COMUNIC@RE PER VIVERE

&

VIVERE PER COMUNIC@RE

 

 

A Silvia,

a tutti i miei nipoti,

alle persone che amo, che ho amato

e che amerò per sempre,

alle persone che porto nel mio cuore,

alle persone che conosco, che ho conosciuto

e che spero di conoscere in futuro…

Infine a tutti voi, care amiche ed amici,

che mi seguite con affetto sui social…

 

Autore dell’opera

Kam Tang

Titolo dell’opera

Copertina del singolo "Crazy”

Link dell’immagine:

https://www.amazon.it/Crazy-Gnarls-Barkley/dp/B000F2C7L8

 

 

MY SOCIAL-NOTE-BOOK

Capitolo primo

Nono paragrafo

COMUNIC@RE PER VIVERE & VIVERE PER COMUNIC@RE

“VIP affetti da DISTURBI MENTALI"

Sottotitolo

La vita e le storie delle persone famose

(VIP - Very Important People)

affette da DISTURBI MENTALI”

 

Mie carissime amiche e carissimi amici social,

le persone affette da disturbi mentali ci sono sempre state e tra queste, per continuare il paragone avvalendosi sempre della mitologia dell’antica Grecia, si può ben dire che nella storia dell’umanità sono innumerevoli i casi di persone che  si sono ben meritati un post

“sull’Olimpo degli Dei”.

Solo a titolo di esempio, il grande artista impressionista Vincent van Gogh era affetto da

“Sindrome bipolare”.

 

Anche ai giorni nostri alcune tra le persone famose, i cosiddetti VIP (Very Important People) soffrono di disturbi mentali, ad esempio è noto che Leonardo DiCaprio, sia affetto da

 

“Disturbo Ossessivo-Compulsivo”

 

come lui stesso ha apertamente dichiarato in occasione di alcune interviste.

 

La linea o, per meglio dire, il confine tra “GENIO e FOLLIA”, purtroppo è davvero molto labile, ma solo continuando a leggere questo post scoprirete a cosa mi riferisco in particolare esprimendo questa mia scarna e concisa affermazione.

 

Greta Thunberg, attivista ambientale, nota alle cronache mondiali già dalla tenera età di soli 15 anni o poco più, soffre della

 

“ Sindrome di Asperger”.

 

L’elenco potrebbe continuare a lungo, ma fermiamoci solo per un attimo a riflettere, in quanto quello che mi preme “comunic@re” è che le malattie mentali non sono tutte invalidanti, nel senso che non è affatto vero che se hai un qualsiasi disturbo mentale devi obbligatoriamente tenerlo nascosto e rinunciare a vivere la tua vita, bensì, in alcuni casi, la sofferenza porta ad una maggiore consapevolezza di sé stessi e del mondo che ci circonda.

 

Per quanto mi riguarda:

 

il mio personale percorso di accettazione della malattia;

 

comprendere l’importanza di farsi aiutare da una struttura predisposta a tale funzione;

 

imparare a seguire la terapia e prendere regolarmente le mie pillole, oltre a rendermi conto che non c’è vergogna che tenga e non c’è motivo di nascondere la mia patologia;

 

 é stato un lungo cammino lungo, travagliato e complesso.

 

Tutto questo “processo evolutivo” che mi ha condotto alla consapevolezza odierna, nel mio caso si è protratto per svariati anni, nel corso dei quali molte persone che ritenevo amiche, si sono allontanate ed io ho posso tranquillamente affermare di aver perso svariati amici.

 

Evidentemente queste persone, non riuscendo a comprendere alcuni miei comportamenti, hanno deciso di tagliare ogni rapporto e si sono deliberatamente e definitivamente allontanate.

 

Oggi sono in grado di comprendere perfettamente la scelta di questi individui ed ho imparato ad andare avanti per la mia strada, lasciando alle mie spalle “rami secchi”, che in ogni caso si fa sempre bene a tagliare.

 

E come non richiamare alla memoria i versi del Sommo Poeta Dante Alighieri:

 

<<Non ti curare di loro, ma guarda e passa>>.

