamo insieme,

découvrir ma liberté,

a scoprire la mia libertà,

oubliez donc tous vos clichés,

dimenticate tutti i vostri cliché,

bienvenue dans ma réalité.

benvenuti nella mia realtà.

J’en ai marre de vos

Ne ho abbastanza

bonnes manières,

delle vostre buone maniere,

c’est trop pour moi!

è troppo per me!

Moi je mange avec les mains

Mangio con le mani

et j’suis comme ça!

e sono fatta così!

J’parle fort

Parlo ad alta voce

et je suis franche, 

e sono sincera, 

excusez moi!

scusatemi!

Finie l’hypocrisie

Basta ipocrisie,

moi j’me casse de là!

me ne vado!

J’en ai marre

Ne ho abbastanza

des langues de bois!

della vuota retorica!

Regardez moi,

Guardatemi,

toute manière

comunque

j’vous en veux pas

non vi porto rancore

et j’suis comme çaaaaaaa

e sono fatta così

(j’suis comme çaaa)

(sono fatta così)

papalapapapala…

papalapapapala…

Pausa

Refrain x 3:

Ritornello per 3 volte:

Je Veux d’l’amour, d’la joie,

Voglio l’amore, la gioia

de la bonne humeur,

ed il buonumore,

ce n’est pas votre argent

non sono i vostri soldi

qui f’ra mon bonheur,

a portarmi la felicità,

moi j’veux crever

voglio morire

la main sur le coeur,

con la mano sul cuore,

papalapapapala…

papalapapapala…

Pausa

Allons ensemble,

Andiamo insieme,

découvrir ma liberté,

a scoprire la mia libertà,

oubliez donc tous vos clichés,

dimenticate tutti i vostri cliché,

bienvenue dans ma réalité.

benvenuti nella mia realtà.

SOLTANI, KERREDINE / SOLANILLA, TRISTAN

Lyrics © Sony/ATV Music Publishing LLC

Lyrics powered by LyricFind.

 

Traduzione del testo in italiano tramite "Google traduttore".

Testo originale in francese scaricato dal sito “Angolo testi”.

Link: https://www.angolotesti.it/

 

 

… ma questa è tutta un'altra pagina!!!

 

info@ulisse-niguein-noprofit-profuture.org

 

 

Come traccia sonora di questa pagina ho scelto:

Autrice del brano - Zaz

(Pseudonimo di Isabelle Geffroy)

Titolo del brano: “Je Veux”

Album omonimo: “ZAZ”

Anno di pubblicazione - 2010

 

URL video della traccia sonora

https://youtu.be/0TFNGRYMz1U?list=RD0TFNGRYMz1U