 

Ma ritornando per un attimo

 

al mio personale percorso di accettazione della

 

“Sindrome bipolare familiare”

 

vorrei azzardare un paragone o, per meglio dire, un raffronto od una comparazione, quindi parto dalla seguente premessa:

 

ho 54 anni suonati e sono praticamente astemio, considerato che la mia bibita preferita è la Coca-Cola rigorosamente “Zero” e che mi concedo solo ogni tanto un digestivo od in occasioni speciali apprezzo sorseggiare e godere di un buon “Cuba libre”, che non fa mai male!!!

 

Anche da giovane non ho mai avuto grossi problemi con l’alcol, a parte sporadici episodi, per lo più in coincidenza di eventi particolari, durante i quali mi sono decisamente lasciato andare, esagerando nel bere e perdendo inavvertitamente ogni freno inibitorio, con la classica conseguenza di rimediare una sana e vigorosa “sbronza”.

 

Comincio con questa premessa perché, come sono solito fare, non parlo di cose che non conosco e che non ho direttamente sperimentato sulla mia pelle.

 

Sono comunque a conoscenza delle regole che gli “Alcolisti Anonimi” si autoimpongono per riuscire a rimanere sobri, per cui mi affido, ancora una volta, ad una ricerca condotta su internet, tramite l’ausilio di Google:

 

<<Il percorso di accettazione nell’alcolismo inizia con la presa di coscienza e l’ammissione della propria impotenza di fronte all’alcol. Non esistono rigide imposizioni punitive, ma princìpi guida e passi pratici - come quelli promossi da Alcolisti Anonimi - basati sulla sincerità, sulla responsabilità personale e sul supporto reciproco per superare la negazione.

 

LE TAPPE DELL'ACCETTAZIONE

 

Ammissione: riconoscere che l’alcol gestisce la tua vita e che hai perso il controllo.

 

Rottura del silenzio: chiedere aiuto ed uscire dall’isolamento parlandone con gruppi o specialisti.

 

Responsabilità: accettare il passato senza sensi di colpa paralizzanti, concentrandosi sul presente.

 

Le regole del cammino di sobrietà

 

Vivere alla giornata: non pensare a non bere per sempre, ma solo per le 24 ore presenti.

 

Astensione totale: accettare che la moderazione non è possibile per chi soffre di dipendenza.

 

Ascolto e condivisione: partecipare agli incontri per ascoltare gli altri e raccontare la propria esperienza senza filtri.

 

Evitare i rischi: stare lontano dai vecchi luoghi, abitudini o compagnie che spingono a bere>>.

 

Ed ancora, sempre interrogando Google:

 

<<Gli Alcolisti Anonimi non seguono rigide “regole” punitive, ma si basano sui Dodici Passi come programma di recupero spirituale e personale e sulle Dodici Tradizioni per il funzionamento dei gruppi. L’unico requisito per partecipare è il desiderio sincero di smettere di bere.

 

PRINCIPI E FUNZIONAMENTO

 

Partecipazione libera: l’ingresso è volontario e gratuito, senza quote associative o tasse.

 

Totale anonimato: la privacy dei membri è la base del gruppo, specie verso l’esterno.

 

Niente giudizi: ognuno parla solo delle proprie esperienze personali senza dare consigli morali o medici.

 

Autonomia: i gruppi si mantengono da soli con i propri contributi e non dipendono da partiti o religioni.

 

Il programma dei Dodici Passi

 

Ammettere di essere impotenti di fronte all’alcol.

 

Credere in una forza superiore che può aiutare a ristabilire il controllo.

 

Fare un inventario morale profondo dei propri errori.

 

Riparare i torti fatti alle persone danneggiate dalla dipendenza.

 

Aiutare altri alcolisti a rimanere sobri>>.

 

Certo un paragone od un confronto tra <<L’ALCOLISMO>> e la <<SINDROME BIPOLARE>> può sembrare azzardato, ma in realtà io credo profondamente che tra queste due diverse patologie, se così vogliamo definirle, ci siano vari temi ed argomenti che le accomunino:

 

Per quanto riguarda il percorso di accettazione, direi che costituisca il passo fondamentale per cominciare a “stare meglio” e prendersi cura di sé stessi.

 

Chiedere l’assistenza di uno specialista, nel mio caso farmi aiutare dal “CSM” (Centro di Salute Mentale) di Riccione, mi ha consentito di essere seguito da uno psichiatra, anche se dal 2008 ne ho visto susseguirsi ben sei.

 

Raccontare apertamente la propria esperienza è ciò che sto tentando di fare scrivendo queste pagine e la loro pubblicazione sui social spero possa essere d’aiuto a qualcuno che, come me, soffre di un qualche disturbo mentale.

 

Mi fermo rigorosamente al terzo punto, essendo il “TRE” il mio numero “magico”, ma la lista potrebbe tranquillamente continuare ancora a lungo con molti altri esempi...

 

Per continuare l’elenco di cui sopra, ho piacere di citare l’impegno dei “Terconauti”, un gruppo teatrale di Rimini, che si occupa di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dell’Autismo, attraverso varie iniziative ed in particolare mediante spettacoli teatrali, dove con tanta ironia viene affrontato il tema del disagio psichiatrico.

 

Inoltre a Riccione opera un’altra importante associazione:

 

“Progetto Itaca”, dove ragazze e ragazzi con disagio mentale vengono aiutati, attraverso il loro coinvolgimento in opere teatrali e spettacoli itineranti.

 

Molte, anzi, innumerevoli sono le iniziative, i progetti e le organizzazioni che si occupano di questi temi ed è inutile elencarle, poiché per chi fosse interessata od interessato, basta semplicemente condurre una ricerca approfondita sull’argomento.

 

Per quanto riguarda la storia ed i drammatici avvenimenti accaduti durante lo scorso secolo e mi riferisco in particolare allo scoppio della Seconda guerra mondiale, le cause di una tragedia di queste spropositate dimensioni, va ricercata nello studio delle personalità deviate dei loro principali responsabili:

 

ADOLF HITLER e BENITO MUSSOLINI.

 

Entrambe queste figure hanno caratterizzato e dato origine alle peggiori vicende storiche che hanno segnato indelebilmente il secolo scorso.

 

Lascio a voi,

 

mie carissime amiche e carissimi amici social,

 

la curiosità di andare a scoprire sintomi e malattie che hanno caratterizzato la vita di Adolf Hitler e di Benito Mussolini, in quanto ciò che mi preme sottolineare è come la Seconda guerra mondiale, sia stata intrapresa a causa della stretta collaborazione tra questi due personaggi storici, che definirei dalla personalità quanto meno “folle e demoniaca”.

 

Invece, per quanto riguarda l’esordio alla politica di Benito Mussolini, possiamo facilmente ricordare, che la sua ascesa al potere fu dovuta, in primo luogo alla sua enorme capacità comunicativa, tipica della “fase UP”, peculiare di una persona affetta da sindrome bipolare.

 

Infine vorrei ricordare a tutti l’episodio dell’assassinio di Giacomo Matteotti, l’unica persona che seppe dimostrare il coraggio di opporsi apertamente al

 

“Duce Benito Mussolini”.

 

La responsabilità dell’assassinio di Giacomo Matteotti fu candidamente ammessa da Benito Mussolini addirittura in un discorso tenuto in Parlamento e piuttosto che finire in galera, larga parte della popolazione italiana dell’epoca, continuò imperterrita a sostenerlo.

 

In sostanza la Seconda guerra mondiale, l’Olocausto e persino lo sgancio delle bombe nucleari su Hiroshima e Nagasaki, potevano essere evitati, ma come ci insegna la storia (con i suoi “corsi e ricorsi” di cui parlava Giambattista Vico) non smette di produrre immani tragedie e non occorre ricordare come ai giorni nostri il potere sia nuovamente nelle mani di “criminali politici” e “folli presidenti” di potenze militari, dotati di armamenti nucleari e quindi in grado di distruggere completamente il mondo così come lo conosciamo, cancellando definitivamente la storia dell’umanità intera.

 

Personalmente penso che la situazione economica e politica odierna, sia spaventosamente pericolosa e non aggiungo altro.

 

La distanza tra il “GENIO” e la “FOLLIA”, come accennato prima, è davvero molto labile e corre sulla lama di un coltello ben affilato.

 

Ed a tal proposito voglio citare ancora una volta il “Fantastico Vasco Rossi”:

 

<<Sono lontani quei momenti, quando uno sguardo provocava turbamenti,

quando la vita era più facile e si potevano mangiare anche le fragole,

perché la vita è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia.

Senti che fuori piove… senti che bel rumore>>…

 

Vasco Rossi - “Sally” - Album: Nessun pericolo... per te - pubblicato nel 1996.

 

La vita… è tutto un equilibrio al di sopra della follia…

 

Come sempre il grande Vasco Rossi centra in pieno il tema con parole semplici, ma che toccano a fondo l’anima delle cose e delle persone.

 

Ma ritornando al tema del confine “labile” tra il “GENIO” e la “FOLLIA”, riassumendo quanto già affermato:

 

ho parlato di Adolf Hitler e delle sue ambizioni di diventare un artista affermato.

 

ho parlato di Benito Mussolini e della sua ambizione sconfinata per il potere.

 

ed infine vorrei ripercorrere con voi, mie carissime amiche e carissimi amici social, la vita di Vincent van Gogh, indubbiamente uno tra i miei artisti preferiti.

 

Non a caso la “copertina” che ho scelto per il mio social-libro, MY SOCIAL-NOTE-BOOK, è proprio

“La notte stellata”

Una delle opere più affascinanti ed incantevoli del grande artista olandese, capace di toccare l’anima di intere generazioni.

 

La profonda sofferenza che ha caratterizzato l’intera vita di Vincent van Gogh, legata alla sua “Sindrome bipolare”, ha dato vita ad innumerevoli capolavori che hanno arricchito il panorama della storia dell’arte e continuano ad incantare ed ammaliare l’intera umanità.

 

Allora voglio proporvi un semplice quesito, o, meglio, vorrei esprimere un’iperbole:

 

Come sarebbe cambiata la storia del XX secolo, se Adolf Hitler fosse diventato un grande artista affermato?

 

Io penso che probabilmente si sarebbero evitati, milioni di morti tra civili e militari, dovuti alla guerra; si sarebbero evitate le oltre sei milioni di vittime dell’Olocausto e non per ultimi le centinaia di migliaia di vittime delle bombe nucleari lanciate ad Hiroshima e Nagasaki, senza dimenticare gli effetti disastrosi prodotti dal lancio di questi ordigni, che si sono abbattuti devastando aree immense e che hanno avuto conseguenze anche sulla popolazione superstite per svariati decenni.

 

Da un lato la sofferenza di un genio come Vincent van Gogh ci ha lasciato capolavori che rimarranno per sempre come patrimonio artistico dell’umanità, mentre la folle brama di potere di persone come Adolf Hitler e Benito Mussolini, hanno stravolto la storia e causato immani tragedie, che hanno segnato i momenti più bui del XX secolo.

Arrivati a questo punto vi propongo cortesemente di scorrere l’elenco tratto da Google delle persone famose affette da disagio mentale.

 

<<Molti personaggi famosi della storia e del presente hanno avuto il disturbo bipolare:

 

Vincent van Gogh: pittore olandese, famoso per le sue opere e per la sua mente tormentata.

 

Virginia Woolf: famosa scrittrice britannica.

 

Winston Churchill: storico primo ministro britannico.

 

Ernest Hemingway: scrittore e giornalista americano.

 

Queste persone hanno convissuto con alti e bassi molto forti.

 

Oggi, molti artisti e attori moderni parlano apertamente di questa condizione.

 

Ad esempio, ne parlano le attrici Catherine Zeta-Jones e Carrie Fisher o la cantante Demi Lovato.

 

Napoleone soffriva di disturbi psichiatrici?

 

No, Napoleone non soffriva di disturbi psichiatrici diagnosticati. La sua personalità era caratterizzata da una grandissima ambizione, un forte carisma e un indole autoritaria. Gli storici hanno spesso discusso il suo profilo. Alcuni hanno collegato il suo carattere a un bisogno di affermarsi, a volte chiamato Sindrome di Napoleone, anche se si tratta più di un mito che di una condizione medica reale.

 

Adolf Hitler soffriva di disturbi psichiatrici?

 

Gli storici e i medici non hanno diagnosticato ad Adolf Hitler un singolo disturbo mentale ufficiale. Tuttavia, gli studiosi concordano sul fatto che mostrasse gravi tratti di paranoia, megalomania (delirio di grandezza) ed ipocondria (paura ossessiva di avere malattie).

 

Ecco i dettagli sulla sua salute mentale:

 

Paranoia e megalomania: Adolf Hitler credeva di avere una missione speciale per salvare il mondo. Aveva anche un delirio di persecuzione verso gli ebrei, che incolpava per tutti i problemi.

 

Ipocondria: era ossessionato dal suo corpo e temeva di avere malattie mortali. Assumeva moltissimi farmaci diversi per problemi come il mal di stomaco ed il gonfiore.

 

Disturbi di personalità: gli esperti parlano di una personalità psicopatica e sado-masochistica. Mostrava inoltre una totale mancanza di empatia verso il prossimo.

 

La maggior parte degli esperti pensa che Hitler fosse pienamente consapevole delle proprie azioni. Spiegare le sue scelte estreme solo con la malattia mentale è considerato un errore. Vuol dire sminuire la responsabilità delle sue decisioni politiche ed il consenso che ottenne.

 

Benito Mussolini soffriva di disturbi psichiatrici?

 

Gli storici e gli psichiatri non ritengono che Benito Mussolini soffrisse di una vera e propria malattia mentale. Gli esperti parlano piuttosto di una caratteropatia (un tratto del carattere estremo e rigido) unita a fasi di forte depressione ed a una grave forma di ulcera duodenale, che causava dolorosi problemi di stomaco.

 

La caratteropatia è un tratto del carattere che rende una persona molto dura, aggressiva ed incapace di provare empatia, cioè di capire i sentimenti degli altri. Questa condizione non è una malattia della mente come la schizofrenia, ma un modo di essere rigido e pericoloso. Nei momenti di maggiore stress, Benito Mussolini mostrava anche una distimia depressiva, cioè lunghi periodi di profonda tristezza e sbalzi d’umore che lo portavano a chiudersi in sé stesso e ad isolarsi.

 

Benito Mussolini stesso e le persone a lui vicine attribuivano i suoi comportamenti e la sua cattiva digestione allo stress estremo della guerra e della politica. Durante il suo governo, infatti, i medici gli prescrivevano diete rigide e medicinali per calmare il suo forte mal di stomaco.

 

Leonardo da Vinci soffriva di disturbi psichiatrici?

 

Non ci sono prove che Leonardo da Vinci avesse una malattia mentale. Molti esperti moderni pensano che avesse l'ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione ed Iperattività). L'ADHD è una caratteristica del cervello che rende difficile concentrarsi su una sola cosa a lungo e spinge a muoversi spesso.

 

Questi sono i motivi di questa idea:

 

Opere non finite: Leonardo iniziava molti progetti, ma spesso non li finiva.

 

Mente veloce: la sua mente passava in fretta da un'idea all'altra.

 

Sonno corto: dormiva a brevi intervalli e lavorava anche di notte.

 

Creatività: la sua grande intelligenza andava d’accordo con questa sua forte curiosità.

 

Gli scienziati pensano che questa sua particolarità abbia aiutato il suo grande talento. Le persone con ADHD possono essere molto creative e piene di nuove idee.

 

Alcuni studi ipotizzano anche tratti di dislessia.

 

Questo può spiegare perché a volte scriveva le parole al contrario.

 

Michelangelo Buonarroti soffriva di disturbi psichiatrici?

 

Gli storici pensano che Michelangelo Buonarroti soffrisse di disturbo dello spettro autistico (nella forma chiamata Sindrome di Asperger) e di depressione grave. Non possiamo fare una diagnosi medica oggi. Gli esperti usano le lettere ed i comportamenti descritti all’epoca per queste ipotesi.

 

Ecco gli indizi principali sul suo stato mentale:

 

Segni di Autismo: Michelangelo Buonarroti aveva una concentrazione estrema sul lavoro. Odiava rompere la sua routine. Era molto scontroso, diffidava delle persone e non voleva collaboratori. Per questi motivi, gli esperti pensano ad una forma di neurodivergenza.

 

Profonda Depressione: molti studiosi collegano il suo stato d’animo al fenomeno del “non-finito”. Michelangelo Buonarroti abbandonava spesso le sculture a metà per un senso di insoddisfazione e tristezza. I suoi scritti mostrano pensieri fissi sulla morte ed un forte tormento interiore.

 

Il ruolo del dolore fisico: i disturbi mentali potrebbero essere stati aggravati dal dolore fisico cronico. Si pensa che soffrisse di artrosi alle mani e, secondo alcune ricerche mediche, di saturnismo (avvelenamento da piombo dovuto ai colori, che causa irritabilità ed insonnia).

 

Caravaggio (Michelangelo Merisi) soffriva di disturbi psichiatrici?

 

Non c’è una diagnosi medica ufficiale, poiché la psichiatria moderna non esisteva all’epoca. Tuttavia, molti esperti collegano il suo temperamento estremo al disturbo borderline di personalità. Questo spiega l’impulsività, la rabbia incontrollabile (come l’omicidio di Ranuccio Tomassoni) e l’alternanza tra momenti di genialità e caos.

 

Il dibattito medico-storico si concentra su alcuni punti chiave:

 

Disturbo Borderline: il pittore viveva sbalzi d’umore continui. Poteva passare dall’essere un cavaliere riverito dal Papa a frequentare criminali nei vicoli più bui. Questa instabilità si ritrova anche nei suoi dipinti, basati su forti contrasti tra luce ed ombra.

 

Stress Post-Traumatico: lo psichiatra Giovanni De Plato suggerisce che il suo animo fosse segnato da traumi infantili, come la perdita precoce del padre.

 

Paralisi da Fobia: Caravaggio era ossessionato dalla paura della morte. Nelle sue ultime opere, l’ansia e il senso di colpa per essere un assassino condannato a morte lo consumavano.

 

Genio e Follia: molti storici e medici ritengono che etichettare il suo carattere ribelle e trasgressivo come una malattia mentale sia riduttivo. L’arte stessa serviva a volte come forma di autoterapia per incanalare le sue forti emozioni.

 

Se vuoi esplorare ulteriormente questo tema, posso:

 

Approfondire l'analisi di specifiche opere d'arte che riflettono la sua psicologia.

 

Raccontarvi di più sulla sua rocambolesca fuga da Roma e i suoi ultimi anni.

 

Confrontare il suo profilo con altri artisti “maledetti” della storia.

 

Brad Pitt ha parlato pubblicamente di aver sofferto di depressione e di problemi di dipendenza, in particolare dopo il divorzio. Inoltre, ha rivelato di avere una condizione neurologica rara chiamata prosopagnosia, che gli impedisce di riconoscere i volti delle persone.

 

Molti personaggi famosi hanno convissuto con disturbi mentali. La condivisione pubblica delle proprie diagnosi ha un ruolo cruciale nel normalizzare la cura e ridurre lo stigma sociale.

 

Tra le figure più note:

 

Depressione: ne hanno sofferto figure iconiche come Virginia Woolf e Winston Churchill. Tra le celebrità contemporanee che ne hanno parlato apertamente figurano Lady Gaga, Tiziano Ferro e Dwayne "The Rock" Johnson.

 

Disturbo Bipolare: spesso associato ad una grande creatività, ne hanno sofferto artisti storici come Vincent van Gogh ed attori di Hollywood tra cui Catherine Zeta-Jones e Jim Carrey.

 

Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC): l’aviatore e regista Howard Hughes ne fu un celebre esempio, mentre star come Leonardo DiCaprio e David Beckham hanno ammesso di averne sofferto le manifestazioni in età adulta.

 

Disturbo da Deficit di Attenzione ed Iperattività (ADHD): molti atleti ed artisti hanno trovato nello sport o nella recitazione una valvola di sfogo, come il nuotatore Michael Phelps e la ginnasta Simone Biles>>.

 

Informazioni tratte da NeuronUp

 

Link: file:///home/chronos/u4bdbb536d809f21f74beb1a327a4637afd7ee95a/MyFiles/Downloads/download.html

 

Da un ulteriore approfondimento della ricerca, sempre avvalendomi dell’ausilio di Google, su internet ho trovato:

 

<<Non importa se sei ricco o povero. Se sei famoso o no. Le malattie ci colpiscono tutti allo stesso modo. Sportivi, politici, attori, cantanti… nessuno sfugge a questa lotteria di contrarre una malattia. Oggi parleremo delle malattie neurologiche e mentali di cui soffrono alcune celebrità.

 

Brad Pitt, soffre di prosopagnosia.

 

L’attore soffre di un disturbo neurologico chiamato prosopagnosia, come ha riconosciuto nel 2013 durante un’intervista con «Esquire». Questa malattia, nota anche come cecità facciale od agnosia facciale, è un disturbo di origine neurologica che si manifesta con l’incapacità di riconoscere i volti, in alcuni casi perfino il proprio.

 

Brad Pitt ha ammesso che soffrire di questo disturbo gli aveva causato problemi di carattere sociale. «Ci sono molte persone che mi odiano perché credono che io li stia offendendo. C’è stato un anno in cui ho semplicemente detto, quest’anno lo affronto e chiederò alla gente: “Dove ci siamo conosciuti”? Ma tutto è peggiorato. Le persone si offendevano ancora di più ed interpretavano il mio problema come un gesto di vanità o egocentrismo. Ma è un mistero per me, semplicemente non riesco a ricordare un volto», ha assicurato l’attore.

 

Ángel Martín, ha subito un episodio psicotico.

 

Ángel Martín è stato ricoverato per un episodio psicotico nel giugno del 2017.

 

Un episodio psicotico, come dice la sua definizione, è una “rottura temporanea della realtà”. Questo episodio si verifica in modo brusco ed interferisce con la vita quotidiana della persona colpita.

 

Il presentatore intende normalizzare le malattie mentali grazie al suo libro “Por si las voces vuelven” in cui parla dell’episodio psicotico che ha avuto e che lo ha portato a essere ricoverato 14 giorni in ospedale.

 

Bruce Willis, Tartamudez (Balbuzie).

 

Da bambino, soprattutto a scuola, i compagni lo prendevano in giro per questo problema. Nonostante ciò, Bruce sul palco si trasformava in un’altra persona e la sua balbuzie scompariva. La balbuzie è un disturbo del linguaggio che può essere permanente o manifestarsi solo in determinate circostanze. Le ripetizioni nel pronunciare le parole e le interruzioni, così come la prolungazione di alcune, sono solo alcune caratteristiche di questo disturbo.

 

Mercedes Milá ha sofferto di depressione.

È stata l’ultima personalità spagnola nota a parlare dei suoi problemi di salute mentale.

Lo fece lo scorso 23 marzo 2022 nel programma “Las Tres Puertas” condotto da María Casado. Mercedes Milá ha confessato che soffre di depressione da anni, con tre episodi intensi: “La prima depressione fu per un amore finito e la seconda, la terza e quelle che vennero dopo, per eccesso di stress”, condivise la catalana che, nonostante tutto, volle incoraggiare la gente a che “non getti la spugna”.

Ha ricordato i suoi anni alla guida di “Gran Hermano”, raccontando che con il suo lavoro era molto soddisfatta e che le critiche le erano indifferenti, che il problema lo aveva dentro di sé: “Potevo piangere tutta la settimana fino al giovedì, alzarmi quel giorno, fare il programma e che nessuno se ne accorgesse”, rivelò Mercedes Milá, consapevole che “la malattia mentale ci circonda sempre di più. Dobbiamo prenderla molto sul serio”, assicurò.

Jennifer Lawrence, ADHD.

Un’altra delle celebrità con disturbi mentali è Jennifer Lawrence;

nello specifico, l’attrice fu diagnosticata con ADHD in infanzia, e racconta che i suoi familiari le diedero il soprannome «Nitro» per essere tanto esplosiva quanto la nitroglicerina.

L’ADHD è un disturbo cronico, che dura tutta la vita, ma che è trattabile; nell’età adulta i sintomi più di tipo iperattivo tendono a diminuire (cosa che non avviene altrettanto facilmente con il deficit di attenzione).

Presidenti con Alzheimer: Ronald Reagan, Adolfo Suárez e Pasqual Maragall.

La malattia di Alzheimer è il tipo di demenza più comune. L’insorgenza di questa demenza è lenta, colpendo inizialmente le aree del cervello che si occupano della memoria, del pensiero e del linguaggio.

Col tempo, questi sintomi peggiorano fino al punto che le persone che soffrono della malattia di Alzheimer smettono di riconoscere i loro familiari più stretti ed evidenziano problemi nelle attività della vita quotidiana come vestirsi o lavarsi.

All’ex presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan fu diagnosticata la malattia di Alzheimer nel 1994, appena cinque anni dopo aver lasciato il potere, anche se, secondo quanto assicurò suo figlio Ron nel libro «My Father at 100; a Memoir» mostrò sintomi della sua condizione mentre era alla Casa Bianca. Morì nel 2004.

Ronald Reagan non è l’unico presidente che ha dimenticato di esserlo. In Spagna il presidente del Governo durante la Transición, Adolfo Suárez soffrì anche lui di questa malattia neurodegenerativa. Come anche colui che fu presidente della Generalitat e sindaco di Barcellona, Pasqual Maragall, che dichiarò nel 2007 di soffrire di questa malattia. Un anno dopo fu creata la Fundación Pasqual Maragall per la ricerca sull’Alzheimer.

Andrés Iniesta ha sofferto di depressione.

Il calciatore spagnolo e campione del mondo Andrés Iniesta ha sofferto di depressione. Lui stesso lo ha assicurato lo scorso novembre nel programma ‘Salvados’.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la depressione è un disturbo mentale comune, che si caratterizza per la presenza di tristezza, perdita di interesse o piacere, sensi di colpa o mancanza di autostima, disturbi del sonno o dell’appetito, sensazione di stanchezza e mancanza di concentrazione. “Quando soffri di depressione, non sei tu. Quando sei così vulnerabile è difficile controllare i momenti della vita”, spiegò il centrocampista>>.

E la lista potrebbe estendersi ancora a lungo…

 

Traccia sonora

Come traccia sonora di questa pagina ho scelto il ben noto brano “Crazy”, composto dal duo “Gnarls Barkley” (CeeLo Green e Danger Mouse), contenuto nell’album “ST. ELSEWHERE”, pubblicato nel 2006.

St. Elsewhere” in italiano si potrebbe liberamente tradurre come: “A cuore aperto”.

Da una ricerca condotta mediante Google risulta:

<<"Crazy" parla della fragilità della mente umana, del confine tra lucidità e follia e dell’accettazione delle proprie vulnerabilità. Il cantante CeeLo Green ha spiegato che il brano riflette anche sulla consapevolezza di sé e sulla percezione della sanità mentale.

Temi principali del testo

La follia e la normalità: esplora cosa significhi davvero essere “pazzi” in un mondo che giudica chi è diverso.

La consapevolezza: riconoscere i propri momenti di debolezza interiore senza averne paura.

L’identità umana: l’accettazione dei lati imperfetti e complessi di ogni persona>>.

 

 

… ma questo è tutto un altro “post”!!!

ulisse-niguein-noprofit-profuture.org

 

Come traccia sonora di questa pagina ho scelto:

Autori del brano - Gnarls Barkley

(Duo composto da CeeLo Green e Danger Mouse)

Titolo del brano: “Crazy”

Album: “ST. ELSEWHERE”

Anno di pubblicazione - 2006

 

URL video della traccia sonora

https://youtu.be/-N4jf6rtyuw?list=RD-N4jf6rtyuw

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